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Yuja Wang e il Corriere di Bologna – Bologna 30 Aprile 2018

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La valutazioni delle interpretazioni di un pianista

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Recensioni, Sinfonica

Nézet-Séguin/Wang- Bologna Festival 24 Aprile 2018

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Era da tempo che Yuja Wang non suonava a Bologna,
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Cameristica, Recensioni

Quatuor Diotima/ Widmann – Musica Insieme Bologna 23 Aprile 2018

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Un concerto godibile sotto ogni aspetto. Continua a leggere
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Cameristica, Recensioni

Giovanni Umberto Battel – Bologna Circolo della musica 21 Aprile 2018

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Ci fu un famoso film di Nino Manfredi in cui il protagonista
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Cameristica, Recensioni

Stefano Malferrari – Bologna Conoscere la musica 19 Aprile 2018

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Un concerto luci e ombre (più ombre Continua a leggere
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Politically correct – Bologna 18 Aprile 2018

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E’ interessante leggere alcune dei commenti (per lo più privati, violando le mie raccomandazioni…) Continua a leggere
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Cameristica, Recensioni

Bonitatibus Raffo – Bologna Festival 17 Aprile 2018


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Almeno per una volta un concerto di canto (non proprio liederistico)
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Recensioni, Sinfonica

Chang Gimeno – Filarmonica Bologna Manzoni 16 Aprile 2018

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 E’ difficile dire se si tratti di udito o….
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Operistica, Recensioni

Simon Boccanegra – Teatro Comunale Bologna 13 Aprile 2018

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Evviva, ci risiamo! Un Boccanegra formato mini, fortemente Continua a leggere
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Cameristica, Recensioni

Marco Fornaciari – Conoscere la musica Bologna 12 Aprile 2018

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Un concerto di violino solo è sempre una grande sfida
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Cameristica, Recensioni

Filippo Gorini – Bologna Festival Talenti 10 Aprile 2018

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All’oratorio di S.Filippo Neri siedo sempre nelle ultime file

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Cameristica, Recensioni

Vengerov Osetinskaya – Musica Insieme Bologna 9 Aprile 2018


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Esponente di punta della grande fucina violinistica russa
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Recensioni, Sinfonica

Haitink Frang – Orchestra Mozart Bologna 8 Aprile 2018

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C’è stato un passato in cui l’offerta musicale a Bologna era insufficiente. Ora

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Recensioni, Sinfonica

Haitink Lewis – Orchestra Mozart Bologna 6 Aprile 2018

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Avevamo già avuto occasione di ascoltare Paul  Lewis  nel 2014 e

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Cameristica, Recensioni

Francesco Granata – Bologna Festival Talenti 4 Aprile 2018

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Un pianista che inizia il concerto con  La vallée dìObermann  di Liszt
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Recensioni, Sinfonica

Amsterdam Baroque Orchestra and Choir – Bologna Festival 28 Marzo 2018

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Diciamolo subito: è stata una grande esecuzione in linea Continua a leggere
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Cameristica, Recensioni

Radu Lupu – Bologna Musica Insieme 25 Marzo 2018

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Rarefazione è il vocabolo che durante tutto il concerto  ho avuto in mente: il pianismo di Lupu   Continua a leggere
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Cameristica, Recensioni

Anna Bulkina – Bologna Circolo della musica 24 Marzo 2018

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Anna Bulkina, secondo premio ex-aequo al Busoni 2011 (primo premio non assegnato) con Antonii Baryshevskyi (incredibilmente – almeno vista la differenza artistica alla data odierna)
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Teatro comunale e l’ “itagliano” – Bologna 23 Marzo 2018

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Da tempo ho cancellato la mia iscrizione a Facebook vergognandomi di appartenere a una congrega di maleducati, odiatori, etc.etc . e quindi
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Cameristica, Recensioni

Leonardo Pierdomenico – Bologna Conoscere la musica 22 Marzo 2018

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Ha talento il giovane concertista ma
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Operistica, Recensioni

Orfeo e Euridice – Teatro alla Scala 17 Marzo 2018

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Sicuramente uno spettacolo all‘altezza della Scala ma che lascia qualche perplessità.
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Recensioni, Sinfonica

Takàks-Nagy Lisitsa – Teatro Manzoni Bologna 12 Marzo 2018

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Fasciata in uno sgargiante vestito rosso “alla Buniatishvili” Valentina Lisitsa  Continua a leggere
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Operistica, Recensioni

Dialogues des carmélites- Bologna Teatro Comunale 11 Marzo 2018

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Dialogues des Carmélites è un’opera del tutto particolare nel panorama musicale del secondo dopoguerra. Basata sul testo di G.Bernanos  (e ovviamente adattata come libretto dal compositore F. Poulenc) è lontana nel suo sviluppo armonico dalle avanguardie musicali del tempo  Continua a leggere
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Cameristica, Recensioni

Ivan Krpan – Bologna Musica Insieme ateneo 1 Marzo 2018

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E’ sicuramente incoraggiante sentire alcuni giovanissimi respingere gli atteggiamenti da energumeni della tastiera (i macellai alla Matsuev, per intenderci) e privilegiare invece gli aspetti stilistici  e interpretativi. Continua a leggere
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Cameristica, Recensioni

Bell Haywood- Bologna Musica Insieme 26 Febbraio 2018

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Passano gli anni ma l’ormai più che cinquantenne Joshua Bell si presenta sempre come uno scapigliato ragazzone americano. Ovviamente l’abito non fa il monaco ma è una indicazione della personalità del personaggio. Grande virtuoso, suona benissimo anche perché supportato dall’ottimo pianista Haywood.  Bel suono e tecnica raffinata anche se talvolta si lascia trasportare da alcuni eccessi. Ma un grande interprete potrebbe scegliere meglio i brani eseguiti. Bellissima la prima parte con le due sonate di Mozart e Strauss (quest’ultima – giovanile – solo da poco entrata nel repertorio concertistico. Segnalo in materia una bellissima registrazione di Krystian Zimerman e Kyung Wha Chung) mentre la fantasia di Schubert (basata su temi dei suoi Lieder) è poco più che un pezzo commerciale che potrebbe tranquillamente dormire nell’oblio del tempo. Non per niente al Quartetto di Milano è sostituita questa sera da una sonata di Fauré…. Due bis: una trascrizione di una danza ungherese di Brahms e una polonaise brillante  di Wieniawksi che scatena la platea (il virtuosismo fine a sé stesso paga sempre..). Vorrei per una volta sottolineare una introduzione di qualità di Fabrizio Festa: ce ne fossero…
Alla domanda posta ieri nel post su Mustonen su cosa si intenda per interpretazione “postmoderna” non è stata data  – guarda caso – risposta….. 
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentale e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Ho rimosso la mia iscrizione a facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
PPS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post o in quello nero sopra ogni postGrazie anticipatamente.
 
Programma:
Wolfgang Amadeus Mozart Sonata n. 32 in si bemolle maggiore KV 454
Richard Strauss  Sonata in mi bemolle maggiore op. 18   
Franz Schubert Fantasia in do maggiore D.934
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
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Recensioni, Sinfonica

Olli Mustonen – Teatro Comunale Bologna 25 Febbraio 2018

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Mustonen è una vecchia disgrazia del pubblico bolognese e in tempi non troppo lontani è rimasto impresso un suo concerto a Musica Insieme nel corso del quale eseguì sonate di Scarlatti come se si trattasse di compositore romantico, con sovrabbondanti “rubati“, pedale „a go-go“, eccessi dinamici etc. etc. Un vero disastro. Ma il lupo perde il pelo ma non il vizio. Nel V concerto beethoveniano ha inanellato una serie abominevole di strafalcioni tecnici (clamoroso come esempio quello tre volte ripetuto del ribattuto del tema principale del rondò – forse ha dimenticato che il pianoforte moderno è dotato di doppio scappamento!), ha inserito accenti non previsti (ad esempio nell’arpeggio iniziale del primo tempo), ha costantemente suonato forte e mezzoforte, dimenticando i „piani“, ha usato una dose di pedale al limite del ridicolo (anche per coprire gli errori tecnici), come i veri dilettanti ha rallentato durante i passaggi tecnici più difficili, ha usato a profusione l’artificio di squilibrare ritmicamente le mani etc. etc. Il nostro Ollio non suona ma schiaffeggia la tastiera. Potrei continuare ma sarebbe come sparare sulla croce rossa. Ma che colpa ha il pubblico bolognese per essere afflitto per due stagioni consecutive da un ridicolo dilettante? La sua prestazione, nel corso della quale ha obbligato l‘orchestra a toni da banda di paese, ha reso l‘orchestra bolognese – non sempre di grande qualità- un gigante musicale per confronto, persino sottoposta come è stata ad attacchi costantemente errati! Insomma un’esecuzione che in una sala formata non da ingessati e mummificati ignoranti musicali – ad esempio alla Kozerthaus di Berlino – avrebbe scatenato una salva meritatissima di „buh“ qui solo timidamente ma doverosamente lanciati dal loggione. E patetica è stata la tentazione di qualcuno di definire „postmoderna“ la prestazione. Se suonare malissimo (peggio di un medio allievo di conservatorio)  vuol dire essere postmoderno, allora Mustonen è postmoderno. Se invece ha un significato diverso allora chiedo a chi ha espresso questa ardita valutazione di rispondere qui sul blog alla domanda: cosa vuol dire suonare „postmoderno“? Purtroppo Mustonen ha anche avuto il coraggio di esibirsi in un bis bachiano. Per la direzione delle opere sinfoniche di Sibelius utilizzo la fine dell‘ultima aria di Figaro nelle „Nozze di Figaro“: “il resto, il resto non dico, ognuno, ognuno lo sa…“. Si può solo fare voti che il pubblico bolognese non debba più essere sottoposto a una punizione come questa. Basta, e poi basta! (Per capire la vergognosa esecuzione leggere anche i commenti dei lettori del blog)
È praticamente impossibile chiamare il numero del teatro comunale che risulta sempre occupato e non è previsto un sistema per essere messi in coda: bisogna richiamare!! Oggi sul Corriere l‘orario di inizio del concerto è riportato in modo errato e probabilmente molti abbonati vorrebbero telefonare per sincerarsi dell‘orario giusto: inutilmente..E più in generale NON esistono indirizzi email del teatro cui inviare messaggi: ma si può? E il sovrintendente con il suo nuovo corso non si è preoccupato di  una falla di questa dimensione che si potrebbe risolvere nel giro di una mattinata?
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Programma
L.V.Beethoven  Concerto per pianoforte e orchestra n.5 in Mi bemolle maggiore Op.73 Imperatore
J.Sibelius  Sinfonia n.5 in Mi bemolle maggiore Op.82 – Finlandia Op.26
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Cameristica, Recensioni

Cosmin Boeru – La soffitta Bologna 13 Febbraio 2018

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Boeru appartiene a quella categoria di pianisti che intendono l’espressività di un brano come risultato della singola espressività delle note che lo compongono e per questo sono costretti a estenuanti rallentamenti dell’esecuzione, trascurando il fatto che sempre la stessa espressività è frutto del discorso musicale che deve fluire senza essere costantemente interrotto. Ovviamente l’equilibrio fra le due componenti è difficile ma proprio in questo sta la qualità di un interprete. Il difetto di questo pianista si riscontra subito nell’esecuzione della fantasia Mozartiana eseguita a tempo di ninna-nanna togliendole in pieno quel senso di drammaticità che ne è l’asse portante, soprattutto nella prima parte.  Molto discutibile anche l’uso del pedale, sempre eccessivo. Ma passiamo a Ravel.  Ormai Gaspard de la nuit (“Il tesoriere della notte”-  linguisticamente di origine persiana)  è diventato la pietra di paragone del virtuosismo pianistico, il metro su cui giudicare le qualità tecniche di un pianista, una palestra pura di difficoltà, spesso dimenticando che si tratta di brano complesso e articolato che affianca momenti di grande drammaticità a momenti di intesa liricità, come nel caso dell’inizio di Ondine e in tutto il drammatico sviluppo di Le Gibet (“La forca”).  (Da una citazione riportata in Wikipedia Ravel avrebbe affermato di aver voluto realizzare una sorta di caricatura del Romanticismo e che  probabilmente aveva raggiunto quanto di meglio fosse  in grado di realizzare). L’interpretazione di Boeru, pur tecnicamente corretta, manca di quel senso di arcano che la composizione contiene. Ad esempio nel primo brano la mano destra non ha leggerezza necessaria e in Le Gibet la lentezza diventa non elemento di drammaticità ma di esasperante monotonia. Non migliora la situazione con i brani chopiniani. Addirittura nella marcia funebre dell’op.35 Boeru dimentica di sollevare il piede dal pedale destro con un effetto rimbombo del tutto inappropriato. Nell’ultimo tempo manca quella uniformità che ne fa una composizione unica nel panorama musicale.  Nel primo tempo della sonata non mancano imperfezioni tecniche. Un unico bis: il famoso Waltz in do diesis minore del compositore di Żelazowa Wola nel quale invece nella ripetizione del secondo tema si esibisce in un “accelerato” che in alcun modo rientra nelle indicazioni dinamiche del compositore e che stona nella architettura complessiva del brano. Insomma un pianista che non manca di sensibilità musicale ma che la esprime superando i limiti della corretta esecuzione producendo un risultato spesso soporifero. Un consiglio: un triplo caffè prima del concerto!
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Programma:
W.A.Mozart –  Fantasia in Do minore K 475
M.Ravel –  Gaspard de la nuit
F. Chopin –   Due Notturni (op. 48, n.1 e op. 9, n.1),  Sonata in Si bemolle minore op. 35
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