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Critica musicale – Bologna 11 Aprile 2018

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Ricevo un messaggio in cui mi si chiede come mi sia
possibile analizzare a fondo i concerti cui assisto. Rispondo (si parva licet…) utilizzando una risposta data in altro campo da Denis Mahon. A chi gli chiedeva come riuscisse a individuare fin dal primo istante i caratteri distintivi di un quadro rispose “guardando, avendo guardato…“. Ecco, nel mio caso vale l’affermazione “ascoltando, avendo ascoltato… “. Da oltre 60 anni ascolto musica classica quasi in continuazione dalla mattina quando mi sveglio alla sera quando spengo la luce a casa (causando qualche fastidio per il volume a chi mi sta vicino, che però è dotato di grande pazienza), in ufficio, quando studiavo etc. etc. ovviamente a parte i momenti in cui la cosa mi è preclusa (lezioni, riunioni etc.). E per quanto riguarda il pianoforte ho studiato molti dei brani eseguiti ottenendo una conoscenza approfondita di ogni singola battuta (gli strafalcioni non passano inosservati). Ne deriva che una valutazione razionale dell’esecuzione almeno da un punto di vista comparativo mi diventa possibile, fermo restando che come nel caso dei quadri non è bello ciò che è bello ma..”. E quindi quando sento trinciare giudizi come fossero perle di saggezza da chi conosciutamente ha poca cultura musicale penso a quello che è il mio atteggiamento di fronte all’arte figurativa: osservare e non commentare sapendo di non sapere. Ma il dilettantismo è ormai diventato lo sport nazionale, addirittura un titolo di merito e quindi…
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Ho rimosso la mia iscrizione a facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
PPS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post o in quello nero sopra ogni postGrazie anticipatamente.
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
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NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
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2 risposte a "Critica musicale – Bologna 11 Aprile 2018"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Non c’è alcunchè che renda competente come il convivere a lungo con qualcosa. Colui che vive da sempre in una casa piena di mobili antichi ne riconoscerà “ad occhio” l’ originalità anche se non ne ha studiato a fondo le tecniche costruttive; un insegnante esperto capisce fin da subito se lo studente “ci è o ci fa”, anche se non è laureato in Psicologia; un indefesso frequentatore di musei ed amante dell’ arte figurativa fin dalla prima infanzia ( sulle mostre contemporane la penso come Settis) può divenire un esperto e riconoscere un buon lavoro da una crosta anche se non sa tenere un pennello in mano.
    Per questo sarebbe tanto importante che i bambini vivessero in ambienti ricchi di cose “belle” o a stretto contatto con esse.

    L’ attività del Professor Neri è stupefacente e non cessa di sorprendermi ( e che invidia…): un vero stakanovista della musica. Ha quindi tutte le carte in regola ( ed anche di più…) per esprimere giudizi: ce ne fossero! Ad ogni recensione imparo qualcosa, anche se non ho assistito al concerto che descrive, e di questo lo ringrazio. Veramente impari il confronto con tanti scribacchini che riempiono giornali e riviste trattando per lo più di gossip, stellette e “raccomandati”.
    Poi, ovviamente, ciascuno preferisce la musica e le esecuzioni che meglio aderiscono alla sua personalità e sensibilità, alla sua visione del mondo anche in senso lato.
    Ma è questo il bello della musica, ed anche della vita …

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