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Laneri è un buon pianista con luci ed ombre. Possiamo dire subito che è dotato di una bella tecnica sicura, un tocco sgranato e brillante e non mi stupisce che qualcuno abbia affermato che la sua esecuzione delle trascendentali variazioni Brahms-Paganini siano state le migliori ascoltate (ma forse questa affermazione potrebbe far sorgere qualche dubbio ricordando la prestigiosa performance di Benedetti Michelangeli – anche se piagata dalla variazione finale non filologica). Le sue doti tecniche si sono evidenziate soprattutto nel secondo tempo della fantasia schumanniana (caratterizzata dal ritmo puntato tanto caro al compositore di Zwickau) e segnatamente nel finale virtuosistico con salti di trascendentale difficoltà. Un discorso differente vale per l’aspetto interpretativo. Laneri è un pianista “roccioso” che nelle parti più cantabili manca di quella capacità di moderare intensità sonore e il ritmo. I primi due tempi della fantasia di Schumann sono stati eseguiti correttamente mentre l’ultimo – che definirei “”sognante” – non ha trasmesso quell’atmosfera che sicuramente era nell’intento del compositore, sia per un volume di suono sempre giocato sul mezzoforte e non sul piano e per un tempo esecutivo decisamente eccessivo. Il dicorso vale a più ragione per le ballate di Brahms. La prima – in particolare – evoca una sorta di incantamento e di straniamento che è mancata all’esecuzione di Laneri sempre per i motivi suesposti. Le ballate – composizioni iniziali di Brahms – sono una sorta di “unicum” nel repertorio del compositore proprio per il tono vagamente ultraterreno e richiedono molta più sensibilità e un senso di raccoglimento evocativo mancati nell’esecuzione di Laneri. Ovviamente nessun appunto all’interpretazione del brano chopiniano dove le doti tecniche sono prevalenti. Stranamente le doti di cantabilità e i toni smorzati hanno caratterizzato i due bis. Ottimo successo di pubblico (ma la polacca brillante è fatta proprio per entusiasmare).
Programma
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Robert Schumann Fantasia op. 17
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Johannes Brahms 4 Ballate op. 10
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Fryderyk SChopin Andante spianato e polacca brillante op. 22
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(Giovanni Neri 80)
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