Cameristica, Recensioni

Quartetto Noûs – Cortina 11 Agosto 2016

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A chiusura del  Festival Ciani del 2016, sezione cortinese – ci sarà un’ultima manifestazione ad Angera(?) il 4 Settembre – il quartetto Noûs (con l’aggiunta del violoncellista C. Scaglione per il quintetto) ha eseguito due della pagine più note del compositore viennese.  Il quartetto Noûs (“mente” in greco antico) formato da quattro giovani musicisti italiani, nasce nel 2011 all’interno del Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Frequenta l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona nella classe del Quartetto di Cremona, la Musik Akademie di Basilea nella classe del M° Rainer Schmidt (Hagen Quartett) e si perfeziona con Aldo Campagnari (Quartetto Prometeo) e Hatto Beyerle (Alban Berg Quartett). Frequenta attualmente la Musikhochschule di Lubecca nella classe del M° Heime Müller (Artemis Quartett) e la Escuela Superior de Música “Reina Sofia” di Madrid nella classe del M° Günter Pichler (Alban Berg Quartett). Una esecuzione tutto sommato dignitosa di una giovane formazione, tecnicamente agguerrita ma ancora alla ricerca di quella fusione delle sonorità che è il tratto distintivo delle formazioni cameristiche. Il limite si percepisce soprattutto nelle sezioni dei brani che richiedono una sonorità piena, dove viene a mancare l’equilibrio fra le varie parti. Ma si tratta di formazione giovane e quindi aperta alla possibilità di grandi miglioramenti. Pubblico scarso come è ormai tradizione dei concerti del festival Ciani e una sala acusticamente inadatta a manifestazioni musicali.

Happy

Programma
Franz Schubert Quartetto n.14 in re minore D810 /Der Tod und das Mädchen)
                             Quintetto in do maggione D956

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Cameristica, Recensioni

Mullova Labèque – Cortina 2 Agosto 2016

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L’agonizzante Festival Ciani ogni tanto ha un guizzo di vitalità e propone un concerto di qualità con un pubblico drammaticamente esiguo anche a causa di una insufficiente e dilettantesca campagna pubblicitaria. Ieri sera saranno state presenti non più di 150 persone per due artiste che a Milano, al Quartetto, hanno riempito la sala senza un posto libero. Sono ormai molto lontani i tempi in cui il cartellone era composto da artisti quali Schiff, Argerich, Kremer etc. Oggi viene ammannita una serie di concertini di dubbia qualità, per lo più presso hotels con qualche eccezione come nel caso del concerto in questione, il concerto del “decennale” per celebrare appunto il compleanno del festival. Si comincia in perfetto orario teutonico come se le due artiste volessero al più presto sbrigare la pratica, insoddisfatte dell’uditorio e la stessa precisione temporale viene adottata per l’intervallo. Naturalmente si tratta di due professioniste ai vertici mondiali e quindi il concerto è di altissimo livello. E va sottolineata nel programma la presenza di due compositori moderni, Takemitsu e Pärt, con due composizioni molto belle e gradevoli, che comprovano che moderno non significa dissonante se non provocatorio, una notazione che ebbi già modo di fare in occasione del concerto del duo al Quartetto. Il resto del programma si è basato su tre composizioni classiche e senza dubbio la riuscita migliore si è avuta per la sonata di Schumann, una fra le ultime per del compositore di Zwickau, resa da un dialogo serrato fra i due strumenti con momenti di intensa liricità. Un bis a me sconosciuto, un brano molto melodico probabilmente tratto da qualche successo di musica leggera, che mi è parso una concessione a un pubblico molto educato ma non troppo competente formato in grande parte dagli allievi della accademia. Grande successo.

HappyHappy

Programma
W.A. Mozart sonata in la maggiore K.526
R. Schumann sonata op. 105
T. Takemitsu Distance de Fée
A. Pärt Fratres
M. Ravel sonata n. 2

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Cameristica

Estate – Bologna 27 Luglio 2016

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Anche questo anno Kurvenal va in “letargo” fino a Settembre (salvo qualche sporadico post se a Cortina l’ormai agonizzante Festival Ciani organizzerà qualche manifestazione degna di questo nome). A Bologna come sempre, nonostante l’aumento del flusso turistico, la musica classica sostanzialmente tace. Sono ormai lontani i tempi delle “feste musicali” e dei piccoli concerti nei giardini e nelle corti tenuti da giovani interpreti e dire che sarebbe così semplice prevederli magari con un accordo con il conservatorio. Eppure il panorama nazionale e internazionale pullula di iniziative recepite con successo (anche economico) dai turisti. Purtroppo dopo il non compianto assessore Ronchi e l’assessore meteora Conte il nuovo assessore brilla per il suo silenzio e le poche esternazioni fatte lasciano poco o nulla sperare. Chiosando E.M.Remarque  “A Bologna niente di nuovo….”

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Cameristica

Repin Korobeinikov – Pietrasanta 23 Luglio 2016

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Una serata tutta russa (esecutori e musica), a rischio pioggia (ma graziati) e con un pubblico foltissimo per due musicisti di altissimo livello. Che Vadim Repin sia da molti anni ai vertici del violinismo mondiale è noto. Le sue esecuzioni, che poggiano su una tecnica raffinata, tendono a evitare eccessi virtuosistici in favore di una ricerca costante della bellezza del suono e della valorizzazione artistica dei brani eseguiti. Se ne è vista una prova nella celeberrima sonata di Prokofiev che è stata certamente il brano più importante e meglio reso della serata. Meno interessanti i pezzi di Stravinsky e di Tchaikowsky, quest’ultimo ptrescelto per esaltare le capacità tecniche di Repin, che è stato assecondato da un pianista di ottima qualità. Un bis “strappacore” per un pubblico non particolarmente scafato: una trascrizione per violino e piano delle celebre canzone spagnola “estrellita”. Ovvio grande successo.

Happy

Happy

Programma
S.Prokofiev            Sonata n.2
I. Stravinsky          Divertimento per violino e pianoforte
P.I. Tchaikowsky Meditazione Op. 42 n. 1
                                   Valse scherzo Op. 23
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Cameristica

Plamena Mangova&friends – Pietrasanta 22 Luglio 2016

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Pietrasanta, graziosa ed elegante cittadina non distante dal mare, meta turistica per chi non desidera risiedere a Marina, organizza ogni estate alla fine di Luglio nel chiostro di S.Agostino una serie di concerti di elevata qualità, Pietrasanta in concerto, che – riflettano le agenzie turistiche capaci solo di manifestazioni di musica leggera o jazz! – sono quasi sempre esaurite…. Plamena Mangova è artista troppo poco conosciuta in Italia, capace di un pianismo allo stesso tempo artistico e virtuosistico nel rispetto delle partiture e del dettato dei compositori. Nel concerto di ieri ha eseguito due brani di Chopin  (uno studio e la prima ballata) e due di Liszt (sonetto del Petrarca e Mephisto valzer) prima di suonare in duo per una sonata di Mendelsohn con violino e guidare il quintetto di Dvorak. Esecuzioni di qualità nelle quali la tecnica è stata sempre al servizio dell’interpretazione. La visione musicale della Mangova è certamente di stampo slavo con alcuni (pochi) eccessi che nulla hanno però tolto all’impianto complessivo: se un appunto  si può fare è che talvolta il desiderio di enucleare ogni specifico significato della partitura porta a una sorta di spezzettatura innecessaria. Ma il giudizio complessivo non può che essere ampiamente positivo. Quanto agli altri interpreti (che non cito singolarmente) si può affermare che sono stati dei buoni comprimari, con l’eccezione del violinista che ha eseguito la sonata di Mendelssohn che ha avuto non pochi problemi di intonazione. Pubblico folto (ma posti non esauriti) con connotati balneari come quelli di applaudire alla fine dei tempi intermedi che hanno obbligato la Mangova a eseguirli quasi senza soluzione di continuità.

Happy

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Kurvenal & friends – 13 Luglio 2016

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C’è una pessima abitudine nei sistemi scolastici italiani, dalle scuole elementari all’università: giudicare gli insegnanti dai risultati degli studenti o addirittura dal numero di studenti promossi o ancora dal voto medio conseguito etc. senza considerare che al di là delle capacità di un insegnante conta soprattutto l’intelligenza dello studente e la sua disponibilità allo studio.  C’è una analogia nel campo musicale: gli organizzatori di eventi si sentono giudicati dalle performances degli artisti (quando sono tali…) che essi hanno invitato e un giudizio negativo diventa un delitto di lesa maestà o addirittura un’offesa personale (un tempo si sarebbe detto da lavare con il sangue..) che frantuma consolidati rapporti personali. Questa è un atteggiamento scioccamente provinciale purtroppo molto italiano. Va da sé che proporre artisti di scarsa o nulla qualità è un errore (che sarebbe evitabile ascoltando prima di persona il soggetto) ma è anche vero che a tutti capita una serata negativa e ogni recensione non fa la storia dell’esecutore ma giudica unicamente quanto proposto in una particolare esibizione. Per certi aspetti recensore e organizzatore dovrebbero essere uniti nel lamentare una performance scadente ma l’organizzatore preferisce spesso cercare di nascondere la polvere sotto il tappeto. I recensori seri servono proprio a scoperchiare il tappeto.
PS Recensioni serie (anche se con un linguaggio meno diretto di quello di Kurvenal – ovviamente – ma con contenuti identici) si trovano sul Corriere Musicale, una pubblicazione  di qualità che mi sento di consigliare agli amanti della musica.
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Kurvenal su Kurvenal – 11 Luglio 2016

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C’è una cosa che come “recensore” mi suscita qualche perplessità (eufemismo). Taluni affermano che Kurvenal è troppo severo nei suoi giudizi e questo è per me incomprensibile. Distinguiamo. Le mie recensioni (come gli articoli giornalistici seri) si compongono di due sezioni: un giudizio tecnico (oggettivo – stecche, errori, arbitrarietà, non rispetto delle indicazioni del compositore etc.) e uno artistico (ovviamente del tutto soggettivo). In tutta la mia carriera universitaria il mio range di voti è sempre andato nel passato dal 12 (l’infamia – e ne ho dati!) al 30 e lode. [Molti potrebbero chiedersi perché i voti universitari siano in trentesimi (come può un docente distinguere fra 25 e 26 per fare un esempio?): il motivo è storico. Un tempo (molti decenni fa…)  le commissioni erano formate da tre docenti ciascuno dei quali aveva dieci punti a disposizione: oggi le commissioni sono del tutto diverse ma il sistema di votazione è rimasto identico]. Perché “è andato” al passato? Perché oggi i voti espressi all’università vanno solo dal 18 in su: sotto si è semplicemente respinti (tipico buonismo all’italiana). Io ho mantenuto in Kurvenal il vecchio sistema di votazione a differenza delle mozzarelle che infestano il panorama dei recensori (chissà perché…) e forse questo è anche il motivo del successo (senza enfasi) di questo blog. E se un “artista” cerca di imbrogliare un pubblico non troppo esperto (la grande maggioranza purtroppo – spesso si applaude per dare da intendere di essere degli esperti…) io dico esattamente quanto successo, partiture e registrazioni alla mano. Questo per il lato tecnico. (In Italia non succede mai che uno spettatore – come a Berlino –  nell’attimo che separa la chiusura del sipario dall’inizio dei battimani urli “Was ist diese Scheisse?”). Per quello artistico dichiaro ovviamente e umilmente che la mia è solo un’opinione che naturalmente è giusto che non sia condivisa. Ma su una cosa mi sento di assicurare i miei lettori: Kurvenal, fino a quando il sottoscritto sarà in grado di redigerlo non sarà condizionato da nulla!
PS In Agosto molto probabilmente Kurvenal tacerà per assenza di stimoli (in montagna non si tengono concerti!): un caro arrivederci quindi a Settembre.
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