Sinfonica

Stefanelli Pantani – Bologna Conoscere la musica 29 Aprile 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Diciamo subito,
          che questo è un concerto che si eleva al di sopra della media di Conoscere la Musica. Interessante e di qualità sia per gli interpreti che per il programma bilanciato fra musicisti “classici” e “moderni”, ammesso che questa distinzione abbia un senso. Il voloncellista Stefanelli è un giovane che – a parere di chi scrive – farà molta strada. Tecnica assolutamente sicura anche nei passaggi più impegnativi (i.e. Poulenc) intonazione sempre perfetta (non ho rilevato una sola “sbavatura”) grande volume di suono, vibrato di qualità. E anche dal punto di vista interpretativo la sua esecuzione ha saputo mettere in risalto lo spirito delle partiture eseguite, sempre nell’alveo dello stile, senza indulgere in eccessi che purtroppo molto spesso infestano i giovani esecutori per impressionare il pubblico. Un discorso diverso per il pianista Pantani. Il suo pianismo è caratterizzato da un eccesso di esuberanza (si pensi solo all’otta all’inizo del trio del secondo tempo della sonata di Brahms) che spesso diventa aggressività nei confronti dello strumento. Pantani ha dimenticato che sonava in duo con uno strumento ad arco e per fortuna che quest’ultimo ha saputo estrarre dallo strumento una sufficiente sonorità. Ma suonare in duo signifca  che quello che è un ff in una esecuzione solistica deve essere interpetato come un mff in duo. Se poi si considera che erroneamente il coperchio del pianoforte è rimasto aperto è facile intuire il risultato. Difficile quindi valutare la sua esecuzione: forse dovrebbe acquisire consapevolezza di cosa esegue e quale ne sia il contesto. Comunque un buon successo di un non folto pubblico e due bis.
Programma

N. Boulanger (1887 -1979) 3 pezzi per violoncello e pianoforte
Modéré
Sans vitesse et a l’aise
Vite et nerveusement rythmé
J. Brahms (1833 – 1897) Sonata per violoncello e pianoforte op.38 in mi minore
Allegro non troppo –
Allegretto quasi Menuetto. Trio – Allegro
F. Poulenc (1899 – 1963) Sonata per violoncello e pianoforte FP. 143
Allegro. tempo di Marcia –
Cavatine – Ballabile –
FinaleMarchigiana,

Debbo segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati

(Giovanni Neri 80)
Happy

A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla). Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.

PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail..
————————————————————————————————————————————————————————
Let us say straight away that this is a concert that rises above the usual standard of Conoscere la Musica. It was interesting and of high quality, both for the performers and for a programme balanced between “classical” and “modern” composers—assuming that such a distinction still makes sense.  Cellist Stefanelli is a young musician who, in the opinion of the present writer, will go far. His technique is absolutely secure even in the most demanding passages (e.g. Poulenc), his intonation consistently flawless (I did not detect a single lapse), his sound powerful, and his vibrato excellent. From an interpretative standpoint as well, his performance brought out the spirit of the works, always within the stylistic framework and without indulging in the excesses that too often plague young performers eager to impress an audience. A different discussion applies to pianist Pantani. His pianism is marked by an excess of exuberance (one need only think of the octave at the beginning of the trio in the second movement of the Brahms sonata), which often turns into sheer aggressiveness toward the instrument. Pantani seemed to forget that he was playing in a duo with a string instrument—and it is fortunate that the latter was able to draw enough sound from his instrument. But playing in a duo means that what would be an ff in a solo performance must be treated as an mff in chamber music. If we add the fact that the piano lid was mistakenly left fully open, the result is easy to imagine. It is therefore difficult to assess his performance: he may need to develop a clearer awareness of what he is playing and of the context in which he is playing it. In any case, the concert was met with a warm reception from a not particularly large audience, and the performers offered two encores.
PS I would kindly ask the readers of this blog to  register  (which implies nothing) which can be easily made  by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail message whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility.
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!

About me

Standard
Sinfonica

Nunc est bibendum… – 26 Aprile 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
.. nunc pede libero pulsanda tellus. La squallida vicenda della Venezi finalmente si è conclusa come doveva concludersi. La signora ha dimostrato di avere una materia grigia molto ridotta, ringalluzzita da sostegni di carattere politico che nulla hanno a che vedere con la cultura. Forse potrà crescere: non si nega questa possibilità a nessuno ma in teatri meno prestigiosi della Fenice e se saprà dimostrare di avere acquisito competenza e buon senso (seppure le premesse non sono positive) nulla vieta che in un domani possa aspirare alla Fenice. Ma per merito e non catapultata da decisioni verticistiche che non fanno onore al teatro. Si può solo sperare che il sovrintendete Colabianchi abbia imparato la lezione e agisca avendo come punto di riferimento il prestigio del teatro e non gli interessi di bottega. Amen.
PS Sono costretto ancora una volta a segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati
(Giovanni Neri – 80)
A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla). Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail..
——————————————————————————————————————————————————–
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!

About me

Standard
Sinfonica

Roberto Devereux – Bologna Comunale “nouveau” 22 Aprile 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM

 

Come sempre, sarebbe ingeneroso segnalare che quanto presente nel libretto di Cammarano poco ha a che vedere con la realtà storica. Ovviamente Elisabetta non abdicò mai e tampoco per una questione amorosa. Morì nel suo letto e la successione passò a James VI di Scozia (figlio della cugina in secondo grado Mary Stuart giustiziata per tradimento) che prese il nome di James I di Inghilterra. Roberto Devereux conte di Essex (che aveva poco più di trent’anni rispetto a Elisabetta) dopo esserne stato il “favorito” fu giustiziato per avere fomentato una rivolta antimonarchica, di fatto l’unica che subì Elisabetta I nei 44 anni del suo regno. Ma tant’è: un’opera non si giudica certo dalla sua aderenza alla realtà storica (si pensi ad esempio al Don Carlos di Verdi).  L’opera nella sua realizzazione bolognese potrebbe essere considerata una “provocazione” per una scenografia del tutto storico-tradizionale (se si pensa alle scenografie “creative” di pessimo gusto – non tutte ovviamente – che infestano i teatri d’opera, il cui alfiere è Damiano Mihieletto).  Qui sono i colori cupi che costituiscono l'”imprinting” scenografico ravvivati talora da costumi sgargianti dei protagonisti. E certamente va segnalata la scelta felice di un giullare che si aggira sulla scena a partire dalla ouverture.  Ma è tutta l’impostazione registica che sottolinea la tragedia dell’opera. E anche certe scelte piuttosto “ardite” (come quella di una Elisabetta dimessa dell’ultima scena) appaiono perfettamente significative. 
La direzione di Renato Palumbo (giustamente applaudita) è stata di grande qualità ottenendo dall’orchestra del comunale il meglio che è in grado di offrire. Le sottolineature non hanno mai sovrastato le voci ma le hanno accompagnate (per non dire sollecitate) ad esprimere le loro qualità. Va detto che il miglioramento complessivo dell’orchestra è significativo e la porta a un livello di eccellenza che le permette di competere a testa alta con altre orchestre italiane (e non solo). 

Un discorso più articolato vale per il cast. Purtroppo la sostituzione di Karen Gardeazabal nel solo di Elisabetta (forse se si annuncia la sostituzione si dovrebbe anche indicarne la ragione).  ha tolto una parte dell’interesse anche se Ekaterina Bakanova non ha sfigurato. Voce forte e drammatica non è sempre felicissima negli acuti ma riesce a rappresentare pienamente tutta la drammaticità del personaggio. Nel cast la voce forse un po’ meno felice è quella di Francesco Demuro che alterna a belle emissioni altre un po’ più metalliche e che ha avuto qualche scivolamento di intonazione. Certamente la sua parte è impervia (si pensi all’ultimo anno e a tutti i “soli” in cui è impegnato) e quindi certamente raggiunge una valutazione complessivamente positiva. La voce che invece è risultata più felice è quella di Vladimir Stoyanov, un baritono perfettamente nella parte e al quale non può essere imputata alcuna pecca. Bravissimo. Una valutazione a parte per Raffaella Lupinacci in un ruolo minore che non ha sfigurato rispetto agli altri più importanti protagonisti. Buoni professionisti gli altri interpreti.

Roberto Devereux è stata certamente la rappresentazione più felicefin qui  della stagione operistica premiata con un grande e meritato successo di pubblico.
PS Ero seduto di fianco a due ragazze di una ventina d’anni che per tutta la rappresentazione hanno compulsato i cellulari (fortunatamente in modalità a luminosità ridotta a differenza di un altro maleducato che tre posti più in là ha tenuto acceso in modo luminoso il cellulare nel primo atto. Poi se ne è andato… Ma le maschere che ci stanno a fare?). Ma la verifica non era seguente a una qualche segnalazione ma a una sorta di necessità impellente di verifica, una sorta di droga da tossicodipendenza informatica che mi ha veramente fatto capire come per certe persone il cellulare sia una fonte necessaria di vita. Cosa abbiano capito dell’opera non mi è chiaro ma mi è chiaro che siamo di fronte a una grave patologia.
PPS I miei posts mancano di quella introduzione storico musicale dell’opera che è normale prassi nelle recensioni. Mi pare inutile duplicare quanto si può reperire nelle recensioni giornalistiche: Kurvenal si occupa solo di quanto rappresentato tagliando tutti i presupposti. 
Happy
Happy
Maestro concertatore e Direttore Renato Palumbo
Regia Alfonso Antoniozzi
Allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Maestro del Coro Giovanni Farina
Team creativo
REGIA RIPRESA DA Luisa Baldinetti
SCENE Monica Manganelli
COSTUMI Gianluca Falaschi
LUCI Paolo Liaci
COSTUMISTA COLLABORATORE Gian Maria Sposito
Cast
ELISABETTA Roberta Mantegna (sostituita con Ekaterina Bakanova)
SARA Raffaella Lupinacci
ROBERTO DEVEREUX Francesco Demuro
IL DUCA DI NOTTINGHAM Vladimir Stoyanov
LORD CECIL Pierluigi D’Aloia
SIR GUALTIERO Nicolò Donini
UN PAGGIO Tommaso Norelli
UN FAMILIARE DI NOTTINGHAM Giuseppe Nicodemo
ATTORI
Domenico Indiveri
Giacomo Gaetano Liva
Giordano Boschi
Lisa Manzini
Lucia Fontanelli

Debbo segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati

 

 

(Giovanni Neri 80)

A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla). Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.

PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail..
——————————————————————————————————————————————————
As always, it would be unfair to point out that what appears in Cammarano’s libretto has very little to do with historical reality. Elizabeth, of course, never abdicated—least of all for a love affair. She died in her bed, and the succession passed to James VI of Scotland (son of her second cousine Mary Stuart, executed for treason), who became James I of England. Robert Devereux, Earl of Essex—more than thirty years younger than Elizabeth—after having been her “favorite” was executed for fomenting an anti‑monarchical revolt, in fact the only one Elizabeth I faced in her forty‑four‑year reign. But so be it: an opera is certainly not judged by its adherence to historical truth (one need only think of Verdi’s Don Carlos). The Bologna production could almost be considered a “provocation,” given its entirely traditional, historically minded staging—especially if one thinks of the “creative” and often tasteless sets (though not all, of course) that infest opera houses today, with Damiano Michieletto as their standard‑bearer. Here, dark colours provide the scenographic “imprint,” at times brightened by the protagonists’ flamboyant costumes. And the choice to introduce a jester wandering onstage from the overture onward is certainly a felicitous one. But it is the overall directorial approach that underscores the tragedy of the opera. Even certain rather “bold” choices—such as portraying a subdued, diminished Elizabeth in the final scene—prove entirely meaningful. Renato Palumbo’s conducting (rightly applauded) was of great quality, drawing from the Teatro Comunale orchestra the very best it has to offer. His nuances never overwhelmed the voices; rather, they supported them—one might even say encouraged them—to express their full potential. It must be said that the orchestra’s overall improvement is remarkable, raising it to a level of excellence that allows it to compete confidently with other Italian ensembles (and not only Italian ones). A more nuanced discussion is needed for the cast. Unfortunately, the replacement of Karen Gardeazabal in the role of Elizabeth (and perhaps, if one announces a replacement, one should also indicate the reason) diminished part of the interest, even though Ekaterina Bakanova did not disappoint. A strong, dramatic voice, not always at her happiest in the high register, but fully capable of conveying the character’s emotional intensity. In the cast, the least convincing voice was perhaps that of Francesco Demuro, who alternated beautiful phrases with others more metallic in timbre, and who had a few lapses in intonation. His role is certainly treacherous (consider the final act and all the solos he must tackle), so his overall performance remains decidedly positive. The most satisfying voice, however, was that of Vladimir Stoyanov, a baritone perfectly suited to the role and entirely without blemish. Excellent. A separate mention goes to Raffaella Lupinacci, who in a smaller role held her own perfectly well alongside the more prominent protagonists. The remaining cast members were solid professionals.  Roberto Devereux was undoubtedly the most successful production of the operatic season so far, rewarded with a great and well‑deserved public triumph.
P.S. I was seated next to two girls in their twenties who spent the entire performance compulsively checking their phones (fortunately with the brightness turned down, unlike another rude spectator three seats away who kept his screen glaringly lit throughout the first act—then left… But what are the ushers there for?). And this wasn’t in response to any notification, but rather a kind of compulsive need to check—an almost addictive digital dependency that made me realize how, for some people, the smartphone has become a vital source of life. What they understood of the opera is unclear; what is clear is that we are facing a serious pathology.
P.P.S. My posts lack the usual historical‑musical introduction to the opera that is standard practice in reviews. It seems pointless to duplicate what can easily be found in newspaper articles: Kurvenal deals only with what is staged, cutting away all the background
PS I would kindly ask the readers of this blog to  register  (which implies nothing) which can be easily made  by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail message whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility.
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!

About me

Standard
Sinfonica

Shahan Placci Wheeler – Bologna Musica Insieme 20 Aprile 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM

 

Avevo già avuto modo…
Standard
Sinfonica

Lohengrin – Venezia Fenice 12 Aprile 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM

 

Sarebbe troppo facile etichettare la messa in scena come l’ennesima “michielettata”. Semplicemente non c’è un solo elemento che rapporti la scenografia all’opera. E non si tratta di vieto conservatorismo. Semplicemente sembra di trovarsi davanti a un rompicapo che non ha una soluzione definita e che induce gli spettatori a faticose quanto improbabili interpretazioni. Cosa c’entra la vasca da bagno iniziale con acqua che deborda e nella quale Elsa lava gli indumenti del fratello (vasca che, quale Moloch, si ripresenta nel finale dell’opera)? E che dire di un Lohengrin che arriva dal Monsalvat trascinando (avete capito bene trascinando) a fatica una bara che rappresenterebbe il cigno (forse andato in “panne”, perché alla fine dell’opera viene aperta con spargimento di piume mentre Lohengrin semplicemente scompare?). E perché Heinrich è claudicante? E che dire del povero Friederich von Telramund sconfitto nel duello con Lohengrin non da una spada ma da una melassa piovuta dal cielo e che poi si aggira sul palcoscenico con una canotta stile Bossi ad Arcore?  Ma il top è rappresentato da un profluvio di uova che appaiono dal cielo mentre una è presente sul palcoscenico che coperta di vernice nera che progressivamente ricopre il proprio guscio di nero accecando con il colore la povera Elsa. In fondo più facilmente accettabile è il vestito nero anni ’50 di Ortrud completato da cappellino con veletta di ordinanza. Potrei continuare ma sarebbe inutile.
Qui la scenografia non è una parte dell’opera, se vogliamo la sua rappresentazione visiva. Qui semplicemente siamo in presenza di un’azione teatrale (chi non ricorda il terzo atto di Bohème?) avulsa del contesto musicale alla quale dovrebbe fare riferimento. Se la consideriamo come tale, come un’esperienza visiva allora se ne può discutere e in un certo senza avere un suo significato prescindendo però dal fatto che dovrebbe essere legata alla vicenda di Lohengrin. Purtroppo siamo alle solite: un regista che vuole impressionare un pubblico di bocca buona (che però non sembra abboccare nel caso particolare) secondo la regola vigente che è importante soltanto fare parlare di sé indipendentemente da quanto proposto. E sono curioso di leggere le recensioni di chi troverà sicuramente un significato recondito nella scenografia non avendo il coraggio di dire semplicemente che “il re è nudo”.
Peccato perché il lato musicale è invece di qualità a partire dal direttore capace di infondere ai fiati (e soprattutto agli ottoni) il tono e l’intensità necessaria. E anche gli archi giocando una parte importante non dimenticando il “solo” del violoncello all’inizio del secondo atto, semplicemente perfetto. Chi invece non è perfetto è purtroppo Lohengrin (Brian Jagde), che dopo un attacco disastroso del primo atto, non trova mai, mai, il registro giusto fiaccando il personaggio fino al pessimo finale, quello del racconto della sua origine. All’estremo opposto l’Ortrud di Chiara Magini, voce drammatica, potente, insinuante che rende perfettamente il personaggio malvagio e che viene giustamente applaudita dal pubblico alla fine della rappresentazione. Non esaltante la Elsa di Dorothea Herbert che esibisce buone, non eccelse doti vocali ma che fallisce nel secondo atto sia quando si fa sedurre da Ortrud che quando estorce a Lohengrin il segreto della sua origine. Quanto a Claudio Otelli come Friedrich von Telramund gli va perdonata una prestazione non eccezionale a causa di una scellerata regia, ma non sembra comunque eccellere sia come voce che come presenza scenica. Le altre voci nell’ambito di una buona, non eccelsa, professionalità.
Un buon successo di pubblico che però sembrava più composto da turisti alla ricerca di una esperienza alla Fenice che da intenditori. Una sola contestazione del sovrintendente dai palchi, nessun lancio di foglietti e quindi una serata senza scosse. Se si eccettua invece all’esterno del teatro, prima dell’inizio dell’opera, una vibrante contestazione del sovrintendente. In materia suggerisco di leggere l’elzeviro di Mephisto sul Sol 24 ore di domenica 12 Aprile. L’opera è stata trasmessa in diretta anche da Radio 3 e credo che siano stati più fortunati gli ascoltatori degli spettatori della Fenice .                          
Cast
Heinrich der Vogler Anthony Robin Schneider
Lohengrin Brian Jagde
Elsa von Brabant Dorothea Herbert
Friedrich von Telramund Claudio Otelli
Ortrud Chiara Mogini
Der Heerrufer des Königs Äneas Humm
Vier brabantische Edle  Orlando PolidoroNicola PamioPaolo GattiArturo Espinosa
Vier Edelknaben Elisa SavinoLucia RaicevichClaudia De PianMariateresa Bonera
Herzog Gottfried Pietro CeccatoLeo Mannise
Conductor Markus Stenz
Director Damiano Michieletto
Dramaturg Mattia Palma
Set designer Paolo Fantin
Costum designer Carla Teti
Lighting designer Alessandro Carletti
La Fenice Orchestra & Choir Chorus Master Alfonso Caiani
Hungarian National Male Choir
Chorus Master Richárd Riederauer

Debbo segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati

 

(Giovanni Neri 80)
Happy

A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla). Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.

PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail..
——————————————————————————————————————————————————
It would be far too easy to label the staging as yet another “Michieletto‑style production.” Quite simply, there is not a single element that connects the set design to the opera itself. And this is not a matter of stale conservatism. It simply feels like being confronted with a puzzle that has no clear solution and forces the audience into laborious and improbable interpretations. What is the menaing of the initial bathtub — with water overflowing  in which Elsa washes her brother’s clothes — that, like some sort of Moloch, reappears at the end of the opera? And what about a Lohengrin who arrives from Monsalvat dragging (yes, dragging) a coffin that is supposed to represent the swan (perhaps “broken down” since at the end of the opera it is opened and feathers spill out while Lohengrin simply disappears)? And why is Heinrich limping?And what can be said of poor Friedrich von Telramund, defeated in the duel with Lohengrin not by a sword but by some kind of syrup falling from the sky, after which he wanders around the stage wearing a tank top worthy of the italian Bossi? But the top is reached with a deluge of eggs descending from above, while another egg sits onstage, covered in black paint that gradually coats black its shell, blinding poor Elsa with its color. In comparison, Ortrud’s 1950s black dress, complete with the obligatory veiled hat, is almost easy to accept.I could go on, but it would be pointless. Here the set design is not part of the opera — its visual representation, if you will. What we have instead is a theatrical action (who doesn’t remember the third act of La Bohème?) detached from the musical context it should be serving. If we consider it as such, as a purely visual experience, then one might discuss it, and in a certain sense it may even have its own meaning — though entirely unrelated to the story of Lohengrin. Unfortunately, it’s the same old tume: a director eager to impress an undiscerning audience (which, in this case, does not seem to have taken the bait), following the prevailing rule that the only thing that matters is generating buzz, regardless of what is actually being presented. And I am curious to read the reviews of those who will surely find some hidden meaning in the staging, lacking the courage to simply say that “the emperor has no clothes”. A pity, because the musical side was instead of high quality, starting with the conductor, capable of giving the winds (and especially the brass) the tone and intensity required. The strings also played an important role, not to mention the cello solo at the beginning of the second act — simply perfect.Who was not perfect, unfortunately, was Lohengrin (Brian Jagde), who after a disastrous opening in the first act never, ever finds the right register, weakening the character all the way to the dreadful final narration of his origins. At the opposite extreme was Chiara Magini’s Ortrud: a dramatic, powerful, insinuating voice that perfectly embodies the evil character and rightly earned enthusiastic applause at the end. Dorothea Herbert’s Elsa was less impressive: good but not exceptional vocal qualities, and she falters in the second act — both when she lets herself be seduced by Ortrud and when she forces Lohengrin to reveal the secret of his origins . As for Claudio Otelli as Friedrich von Telramund, one must forgive a less‑than‑stellar performance due to the disastrous direction, though he does not seem to excel either vocally or scenically. The other voices were solid, though not outstanding.A good public success, though the audience seemed composed more of tourists seeking a “Fenice experience” than true connoisseurs. Only one protest against the superintendent from the boxes, no leaflet‑throwing, and thus an uneventful evening. Except for the lively protest against the superintendent outside the theatre before the performance began. On that matter, I suggest reading Mephisto’s column in Il Sole 24 Ore from Sunday, April 12.The opera was also broadcasted live on Radio 3, and I believe the listeners were luckier than the audience at La Fenice.
PS I would kindly ask the readers of this blog to  register  (which implies nothing) which can be easily made  by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail message whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility.
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!

About me

Standard
Sinfonica

Michael Hofstetter – Venezia Fenice 4 Aprile 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Un concertino
             dove il diminutivo è voluto. Un concerto riduttivo in termini quantitativi e qualitativi.  Il primo brano in programma (la sinfonia di Vivaldi) non viene eseguito senza alcun motivo, almeno a conoscenza del sottoscritto. Almeno annunciarne il motivo sarebbe stato il minimo. ll direttore Hofsteder è un buon professionista che però non ha avuto modo di esprimere le sue qualità nei due soli brani che ha diretto. Nulla da eccepire sull’orchestra e sul coro sempre all’altezza della tradizione del teatro.  Non altrettanto per le due soliste. Da un lato una voce che assume toni metallici all’aumentare del volume e dell’altezza del suono e dall’altro una voce che fatica a uscire dalla profondità della gola. Insomma una prestazione complessiva di bassa qualità. A differenza della prima serata nessuna contestazione plateale del sovrintendente Colabianchi e della sua protetta Venezi. Anzi sul Corriere di oggi ci sono dichiarazioni bellicose di resistenza. Vedremo se al probabile cambio di orientamento del comune alle prossime elezioni non cambierà la musica e se anche la Fenice sarà coinvolta nelle ristrutturazioni in corso nel governo del paese. Si può sperare.
PS Non lo faccio mai ma per pura curiosità sono andato a vedere i commenti sparati dai soliti leoni da tastiera in merito alla contestazione del sovrintendente.Uno sciocchezzaio da fine del mondo! E’ devastante vedere il livello di  chi molto probabilmente non capisce nulla di musica o di direzione d’orchestra ma spara sentenze a raffica. Tutto si riduce a insulti “politici” senza una sola considerazione tecnica. Gente che non sa cosa fare e parla di cose che non capisce soddisfatta solo del fatto di essere pubblicata. Chiacchiere da “bar sport” che sono però uno spaccato di come tanti formano la propria opinione su fatti che non capiscono e non conoscono.  Ed è gente che vota anche…
Programma
Antonio Vivaldi Sinfonia Al Santo Sepolcro in si minore rv 169
Antonio Lotti Credo in fa maggiore per voci, archi e continuo
Giovanni Battista Pergolesi Stabat mater (soprano Giulia Bolcato – contralto Teresa Iervolino)

Debbo segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati

(Giovanni Neri 80)

A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla). Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.

PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail..
————————————————————————————————————————————————————————
A small concert — and the diminutive is intentional. A concert reduced both quantitatively and qualitatively. The first piece on the program (Vivaldi’s symphony) was not performed for reasons unknown to me. At the very least, announcing the reason would have been the minimum courtesy. Michael Hofsteder is a good professional, but he had no real opportunity to show his qualities in the only two pieces he conducted. Nothing to object to regarding the orchestra and the chorus, always up to the theatre’s tradition. The same cannot be said of the two soloists: on one side, a voice that turns metallic as volume and pitch increase; on the other, a voice that struggles to emerge from the depths of the throat. In short, an overall performance of low quality. Unlike the opening night, there were no public protests against superintendent Colabianchi and his protégée Venezi. On the contrary, today’s Corriere features defiant statements of resistance. We shall see whether, with the likely shift in the city’s political orientation in the upcoming elections, the tune will change — and whether La Fenice, too, will be involved in the broader restructuring underway in the country’s governance. One can hope.
PS I would kindly ask the readers of this blog to  register  (which implies nothing) which can be easily made  by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail message whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility.
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!

About me

Standard
Sinfonica

Christos Fountos – Bologna Conoscere la musica 1 APrile 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Christos Fountos è un non più,
             giovanissimo pianista (29 anni) che ha ottenuto il terzo premio al Busoni del 2025 (il Busoni da tempo è diventato triennale). Il suo è un pianismo “roccioso” basato su un’ottima tecnica e un’impostazione che potrei definire “slava”, nel senso che evita, nei  brani sei-settecenteschi, un approccio filologico, utilizzando ampiamente l’espressività del pianoforte e il pedale. Una discussione sulle esecuzioni filologiche ovviamente non è argomento di questo post. Complessivamente si può dire che Fountos  è un ottimo esecutore ma che non pare raggiungere i livelli massimi di eccellenza cui in alcuni casi siamo abituati e che un terzo, dignitosissimo, posto al Busoni è – a mio parere – una valutazione congrua.  Se si escludono i due bellissimi preludi di Busoni (perché così raramente eseguiti?) Fountos ha dato il meglio di sé nei poco frequentati brani schumanniani estraendo al meglio la poetica del compositore tedesco. Una esecuzione più che dingitosa della sonata di Haydn (non delle più belle) e purtroppo una esuberanza acritica in Rachmaninoff. Le difficoltà tecniche (superate brillantemente) non sono però il significato profondo del brano ed è proprio dei migliori interpreti estrarre e valorizzare in modo critico la componente musicale. Questo non si è visto. Un discorso a parte vale per il Ravel più impervio che invece è stato eseguto (soprattutto nella seconda parte – le gibet) con grande sensibilità. In questo caso facendo prevalere l’aspetto musicale su quello rutilante tecnico. Nella locandina era prevista anche una sonata di Scrjabin non eseguita in quanto i tempi del concerto si sarebbero troppo dilatati.  Programmi un po’ “sparpagliati” e di lunghezza eccessiva denotano una certa ansia di affermazione da parte dell’esecutore. Fountos è un pianista che meriterebbe di essere riascoltato in un programma più coerente, in una sala di maggiori dimensioni e con un piano a coda di dimensioni normali. Grande successo di un inconsueto (per Conoscere la musica) foltissimo pubblico che raramente frequenta la sala Biagi e che lascia il dubbio di una partecipazione non del tutto acritica. Un bis. 
Programma
F.J. Haydn (1732-1809) Sonata n. 24 in re maggiore Hob XVI: 24 Allegro – Adagio – Finale. Presto
F. Busoni (1866-1924) 2 Preludi dall’Op. 37
D. Scarlatti (1685-1757) Sonata in sol minore K. 35, Sonata in sol maggiore K. 455
S. Rachmaninoff (1873-1943) Etude-Tableau in mi bemolle minore op. 39 n. 5
A. Scriabin (1872-1915) Sonata n. 4 in fa diesis maggiore op. 30 Andante. Prestissimo volando (non eseguita)
J.J. Froberger (1616-1667) Suite XVIII in sol minore Allemande – Gigue – Courante – Sarabande
R. Schumann (1810-1856) 3 Fantasiestücke, op. 111
M. Ravel (1875-1937) Gaspard de la Nuit (Ondine – Le gibet – Scarbo)

 

Debbo segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati

(Giovanni Neri 80)
Happy

A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla). Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.

PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail..
————————————————————————————————————————————————————————
Christos Fountos is no longer a very young pianist (he is 29) and he won third prize at the 2025 Busoni Competition (which has long since become a triennial event). His pianism is “rock‑solid,” grounded in excellent technique and in an approach I would describe as “Slavic”: in the six-seventeenth‑century repertoire he avoids a philological stance, making full use of the piano’s expressive potential and of the pedal. A discussion of historically informed performance is obviously beyond the scope of this post. Overall, one can say that Fountos is an excellent performer, though he does not seem to reach the highest levels of excellence to which we are sometimes accustomed; in my view, a very respectable third place at the Busoni is an appropriate assessment. Setting aside the two beautiful Busoni preludes (why are they so rarely performed?), Fountos gave his best in the seldom‑played Schumann pieces, from which he drew out the German composer’s poetic world with great sensitivity. His Haydn sonata—far from the most compelling of Haydn’s—was more than respectable, while his Rachmaninoff unfortunately revealed an uncritical exuberance. Technical challenges (brilliantly overcome) are not the deeper meaning of the piece, and it is precisely the finest interpreters who manage to extract and highlight the musical substance with critical insight. This was not evident here. A different story altogether was the more demanding Ravel, which he performed—especially in the second section, Le Gibet—with great sensitivity, allowing the musical dimension to prevail over the dazzling technical one. The program had also announced a Scriabin sonata, which was not performed because the concert would have run too long. Programs that are somewhat scattered and excessively long suggest a certain anxiety to make an impression. Fountos is a pianist who deserves to be heard again in a more coherent program, in a larger hall, and with a full‑size concert grand.There was great success with an unusually large audience (for “Conoscere la musica”), a crowd that rarely attends the Biagi Hall and whose enthusiasm leaves one wondering whether the response was entirely critical. One encore.
PS I would kindly ask the readers of this blog to  register  (which implies nothing) which can be easily made  by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail message whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility.
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!

About me

Standard
Sinfonica

Rafal Blechaz – Milano Quartetto 31 Marzo 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Rafal Blechaz è un ottimo pianista,
              che come al solito si ascolta molto raramente a Bologna (per non parlare di Yundi Li scomparso) mentre é invece ospite regolare del Quartetto. Vincitore dello Chopin del 2005  ha già al suo attivo una brillante e meritata carriera. Il suo è un pianismo che più classico non si potrebbe: si inscrive direttamente nel solco di Rubinstein e dei maestri del ‘900 con un approccio acritico ma sempre di grande qualità. Niente a che vedere con il Pollini degli anni migliori. Il suo è un pianismo levigato, senza increspature, molto corretto tecnicamente ma forse un po’ troppo apollineo. In certi brani, un po’ più di anima non avrebbe guastato. E mi riferisco soprattutto alla seconda parte del concerto dedicata a Chopin e segnatamente alla terza ballata, la ballata più particolare delle quattro con il suo inizio lirico.  Ma il discorso vale anche per la prima parte del concerto: è tutto perfetto e pulito ma talvolta un po’ troppo lineare.  Rispetto alle volte precedenti in cui ho avuto modo di ascoltarlo mi sembra che abbia imbroccato uno stile più manieristico. E non è un pianista particolarmente generoso: il suo concerto è durato poco più di un’ora e ha concesso solo due bis. Il primo il famoso Waltz in do diesis minore.  Il secondo, addirittura,  lo scherzo della sonata di Beethoven op.2 n.3. Con tutti i brani disponibili nella letteratura pianistica estrarre uno scherzo da una sonata è proprio non avere voglia di suonare.  Una nota di colore: Blechaz è ormai uno dei pochissimi pianisti che in esecuzioni solistiche si presenta in frac. Un omaggio, appunto, ai grandi maestri del passato.
Programma
Ludwig van Beethoven Sonata n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2 “Chiaro di luna”
Franz Schubert Quattro Improvvisi op. 90
Fryderyk Chopin Barcarola in fa diesis maggiore op. 60,  Ballata n. 3 in la bemolle maggiore op. 47,  Tre Mazurche op. 50,  Scherzo n. 3 in do diesis minore op. 39

 

Debbo segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati

(Giovanni Neri 80)
Happy

A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla). Così facendo riceveranno un e-mail tutte le volte che un nuovo post è pubblicato.

PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail..
————————————————————————————————————————————————————————
Rafał Blechacz is an excellent pianist, one who, as usual, is heard very rarely in Bologna (not to mention the now-absent Yundi Li), whereas he is instead a regular guest of the Quartetto. Winner of the 2005 Chopin Competition, he has already a brilliant and well‑deserved career behind him. His pianism could hardly be more classical: it fits directly into the tradition of Rubinstein and the great masters of the twentieth century, with an uncritical approach but always of very high quality. It has nothing to do with Pollini at his best. His is a polished pianism, without rough edges, technically very correct but perhaps a little too Apollonian. In certain pieces, a bit more soul would not have gone amiss. I am referring in particular to the second part of the concert devoted to Chopin, and especially to the third Ballade, the most distinctive of the four, with its lyrical opening. But the same applies to the first part of the concert as well: everything is perfect and clean, but at times a bit too linear. Compared with previous occasions on which I have had the chance to hear him, it seems to me that he has settled into a more mannered style. Nor is he a particularly generous pianist: his concert lasted just over an hour and he granted only two encores.  The first was the famous Waltz in C-sharp minor the second, incredibly, was the scherzo from Beethoven’s Sonata Op. 2 No. 3. With all the pieces available in the piano literature, extracting a scherzo from a sonata really suggests a lack of desire to play. One final note of color: Blechacz is now one of the very few pianists who, in solo performances, appears in a tailcoat—an homage, indeed, to the great masters of the past.
PS I would kindly ask the readers of this blog to  register  (which implies nothing) which can be easily made  by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail message whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility.
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!

About me

Standard
Sinfonica

Zhang Cattarossi – Bologna Conoscere la musica 25 Marzo 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Ero andato ad ascoltare …
Standard
Sinfonica

Fenice again – 25 Marzo 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Forse alla “direttrice “
Standard
Sinfonica

Helène Grimaud – Bologna Musica Insieme 24 Marzo 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Un concerto veramente …
Standard
Sinfonica

Quartetto Takàcs – Bologna Musica Insieme 16 Marzo 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Un quartetto con una …
Standard
Sinfonica

Farsa Fenice – atto n-esimo – 12 Marzo 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Forse alla “direttrice “
Standard
Sinfonica

Quartetto Adorno/Carbonare – Bologna Musica Insieme 23 Febbraio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Un concerto  …
Standard
Sinfonica

Götterdämmerung – Milano La Scala 17 Febbraio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
L’ultimo dramma del ciclo dell ‘Anello del Nibelungo” …
Standard
Sinfonica

Scuse – 10 Febbraio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Chiedo scusa ai miei
Standard
Sinfonica

Bjarnason Bahari – Bologna comunale “nouveau” 31 Gennaio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
E’ oltremodo …
Standard
Sinfonica

Idomeneo – Bologna Comunale “nouveau” 27 Gennaio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
In un’atmosfera …
Standard
Sinfonica

Brunello Avdeeva – Bologna Musica Insieme 26 Gennaio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Da tempo i violoncellisti …
Standard
Sinfonica

Udowychenko Han – Milano Quartetto 20 Gennaio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Contrariamente alla consuetudine …
Standard
Sinfonica

Alexander Malofeev – Bologna Musica Insieme 12 Gennaio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Alexander Malofeev …
Standard
Sinfonica

Venezi: la farsa continua – 7 Gennaio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Adesso scende in campo
Standard
Sinfonica

Email – 6 Gennaio 2026


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Ricevo dal teatro comunale
Standard
Sinfonica

Il barbiere di Siviglia – Bologna comunale “nouveau” 20 Dicembre 2025


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO 
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Quando si dice…
Standard
Sinfonica

Lady Macbeth del distretto di Mcensk – La Scala 16 Dicembre 2025


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO 
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
La Scala si dimostra sempre
Standard
Sinfonica

Yamada Pagano – La Fenice 14 Dicembre 2025



Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Ecco un concerto
Standard
Sinfonica

La clemenza di Tito – Venezia La Fenice 30 Novembre 2025


Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO 
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
La Fenice apre la sua stagione operistica
Standard
Sinfonica

Così fan tutte- Milano La Scala 26 Novembre 2025



Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Non posso non essere d’accordo…
Standard
Sinfonica

Abel Celaocoe- Milano Quartetto 25 Novembre 2025



Non profit banner
Medici senza frontiere

 

IMG-20200729-WA0003

 
ATTENZIONE. D’ORA IN POI PER ACCEDERE A QUESTO BLOG UTILIZZARE SOLO L’INDIRIZZO
HTTPS://KURVENAL.WORDPRESS.COM
Ecco un concerto
Standard