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Christos Fountos è un non più,
giovanissimo pianista (29 anni) che ha ottenuto il terzo premio al Busoni del 2025 (il Busoni da tempo è diventato triennale). Il suo è un pianismo “roccioso” basato su un’ottima tecnica e un’impostazione che potrei definire “slava”, nel senso che evita, nei brani sei-settecenteschi, un approccio filologico, utilizzando ampiamente l’espressività del pianoforte e il pedale. Una discussione sulle esecuzioni filologiche ovviamente non è argomento di questo post. Complessivamente si può dire che Fountos è un ottimo esecutore ma che non pare raggiungere i livelli massimi di eccellenza cui in alcuni casi siamo abituati e che un terzo, dignitosissimo, posto al Busoni è – a mio parere – una valutazione congrua. Se si escludono i due bellissimi preludi di Busoni (perché così raramente eseguiti?) Fountos ha dato il meglio di sé nei poco frequentati brani schumanniani estraendo al meglio la poetica del compositore tedesco. Una esecuzione più che dingitosa della sonata di Haydn (non delle più belle) e purtroppo una esuberanza acritica in Rachmaninoff. Le difficoltà tecniche (superate brillantemente) non sono però il significato profondo del brano ed è proprio dei migliori interpreti estrarre e valorizzare in modo critico la componente musicale. Questo non si è visto. Un discorso a parte vale per il Ravel più impervio che invece è stato eseguto (soprattutto nella seconda parte – le gibet) con grande sensibilità. In questo caso facendo prevalere l’aspetto musicale su quello rutilante tecnico. Nella locandina era prevista anche una sonata di Scrjabin non eseguita in quanto i tempi del concerto si sarebbero troppo dilatati. Programmi un po’ “sparpagliati” e di lunghezza eccessiva denotano una certa ansia di affermazione da parte dell’esecutore. Fountos è un pianista che meriterebbe di essere riascoltato in un programma più coerente, in una sala di maggiori dimensioni e con un piano a coda di dimensioni normali. Grande successo di un inconsueto (per Conoscere la musica) foltissimo pubblico che raramente frequenta la sala Biagi e che lascia il dubbio di una partecipazione non del tutto acritica. Un bis.
Programma
F.J. Haydn (1732-1809) Sonata n. 24 in re maggiore Hob XVI: 24 Allegro – Adagio – Finale. Presto
F. Busoni (1866-1924) 2 Preludi dall’Op. 37
D. Scarlatti (1685-1757) Sonata in sol minore K. 35, Sonata in sol maggiore K. 455
S. Rachmaninoff (1873-1943) Etude-Tableau in mi bemolle minore op. 39 n. 5
A. Scriabin (1872-1915) Sonata n. 4 in fa diesis maggiore op. 30 Andante. Prestissimo volando (non eseguita)
J.J. Froberger (1616-1667) Suite XVIII in sol minore Allemande – Gigue – Courante – Sarabande
R. Schumann (1810-1856) 3 Fantasiestücke, op. 111
M. Ravel (1875-1937) Gaspard de la Nuit (Ondine – Le gibet – Scarbo)
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