Recensioni, Sinfonica

Amsterdam Baroque Orchestra and Choir – Bologna Festival 28 Marzo 2018

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Diciamolo subito: è stata una grande esecuzione in linea
con la tradizione dell’orchestra e del direttore. Non una sbavatura dal punto di vista musicale con la soluzione felice dei fiati dietro al coro che in tal modo diventa parte integrante dell’orchestra e amalgama al meglio le differenti sonorità che la contraddistinguono.  La passione secondo Giovanni rispetto a quella più nota di Matteo è da un lato più raccolta nelle sue soluzioni ma dall’altro anche più drammatica anche considerando il testo (penso alla brutalità del particolare delle gambe mozzate che presuppongono i due ladroni ancora in vita – terribile).  Quindi un inizio del Bologna Festival degno della sua tradizione. Naturalmente discutibile è la pretesa dell’ensemble di riprodurre l’ambiente barocco rinunciando ai tiracantini per l’accordatura degli strumenti a corda, utilizzando violoncelli senza puntali e impugnando gli archetti ben oltre il tallone.  Un’impostazione barocca in una grande sala non pare particolarmente significativa e come sempre mi chiedo quale sarebbe l’effetto se si rinunciasse a questi inutili preziosismi che appaiono più di immagine che di sostanza. Una nota di biasimo invece per la scellerata traduzione del testo che sembrava fatta con Google translator. Per fare qualche esempio “legacci” al posto di “legami” oppure “interrogare intorno..” al posto di “interrogare su…” (che pare un addirittura incomprensibile dal momento che in tedesco si dice “fragen nach..” e neppure “fragen um…“) e così via… Una pecca che si poteva facilmente evitare ma che non ha inficiato totalmente il grande concerto.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
PPS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post o in quello nero sopra ogni postGrazie anticipatamente.
Programma
Johann Sebastian Bach Passione secondo Giovanni BWV 245 per soli, coro e orchestra
Ton Koopman direttore
Yetzabel Arias Fernandez soprano
Maarten Engeltjes controtenore
Tilman Lichdi tenore
Klaus Mertens basso/baritono
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
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NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
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4 risposte a "Amsterdam Baroque Orchestra and Choir – Bologna Festival 28 Marzo 2018"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Dato l’ ottimo direttore e l’ ottima orchestra immagino una ottima esecuzione.
    Certamente nell’ esecuzione dei “grandi” ( Bruggen, Koopman, Jacobs,…) le differenze di sonorità si percepiscono.
    Inutile ipotizzare che Bach avrebbe preferito utilizzare strumenti contemporanei: con quelli del suo tempo ha dovuto confrontarsi, per quelli e tenendo conto delle loro particolari caratteristiche ha dovuto comporre. Leonardo avrebbe dipinto “meglio” con i moderni tubetti di colore ad olio già preparati? Non credo, avrebbe comunque dipinto in modo diverso perchè con le peculiarità dei suoi colori artigianali ha dovuto confrontarsi.
    A me piacciono quelle sonorità meno squillanti, meno perfette: la bellezza è l’ armonia delle imperfezioni. E’ poi ovvio che non potranno venire mai ricreate le condizioni nelle quali si faceva musica un tempo, e neppure le caratteristiche degli esecutori per non parlare della sensibilità del pubblico: troppe cose sono cambiate.
    Il bello dell’ arte è che ognuno ci si ritrova a seconda della propria sensibilità e può scegliere di ascoltare ciò che meglio lo rappresenta.

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  2. Stefano ha detto:

    Sulla traduzione, anche un esempio più fuorviante nella comprensione del testo : che cosa è un dorso cruento? In realtà il testo è piuttosto chiaro: blutgefärbter Rücken, significa ,alla lettera ,schiena colorata di sangue.
    In merito alle critiche che Kurvenal, immancabilmente da anni rivolge alla prassi esecutiva cosiddetta barocca, devo dire che non sono appropriate. A Kurvenal non piace questa prassi esecutiva, e de gustibus…
    Ma non si può sostenere che questi esecutori potrebbero suonare con i tiracantini, con i puntali dei violoncelli, e impugnando l ‘ archetto alla moda moderna; e ciò semplicemente perché : le corde in budello non supportano i tiracantini metallici( si taglierebbero in qualche ora di utilizzo); i violoncelli e le viole da gamba avrebbero una sonorità non ottimale , con l’uso del puntale ; terza e decisiva motivazione, l’ arco barocco non suona bene se impugnato come l ‘ arco moderno; e non produce neanche quel caratteristico suono , che probabilmente è vicino a quello ascoltato dalle orecchie di Bach.
    D’ accordo che non è in sale da 1100 posti che si dovrebbe eseguire musica barocca.

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    • Tralascio l’ovvia assurdità di riproporre in un sala da 1100 posti un’impostazione da sala settecentesca. Quello che intendo dire riguardo agli strumenti è che l’idea di riprodurre suoni barocchi nel XXI secolo è semplicemente utopico e inutile. Ovviamente non esiste la controprova ma credo che Bach e i suoi contemporanei sarebbero stati ben felici di utilizzare strumenti moderni con tutte le opportunità sonore che questi offrono, la tenuta della accordatura etc. . Perché oggi sui settecenteschi violini Stradivari – per fare un esempio – vengono usate corde moderne e non corde di budello? Ma di più: sfido chiunque a percepire in un disco le differenze fra l’esecuzione della stessa orchestra con strumenti barocchi e strumenti moderni. Di più: perché si vuole a tutti i costi tentare di riprodurre le atmosfere bachiane quando il gusto è cambiato? Qualcuno potrebbe oggi sopportare esecuzioni dei brani romantici “alla Paderewski”? Poi naturalmente si entra in un ambito nel quale i gusti individuali sono tutti leciti. Ma il dubbio che vi sia più forma che sostanza mi rimane.

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