Cameristica, Recensioni

Stefano Malferrari – Bologna Conoscere la musica 19 Aprile 2018

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Un concerto luci e ombre (più ombre
che luci). Beniamino bolognese (gioca in casa) esegue un buon Mozart iniziale (la cosiddetta sonata “facile”, che proprio perchè tale tecnicamente diventa spesso una trappola per inutili esibizionismi), rispettoso di stile e interpretazione. Molto, molto discutibile l’interpretazione della 110 beethoveniana. Qui molti arbitri stilistici (e non pochi errori tecnici) piagano l’esecuzione. Che senso ha accentare in modo arbitrario ad esempio le biscrome che seguono l’introduzione iniziale del primo tempo? E gli eccessi sonori della fuga finale? E le imprecisioni tecniche nel secondo tempo in un ordito musicale non certo trascendentale? E comunque tutta l’interpretazione della sonata risente del tentativo di dare a ogni singolo episodio un suo connotato specifico, spezzettando così la linea musicale continua del brano. Segue un buon Debussy anche se le sonorità non hanno quella caratteristica equorea che sarebbe necessaria. Ma forse in questo caso la responsabilità è in buona parte del pianoforte della sala. Seguono tre Waltzer chopiniani in cui però spesso l’effetto Waltzer nel senso peggiore della parola fa costantemente capolino. I Waltzer (oggi poco eseguiti nei concerti – interessante e curiosa la dinamica storica dei brani alcuni dei quali, in passato, eseguiti regolarmente e oggi quasi dimenticati, Chi si ricorda ad esempio delle bellissime Novellettes di Schumann?) sono brani rischiosi perché il giusto equilibrio fra stile, dinamica e interpretazione si gioca su un filo ristrettissimo molto difficile da seguire. E nel caso specifico non è stato spesso seguito come testimoniato dai due Waltzer brillanti in cui Malferrai è scaduto nell’effetto “café chantant“.  Come finale la polacca “eroica” del compositore polacco eseguita correttamente. Tre bis. L’ultimo (un famoso Waltzer di Chopin, quello del “gatto che si morde la coda” nella fantasia popolare) è un disastro assoluto. Sparato a una velocità insensata pare uscire da una pianola fuori giri, trasformato in uno studio da “grande velocità” di Czerny. Veramente da brivido horror. Imperdibile la clacque delle vecchie zie nell’ultima fila: da sola  valeva la serata!
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentale e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
PPS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post o in quello nero sopra ogni postGrazie anticipatamente.
 
Programma:
 W.A.Mozart Sonata il do maggiore K 545
L.v.Beethoven Sonata il la bemolle maggiore op. 110
C.Debussy Arabesque I, Réverie, Claire de lune
F.Chopin Tre Waltzer op. 34

 

 
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PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
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3 risposte a "Stefano Malferrari – Bologna Conoscere la musica 19 Aprile 2018"

  1. Roberto Barilli ha detto:

    ma è stato proprio ‘cattivissimo’ caro prof. Neri ……. guardi che Stefano Malferrari ha un grandissimo seguito a Bologna!
    Io ho seguito con molto piacere alcune sue lezioni sulla storia della musica, molto molto seguite da tantissime signore, magari le stesse che lo hanno applaudito entusiasticamente. Ecco, in questo caso non parlerei di claque ma di entusiasmo …..

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    • Non ho nessuna ragione per non credere a quanto Lei mi riferisce e naturalmente la dizione “vecchie zie” è un modo un po’ ridicolo di indicare alcune signore entusiaste (anche se i commenti al concerto erano da brivido e avevano il difetto di parlare durante l’esecuzione…). Ma parlare e suonare sono cose assai differenti e – mi creda – so bene per esperienza personale quale sia la differenza. Faccio regolarmente lezione e ho tenuto lezioni (anche all’accademia) musicali ma so bene che nonostante sia diplomato in piano, suono molto ma molto peggio…

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      • Roberto Barilli ha detto:

        sono totalmente d’accordo con Lei, certamente, ho solo voluto evidenziare quanto Stefano Malferrari sia amato da un folto pubblico di fan, termine quest’ultimo particolarmente declinato al femminile come ho constatato nelle famose lezioni che ho seguito.
        E come si sa, all’amor non si comanda ……

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