Cameristica, Recensioni

Filippo Gorini – Bologna Festival Talenti 10 Aprile 2018

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All’oratorio di S.Filippo Neri siedo sempre nelle ultime file

per scaramanzia, per filarmela “all’inglese” nel caso di una performance inaccettabile. Non mi era mai successo ma questa volta ho lasciato la sala dopo la conclusione dello scherzo dell’op.106 di Beethoven.  Ora se un giovane pianista si presenta avendo in programma quel monumento pianistico che molti grandi esecutori non azzardano in tutta la loro carriera, l’ Hammerklavier (che a differenza di quanto riportato nel  foglietto di sala non vuol dire tastiera a  martelli – senza senso – ma pianoforte  a martelli), ci sono due  possibilità: o è un grandissimo artista o è un giovane musicalmente presuntuoso. Ma andiamo con ordine. L’esecuzione delle Geistervariationen, così poco schumanniane (manca un brano con il tipico ritmo puntato) e composte quando ormai il compositore di Zwickau non era più lui (riesumate da una ricerca archeologico-musicale), si è ridotta a un  ammasso sonoro difficilmente distinguibile. Poi Brahms. Nel primo capriccio le terzine di ottave ribattute semplicemente non si percepiscono a causa di una velocità senza alcun senso e così via in tutto il brano. Lo stesso dicasi per l’ultimo capriccio. Si salva solo – parzialmente – l’ultimo intermezzo mentre gli altri capricci e intermezzi soffrono di una dose esagerata di pedale (ed è significativo che il pianista costantemente dondoli la gamba sinistra verso il pedale “una corda” quasi a cercare un’ancora di salvezza). Suggerisco al “giovin signore” di ascoltare — ad esempio – l’esecuzione di Gilels e di meditare. Dopo l’intervallo (in cui interviene l’ accordatore – guarda caso) la 106. Qui sembra che il nostro abbia ingoiato un metronomo. Il grandioso tema iniziale diventa un valzerino sparato a tutta velocità stile pianola fuori giri  (ahi, ancora una volta il ribattuto non risulta percepibile!) e in tutto il primo tempo la musica non respira mai asservita a tempi esecutivi semplicemente senza senso che tolgono qualsiasi nobiltà al brano. Idem per lo scherzo. Non ho avuto cuore di attendere la fuga finale: la 106 è un monumento aere perennius che non merita di essere svilita da un’esecuzione puramente rivolta a una velocità fine a sé stessa. Ora la domanda che mi pongo è: ma i premi che sono citati nel CV sono veri? E se sì, sono stati erogati da ipoudenti che leggevano la Gazzetta dello sport? 
PS Ricevo oggi due messaggi (non commenti..) in cui pur concordando sostanzialmente con il mio giudizio negativo mi si dice di avere sentito Gorini in altre occasioni con risultati positivi. Ne prendo atto e se mi capiterà di ascoltare sue esecuzioni di qualità con la stessa onestà intellettuale con cui ho scritto questa volta ne scriverò.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentale e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
PPS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post o in quello nero sopra ogni postGrazie anticipatamente.
 
Programma:
Robert Schumann  Tema in mi bemolle maggiore e Variazioni WoO 24 “Geistervariationen”
Johannes Brahms Fantasie op.116
Ludwig van Beethoven Sonata n.29 in si bemolle maggiore op.106 “Hammerklavier”
 
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
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NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
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5 risposte a "Filippo Gorini – Bologna Festival Talenti 10 Aprile 2018"

  1. Antonietta Bormida Vallone ha detto:

    Ma guardi che non intendevo contraddirla, anzi ! ( l’ovvia competenza sua l’ho dichiarata subito) ma soltanto sollevare il problema di un pianista già abbastanza conosciuto che tuttavia combina disastri e stravolge immortali creazioni. Grazie e non occorre risposta. Buona serata.

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  2. Antonietta Bormida Vallone ha detto:

    Buongiorno. Caso Gorini. Lei lo ha distrutto, con motivazioni da prendere sul serio causa sua ovvia competenza. Io ho cercato su Google, trovando una intervista fatta da Paola Parri, dove il pianista parla del suo percorso artistico spesso senza falsa modestia. In effetti qualche concorso non proprio dopolavoristico l’ha pur vinto e il suo repertorio è imponente. Da profana mi chiedo come possa essere che con queste credenziali stravolga creazioni come l’Hammerklavier, e altre di Brahs, brani che – ormai sono alla portata dei moderni solisti. Io per esempio ho l’imprinting di Solomon ma ascolto volentieri anche Backhaus e Wuja Wang. Tutto qua, solo per dire di quanto possano variare i giudizi sulle esecuzioni. Poi, il tempo farà giustizia e di sicuro Solomon e Backhaus resteranno a lungo nella storia dell’interpretazione. Distinti saluti.
    Antonietta Vallone Bormida

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    • Gentile Signora, io recensisco quello che sento e non quello che sento dire. Una serata no? Non mancheranno occasioni per riscattarsi. Ma per correttezza e onestà dico bene delle persone come ne dico male. Poi a ognuno le proprie opinioni. Cordialmente

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    • MI scusi ma debbo aggiungere qualcosa. Si deve distinguere fra stile e interpretazione. Lo stile è – come ho avuto spesso occasione di dire – è una sorta di alveo all’interno del quale “scorre” l’interpretazione. Se si viola l’alveo, se si “esonda” non c’è interpretazione che tenga. Se l’ “incipit” della 106 si riduce a una corsetta di note quanto più possibile veloci allora si è esondato. Ha fatto bene a citare la Wang. E’ una giovane (abbastanza) e ho sentito a Berlino la sua 106. Tanto di cappello anche se in qualche passaggio ho dissentito. Ma mai, dico mai ha esondato!!

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