Cameristica, Recensioni

Lithuanian Chamber Orchestra/Sergej Krylov – Musica Insieme Bologna 7 Maggio 2018

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Sarebbe interessante conoscere l’opinione
dei patiti delle esecuzioni “filologiche” su questo concerto… Qui siamo semplicemente all’opposto: un’esecuzione delle “stagioni” di Vivaldi muscolare e virtuosistica, dove l’impostazione data dal direttore e solista Krylov punta tutto sugli effetti, sfruttando al massimo le possibilità offerte dal violino “moderno”. Un risultato peraltro di ottima qualità apprezzato moltissimo dal folto pubblico presente. Krjlov è un virtuoso dello strumento nel senso più classico della parola, come dimostrato nel secondo bis, la “zingaresca” di Pablo de Sarasate, che trascina l’orchestra da camera con il suo entusiasmo e anche con una plateale mimica corporea (il primo bis è stata la ripetizione di un brano de “le stagioni” già eseguito). Non solo nei brani vivaldiani ma anche nel brano di Piazzolla (una rivisitazione dei temi de “le stagioni”) il risultato è stato di qualità. Un plauso quindi a questa formazione che ha chiuso degnamente la stagione di Musica Insieme e che possiamo augurarci di risentire.
Ma cosa è venuto in mente a chi “presentava” il concerto?  Disquisire sulla filosofia dell’estetica musicale in 10 minuti? A quando i “brevi cenni sull’esistenza  di Dio”?
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. Da tempo ho  rimosso il mio profilo su  facebook: non posso quindi essere contattato per questioni private via messenger ma solo via e-mail all’indirizzo giovanni.neri@unibo.it.
PPS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post o in quello nero sopra ogni postGrazie anticipatamente.
Programma:
Astor Piazzolla  Cuatro Estaciones Porteñas per violino e archi
Antonio Vivaldi Da Il cimento dell’Armonia e dell’Inventione op. 8: Le quattro stagioni per violino, archi e basso continuo
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3 risposte a "Lithuanian Chamber Orchestra/Sergej Krylov – Musica Insieme Bologna 7 Maggio 2018"

  1. Italo Bicchierri ha detto:

    Musica francamente brutta quella di Piazzolla, a mio parere.L’esecuzione di Vivaldi sarebbe stata congrua qualche decennio fa. Non oggi.La mia sensazione che piu’ della musica si sia voluto magnificare il solista.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Mi piace sempre ricordare – per tranquillizzare i meno tecnicamente attrezzati che penso abbondino tra il pubblico di ogni concerto – ciò che scrive Carl Dahlhaus nel suo breve “Che cos’è la musica?”:
    “”Esiste ‘la’ musica? Si, Beethoven! In effetti la musica di Beethoven è considerata ancora oggi, in buona misura, quintessenza di tutta la musica, e ciò non è privo di buone ragioni. Nondimeno questa scelta, assieme ai suoi motivi, poggia su un gusto personale che, come tale, è fuori discussione: ha la caratteristica di poter variare da persona a persona e potersi modificare nel tempo. Per questo ‘la’ musica non esiste – per lo meno in senso universale – ma solo ciò che è valido per me”.

    Queste parole mi hanno sempre confortato: non amo in particolare Beethoven se non negli ultimi Quartetti e poco altro. Ed amo ancora meno le Sonate per pianoforte, ed il suono del pianoforte in genere. Anche qui scatta forse un ricordo personale: le buie lezioni al pianoforte “subite” – per fortuna per breve tempo – da piccolissima.
    Eresia? Ignoranza? Certamente, ma ascolto più volentieri le sinfonie di Haydn. Ovviamente colgo la novità del linguaggio a cui Beethoven ha aperto la strada, non ne sminuisco certamente l’ importanza dal punto di vista tecnico e musicale, ma a casa , invariabilmente, i molti Cd di Beethoven che ho acquistato – per “cercare” di farmelo piacere – rimangono sempre più spesso sullo scaffale.
    Penso che la medesima cosa possa dirsi delle esecuzioni: ognuno preferisce quella che meglio si attiene alla propria sensibilità. Insomma, piena libertà, pur nel continuo interesse per le opinioni di chi ne sa più di noi: si impara sempre qualcosa. Difficilmente amerà una esecuzione disastrosa – “all’ antica” o meno – chi è uso ad ascoltare, ascoltare, ascoltare…

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  3. Maria Carla Galavotti ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con i commenti di Neri. Ho apprezzato il virtuosismo di Krjlov, ma l’esecuzione delle Quattro stagioni mi è parsa sostanzialmente funzionale a far emergere proprio le sue indubbie capacità. Pur nella mia ignoranza musicale (di cui sono pienamente consapevole) ho fatto il confronto con l’ultima esecuzione a cui avevo assistito, ossia quella dei Solisti Veneti diretti da Scimone, e devo dire che preferivo quella.

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