Author Archives: Giovanni Neri
Aida – Milano La Scala 15 Marzo 2015
Abbandonati (fortunatamente) elefanti, cavalli, cammelli e altri animali che infestano l’Aida kitsch di Verona, viene qui recuperato il senso profondo di questa opera estremamente popolare nella quale, al di là del risibile polpettone del libretto (si citano anche le armi di Vulcano in un contesto egizio e un dio mai esistito Ftha!), si trovano veramente altissimi vertici musicali. Aida è titolo fra i favoriti della Scala (viene messa in scena ogni due-tre anni) e incontra l’incondizionato favore del pubblico anche in quelle parti orientaleggianti di maniera caratterizzate da eccessi di seconde eccedenti. Zubin Mehta è oggi al vertice dei direttori d’opera e anche nel caso in questione ha fornito una prova veramente maiuscola. Grande vecchio, con gesti misurati e pochi cenni del capo controlla perfettamente l’orchestra. Non una sbavatura, tempi staccati perfetti, valorizzazione perfetta del canto con le sonorità dell’orchestra sempre calibrate (grazie anche all’altissima qualità dell’orchestra della Scala). In questo contesto le voci dei protagonisti hanno avuto agio di esprimere al meglio le loro qualità. Tutti bravi i cantanti indistintamente: il re (Carlo Colombara), Aida (Maria José Siri che ha sostituito all’ultimo momento Kristin Lewis, inserendosi alla perfezione nel contesto dell’opera), Radamès (Fabio Sartori, che però dovrebbe perdere qualche Kg. altrimenti mette a repentaglio la stabilità del palcoscenico), Amonasro (Ambrogio Maestri) e Ramfis (l’intramontabile Matti Salminen). Ma sopra tutti Amneris (Anita Rachvelishvili): una voce drammatica perfetta e una grande presenza scenica che ha offerto il meglio di sè nella scena del giudizio di Radamès e che è stata giustamente osannata dal pubblico. Eccellenti le scene (se si eccettuano gli sventolati vessilli che certamente non facevano parte della coreografia egizia) e la regia del collaudatissimo Peter Stein; all’altezza della tradizione della Scala il corpo di ballo (che nella scena della consacrazione di Radamès ha evocato i wirling dervishes). Belli anche i costumi (anche se in nessuno dei dipinti egizi rimasti se ne trovano di uguali): insomma un grande meritatissimo successo, purtroppo a carissimo prezzo per gli spettatori (posto in platea 300 euro!!). Interessante notare che le scene richiedono ovviamente un cambiamento rispetto al Lucio Silla rappresentato 15 ore prima. Meditate gente di Bologna che asserite sia impossibile ospitare i concerti sinfonici al teatro comunale per la difficoltà di smontare e rimontare le scenografie delle opere…
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che nei posts inseriscono commenti usando l’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets): i commenti (non censurati!) possono essere letti da tutti. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Sito web Teatro Comunale – Bologna 15 Marzo 2015
Il sito web di un teatro è ormai il suo biglietto da visita ed è lo strumento di riferimento per avere tutte le informazioni in tempo reale, acquistare biglietti, conoscere casts e regie etc. Alcuni siti sono di ottima qualità (il migliore in Italia è quello della Scala di Milano) ma anche per teatri di minore dimensione (ad esempio la Fenice di Venezia) la qualità è elevata. Chi accede vuole trovare facilmente uno spettacolo e tutto quanto ad esso correlato. Ad esempio per il sito della Scala digitando “Lucio Silla” si hanno date, interpreti, sinopsi, libretto, foto, video etc. Insomma ogni possibile informazione utile all’utente. Che dire del sito del Teatro Comunale bolognese: povero, di scomodo accesso, carente di informazioni etc. Ma cosa si aspetta a renderlo almeno decente e SOPRATTUTTO aggiornato, visto che spesso reca informazioni obsolete (v. il caso della Butterfly relativamente alla sostituzione del soprano)?
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links
Lucio Silla – Milano La Scala 14 Marzo 2015
Terza opera giovanile di Mozart (composta a 16 anni!) dopo Mitridate re di Ponto e Ascanio in Alba con un libretto (molto improbabile) al quale contribuì anche Metastasio (intervento non particolarmente gradito dal compositore salisburghese a causa della necessità di porre mano a parti già terminate) è opera seria con happy end come l’ultima opera mozartiana La clemenza di Tito. Opera poco rappresentata e ripresa solo negli ultimi due decenni ha alcune arie certamente di qualità (ma l’opera nel complesso è troppo lunga e molto ripetitiva nella struttura delle sue arie rigidamente barocche) ed è prodigioso immaginare un sedicenne in grado di affrontare una partitura così complessa e capace di dirigere l’orchestra in occasione delle prime rappresentazioni. Bene ha fatto quindi La Scala a inserirsi fra i teatri artefici di questa renaissance. La produzione è affidata all’ottima bacchetta di Marc Minkowski (molto applaudito) con la regia di Marshall Pynkoski (che ha voluto sottolineare una sorta di rapporto incestuoso fra Lucio Silla e la sorella Celia di dubbio gusto). L’ambientazione è quella di una Roma settecentesca ma costumi e scenografia si adattano perfettamente alla vicenda e va lodata l’inserzione di un ottimo balletto che completa felicemente la messa in scena. Nel cast vocale l’assenza del tenore Rolando Villazón bloccato da una noiosa bronchite non si è fatta sentire. Il tenore Kresimir Spicer ha una bella voce, grande presenza scenica, perfetta intonazione e ha interpretato l’aria finale (nella quale vi sono almeno 10 battute di canto non accompagnato) in modo magistrale. Buone anche le voci delle altre interpreti. Cecilio (Marianne Crebassa) dopo una prima aria con qualche incertezza è cresciuta via via dando luogo a una prova convincente. Buone anche le prove di Inga Kalna (Cinna) e Lenneke Ruiten (Giunia che però è carente di emissione) e accettabile quella di Giulia Semenzato come Celia. Inutile ribadire che al di là delle valutazioni specifiche si tratta di staging di alta qualità come è tradizione del teatro meneghino: La Scala, nel panorama italiano, è un altro pianeta come anche certificato dallo splendido programma annunciato per l’EXPO.
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Zhi Chao Julian Jia- Bologna Musica Insieme Ateneo 12 Marzo 2015
Ecco un altro giovane pianista proveniente dall’immenso vivaio cinese ove, non fosse che per quantità, emergono talenti che sempre più si affermano sul piano internazionale. Il pianista che si è esibito per Musica Insieme Ateneo, già vincitore giovanissimo del Casagrande, ha presentato un programma classicissimo (spesso questi giovanissimi si fermano alle soglie del ‘900) che spaziava da Scarlatti a Chopin passando per Schubert (Chopin risulta di gran lunga il compositore più eseguito dai cinesi a partire dagli anni ’70 con Fu T’Song con l’eccezione di Yuja Wang, che però è più americana che cinese). Si presenta Zhi, alto, magro allampanato, con capelli lunghi e una maglietta sportiva da liceale (ma ha 23 anni!): manca solo il berretto con visiera per impersonare il giovane Holden di Salinger. Una captatio benevolentiae innecessaria. L’inizio non è dei migliori: le due sonate di Scarlatti sono viziate (specialmente la seconda, la K466) da eccessi interpretativi di stampo romantico. Meglio sicuramente il tardo Schubert dell’op. D946 e di ottima qualità il notturno e la sonata op. 58 di Chopin. Naturalmente non mancano elementi negativi: c’è nel pianismo di Zhi sempre la tendenza a caricare troppo i passaggi più cantabili anche quando la semplice melodia sarebbe più che sufficiente per l’esecuzione. Però la stoffa c’è ed è supportata da un’ottima tecnica: è un pianista che può esplodere ma anche implodere. Sarà interessante seguirlo nei prossimi anni. Due bis. Il primo, la prima Gnossienne di Satie infiorata di alcune libertà non presenti nello spartito, è da dimenticare. Satie è autore delicatissimo e il nostro dovrebbe ascoltare e introiettare l’esecuzione di Ciccolini prima di affrontare un brano tanto semplice all’apparenza ma così fragile nella sua sostanza. Il secondo è stato eseguito come fuoco d’artificio finale con tutte le conseguenze immaginabili. Dubbi sul successo di pubblico?
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Filarmonica del teatro comunale – Bologna 10 Marzo 2015
Dunque vediamo: ci sono due orchestre sinfoniche a Bologna, quella del teatro comunale e la filarmonica composta dagli stessi professori dell’orchestra del teatro. Nulla di strano: vi sono esempi simili in altre realtà italiane e europee. Vi sono però alcune anomalie da sottolineare. Innanzitutto il fatto che si esibiscano per tutti i concerti sinfonici al teatro Manzoni dalla acustica sventurata a differenza della sala del Bibiena (per non citare la differenza ìn termini di bellezza architetturale). E questo diminuendo ulteriormente il già risibile tasso di utilizzazione del teatro mentre i costi gestionali continuano a correre. Motivi legati al numero di posti? Si può ricordare che in passato per la stagione sinfonica si facevano due turni (A e B) a prezzi differenziati, cosa che se ripetuta oggi permetterebbe di invogliare un pubblico giovane tenuto lontano anche dai prezzi dei concerti? Ah, dimenticavo, questo richiederebbe un ulteriore impegno dell’orchestra con tutte le conseguenze organizzative, sindacali etc. come se suonare fosse assimilabile al lavoro di un impiegato dalle mezze maniche e non un onore e un piacere prima che un mestiere. Poi vi è il problema delle possibili sovrapposizioni degli impegni. Siamo quest’anno in periodo di EXPO. La Scala ha sviluppato una programmazione per la quale in tutto il periodo non una sola sera la sala del Piermarini resta inutilizzata (nonostante qualche anima bella abbia dichiarato di non volere suonare per motivi ridicolmente ideologici per l’apertura il primo Maggio – roba da ricovero al neurodeliri. Che importa loro se l’Italia fa una figura ridicola da paese della banane?). Ora come “fallout” dell’EXPO è del tutto probabile che Bologna goda di un incremento del flusso turistico: cosa ha previsto il teatro per questa evenienza? Da povero spettatore direi nulla. Ma c’è di più. L’orchestra del teatro nel mese di Agosto si sposta a Pesaro (al mare guarda caso…) per il Rossini opera festival (e quindi zero manifestazioni a Bologna) ma addirittura pare, dico pare, che vi sia una possibilità che la filarmonica si rechi in Giappone in Settembre azzerando i concerti (o meglio quelli potenziali..) in un periodo assai favorevole al turismo. Ma il nuovo sovrintendente non ha nulla da dire in materia? Oppure esiste un sindacaleggiante tacito “pactum sceleris”? E il consiglio di indirizzo (a tutt’oggi ancora acefalo – non oso sperare in un ravvedimento del sindaco..) non ha nulla da dire in materia? Ma cosa indirizza lo sgangherato e raffazzonato consiglio di indirizzo di stampo campanilisticamente ferrarese (come se a Bologna mancassero persone esperte in materia)?
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Vincenzo Maltempo – Bologna Conoscere la Musica 5 Marzo 2015
Il concerto di Maltempo si è sviluppato su un ampio arco temporale: Scarlatti sonate K. 101 e K. 466, Chopin fantasia Op. 4, Liszt Totentanz, Alkan sinfonia per piano solo. “Riscopritore” di un compositore molto poco eseguito (Charles Valentin Alkan contemporaneo di Liszt e Chopin), certamente interessante ma tutt’altro che eccelso (il tempo è giudice inesorabile – et l’oublie descend sur le temps qui fut..). Per Maltempo più che di pianista si dovrebbe parlare di “pedalista”. Nella disgraziatissima acustica di S. Cristina dove il riverbero è insopportabile (ma possibile che nessuno pensi a pannelli fonoassorbenti?) l’uso smodato di questo elemento del pianoforte ha effetti devastanti. Se si pensa poi che per tutte le prime battute della Totentanz, caratterizzata da pesanti accordi nel registro basso, il piede non si è mai alzato dal pedale è facile immaginare il risultato. Quanto agli aspetti interpretativi che dire? Uno Scarlatti inopinatamente romantico (con “rubati”, anzi “scippati” e “rapinati”) totalmente fuori stile, uno Chopin incolore in cui le fasi di accelerazione non hanno nessuna caratteristica di gradualità quasi che si trattasse di uno studio del “Gradus ad Parnassum” di Clementi (naturalmente condito da una dose smodata di pedale), una Totentanz farraginosa con aspirazioni (mancate) virtuosistiche e con alcune stecche (secondo un mio collega “note diversamente intonate” – politically correct) clamorose e il brano di Alkan, archeologia musicale, pronto a rientrare nel giusto oblio della storia della musica. Si potrebbe dire che Maltempo suona come veste (camicia a quadretti sotto straccetto grigio per dare un tocco di casualità): inelegante, trasandato e semplicemente inadeguato.
PS Naturalmente un pubblico “condiscendente” (eufemismo) ha applaudito e il pedalista ha concesso due bis. Fra questo pubblico spicca sempre un sedicente “esperto” presente ad ogni manifestazione che applaude calorosamente qualunque cosa venga ammannita e che difficilmente distinguerebbe il latrato di un cane da un Lied cantato da A.Kirchschlager ma che non manca di elargire (non richiesto) ai malcapitati rumorosamente le sue perle di (in)competenza!
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Rafał Blechacz – Bologna Musica Insieme 2 Marzo 2015
Rabberciato ma ancora un po’acciaccato riprendo i miei posts con il bel concerto del vincitore dello Chopin del 2005, ringraziando tutti coloro (in numero superiore al previsto!) che mi hanno fatto gli auguri e ritornando a occuparmi del settore di mia maggiore competenza: il piano. Un programma vasto con il Concerto Italiano di Bach, la Patetica di Beethoven e un secondo tempo tutto dedicato a Chopin. (Mi scuso con il mio lettore della Germania che mi rimprovera aspramente come uno scolaretto di non indicare i numeri d’opera ma i programmi dettagliati sono sul sito di Musica Insieme e facilmente rintracciabili: questo è un post e non un bollettino!). Di Blechacz va ricordato che nel concorso Chopin a non ancora 20 anni fece man bassa di quasi tutti i premi in palio e a ragione. Su un impianto tecnico solidissimo ma sempre controllato si innesta una grande musicalità che trova la sua massima espressione in Chopin ma che si irradia su tutti i brani eseguiti. È il caso ad esempio del brano bachiano dove – a differenza di tanti “giovani leoni” – il tempo è mantenuto sempre misurato in perfetto stile – appunto – italiano. Forse solo qualche vezzo nell’ultimo tempo potrebbe essere risparmiato, ma un peccato veniale. Lo stesso dicasi per la sonata beethoveniana, oggi meno eseguita, che invece ha trovato nell’interpretazione di Blechaz tutta la sua bellezza, profondità e innovatività. Di Chopin abbiamo già detto. Un notturno, tre mazurche (due delle quali raramente eseguite), tre valzer e una polacca. La maturità di un artista si misura anche nella capacità di rifuggere, anche nei bis, da quegli effetti speciali funambolici di cui la maggior parte dei pianisti cade preda per strappare l’ultimo applauso, magari da parte di quei risibili spettatori che applaudono a mani alzate!! Blechacz invece ha eseguito (benissimo) un intermezzo intimista dell’ultimo Brahms per finire con quel gioiellino che è il brevissimo preludio di Chopin. Un successo meritatissimo per un artista di non ancora 30 anni!
Che dire dell’ “introduzione ” musicologica? Piatta, improvvisata e inutile. Ma perché almeno il relatore non si prepara?
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Considerazioni – Bologna 24 Febbraio 2015
Avere successo con un blog (siamo sui 400 lettori, un numero assolutamente impensabile fino a un mese fa) è sicuramente piacevole ma esiste il rovescio della medaglia. Ora non posso più adottare un linguaggio libero e scanzonato perchè gli interpreti colpiti prendono cappello (il permalismo è sindrome assai diffusa in campo musicale mentre è assente il senso dell’umorismo), minacciano sfracelli e l’adire al tribunale non sapendo che la giurisprudenza ha sancito ripetutamente e senza equivoci il diritto alla critica anche feroce e corrosiva. Naturalmente tutto questo è sgradevole e toglie il piacere di redigere gli elzevirini del blog. Insomma forse si stava meglio quando si stava peggio con poche decine di lettori sentendosi liberi di esprimere le proprie opinioni liberamente e senza condizionamenti. Adesso al posto di “stecca” dovrò adottare il vocabolo “imperfezione di intonazione”, al posto di “prestazione spaventosa” la dizione “prestazione insoddisfacente”, al posto del termine “tracagnotto” che tanto ha irritato il tenore Ganci, l’espressione ” di modesta statura (1.70 mi ha precisato il Ganci più interessato al suo fascino virile che alle sue qualità canore!) e di complessione robusta”. Naturalmente nulla cambia ma pare che la forma sia in questo caso anche sostanza. I musicisti dovrebbero fare l’esperienza dell’università dove gli studenti in modo anonimo hanno il diritto di dire quello che vogliono senza diritto di replica dei docenti. Forse aprirò un secondo blog con accesso riservato (è possibile!) in cui inserire le recensioni in versione non edulcorata. Posso dire che tutta questa storia mi ha tolto un po’ dell’entusiasmo con cui redigevo il blog? Ma “io son uom di pace, e duelli non fo se non a mensa” e quindi farò di necessità virtù. Ma un cane rimane tale anche se cosí non lo si può definire apertamente. Debbo adottare l’espressione “il più fedele amico dell’uomo”?
PS tornerò alle recensioni non appena l’influenza avrà deciso di andarsene. A presto!
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Golinelli D’Ippolito – Bologna Goethe Zentrum 21 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!
Non ho mai viso un CV epistolare…..Ci sono casi in cui recensire vorrebbe dire riempire pagine con quanto ascoltato. Ma subentra un senso di pietà umana (non si uccide un uomo – pardon un soprano – musicalmente morto come M.Golinelli) e quindi mi comporto come i filologi di fronte a un passo non definibile: inserisco la “crux filologica”. Con buona pace della lettera di Buckingham Palace che indica come Elizabeth di musica non capisca assolutamente nulla (notoriamente).
………………
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Sul blog – Bologna 21 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
Per una serie di fortuite coincidenze il numero di accessi al blog è schizzato da alcune decine a oltre 250 e in continua ascesa. Grazie a tutti, ovviamente. Naturalmente sono cresciuti anche i “commenti” (alcuni privati) e la loro analisi offre un bell’affresco dell’intelligenza e del senso dell’umorismo di cantanti e interpreti. Una recensione negativa (che non è una condanna capitale) è sempre presa come un’offesa personale, un attentato al corpo mistico, una prova che il recensore è un ignorante o una persona in malafede. Una serata negativa può capitare a tutti e si scrive su ciò che si vede o si sente, anche se certe carenze sono strutturali e non casuali. Naturalmente non posseggo la verità rivelata ma posso assicurare di essere sempre in buona fede (anche quando sbaglio a differenza di certi interpreti che non sbagliano mai a loro parere…). Purtroppo l’assenza delle recensioni sui giornali ha garantito una sorta di impunità agli interpreti che se violata suscita le reazioni più piccate. Questo blog continuerà imperterrito a essere una voce libera senza condizionamenti al servizio di tutti coloro che amano la musica e i teatri. Benvenuti comunque e sempre i commenti!!!,
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Metti che… – Bologna Teatro Comunale 19 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
Metti che l’addetta stampa di un teatro sia la compagna di un critico legato al giornale “intellettuale” della città, fortemente connesso con il partito di maggioranza locale e quindi con l’assessore alla cultura, metti che un “quidam de populo” spettatore del teatro scriva alle lettere del giornale segnalando la permanenza di conflitti di interesse e di anomalie nelle nomine dell’appena costituito consiglio di indirizzo del teatro e scriva al teatro stesso lamentando di essere stato “truffato” alla prima della Butterfly, avendo pagato per la prima compagnia e avendo invece “ricevuto” la seconda, che cosa ci si immagina che succeda? Niente, Il silenzio e l’omertà più assoluta: la lettera al giornale viene semplicemente cassata e il teatro fa finta di nulla. Sul giornale ci si interessa di TPER, di lavori in via Rizzoli etc. ma sul teatro zitti e mosca. Quanto al teatro, sovrintendente & co. considerano gli spettatori un “parco buoi” da maramaldeggiare a piacimento senza alcun rispetto neanche fossero sudditi e non coloro che almeno in parte pagano il loro stipendio. Un qualche commento?
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Don Pasquale – Bologna Teatro Comunale 18 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
Non sono certo un fan della Scuola dell’Opera Italiana viziata da alcuni peccati originali che non paiono eliminati e neppure eliminabili: non si mette in moto un meccanismo così costoso solo per voglia di protagonismo. Un discorso in materia sarebbe opportuno e forse ne farò l’argomento di un mio prossimo post. Ho però apprezzato l’esecuzione del Don Pasquale, un’opera che se messa in scena con spirito di umorismo e senso della misura (niente a che vedere con la spocchiosa, dilettantesca e pretenziosa Butterfly cui abbiamo assistito sabato scorso) può diventare un gustoso gioiellino. Ci sono tutti gli elementi dell’opera buffa: il vecchio gabbato, la moglie che diviene insopportabilmente bisbetica, i due giovani innamorati etc. e una musica deliziosa. Ebbene ieri sera mi sono divertito a questa messa in scena moderna, fresca e spiritosa con vespino, un Ernesto anni ’60 e un ottimo mimo (Daniele Palumbo). Nella scenografia non mancano anche le citazioni cinematografiche: Audrey Hepburn in “Vacanze romane”, Groucho Marx come notaio, Peter Sellers come ispettore Clouseau. Nel cast vocale svetta la Norina di Ksenia Titovčenko: una bella voce lirica e brillante, un’ottima, spiritosa presenza scenica. Deve solo imparare a controllare meglio l’emissione degli acuti, talvolta un po’ sparati, ma certamente una voce con ottime prospettive. All’estremo opposto si colloca il tenore Boyd Owen. Una voce con forti problemi di emissione, recitativi spesso poco intonati e nessuna capacità scenica di intepretare il personaggio, tragicamente evidente nella scena finale della serenata (con tanto di vocalists) dove ha goffamente tentato di imitare il grande Elvis. Nella norma gli altri membri del cast. Una buona direzione d’orchestra (Giuseppe La Malfa) che ha però dovuto confrontarsi anche con carenze dei corni, che hanno fornito una prestazione in alcuni puntI insoddisfacente.
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Bogdanovich Vianello – Bologna Aula Absidale 17 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
Una breve premessa. Questo blog non è mai stato, non è, e mai sarà a scopo di lucro. Il suo scopo è unicamente quello di suscitare un dibattito fra le persone che hanno veramente a cuore la musica a Bologna fuori dai circuiti condizionati da sponsors, congreghe, etc. Il suo peso e soprattutto quello di chi legge e commenta dipende dal numero di coloro che accedono al blog. In questa ottica laddove possibile – se il blog è di vostro gradimento – chiederei un vostro “passaparola”. Grazie sentitamente.
Nonostante i tagli selvaggi alle finanze delle istituzioni universitarie continua la meritoria attività concertistica del DAMS offre – gratuitamente – manifestazioni di altà qualità ai musicofili bolognesi. Controverso è certamente il giudizio sul concerto in questione. Innanzitutto il programma. Liszt non è stato certamente un cultore degli strumenti ad arco e ne fa fede questo Gran Duo Concertante sulla romanza “Le Marin” di C.P. Lafontanz che potrebbe senza rimpianti restare dimenticato nella produzione Lisztiana. Analogamente dicasi della sonata di Saint-Saëns n.1 e del capriccio di Ysaÿe (che ha composto splendide sonate per violino solo), un brano virtuosistico privo di valore musicale. Ovviamente di repertorio la meditazione di Čajkovskij. Nonostante i calorosi applausi (ma a chi li si nega oggi da parte di un pubblico sempre meno avvertito?) l’esecuzione del violinista Bogdanovich non è risultata convincente. Il suono è spesso flebile anche se di qualità e la tecnica non trascendentale. Nonostante i lodevoli sforzi dell’ottimo pianista Vianello (ottima tecnica, senso della partitura e consapevolezza dei limiti di Bogdanovich) il concerto non è mai decollato rimanendo a livello di media esecuzione, al di sotto dello standard dei concerti del DAMS. Un bis.

PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Madama Butterfly revisited – Bologna Teatro Comunale 16 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
Questa è il messaggio e-mail che ho inviato al teatro Comunale. Mai come in questo caso i commenti sono graditi….
La disastrosa “prima” della Butterfly (con un “soprano” che al primo acuto ha tirato un stecca “de paura”) ha messo subito in luce l’inadeguatezza della nuova direzione con il caos (invano denegato) dei direttori d’orchestra, lo scambio delle compagnie, il rifiuto della prima compagnia etc (v. il relativo post ). Ma gli spettatori della “prima” hanno pagato fior di quattrini per una compagnia che non ha cantato e il minimo che ci si sarebbe aspettato erano scuse formali. Nulla! In tempi purtroppo lontani esisteva il dignitoso istituto delle dimissioni mentre oggi un nuovo sovrintendente nominato senza concorso (e che ha dato un poco urbano benservito a Ernani) non sente alcun obbligo verso chi gli garantisce lo stipendio. La poltrona innanzitutto, altro che dignità! Questa è probabilmente solo la prima perla del binomio ferrarese Ronchi (probabilmente assente per S.Remo, temo…) Sani, peraltro ampiamente documentata dal mio blog e che acquisisce quotidianamente le adesioni degli spettatori giustamente indignati (siamo oltre i 100!). Ad minora…
G.Neri
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Madama Butterfly – Bologna Teatro Comunale 14 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!!
Madama Butterfly, che tante lacrime ha fatto e fa versare al pubblico di cuore tenero dell’opera, non è al vertice delle mie preferenze pucciniane che vanno a Turandot e Bohème. Un’opera che troppo deve all’esotismo di maniera, con una trama improbabile e un tributo alla moda del tempo con Pinkerton che addirittura offre un whisky, la continua intrusione nell’ordito musicale dell’inno americano etc. Ma al contempo astraendo dal libretto si deve dare atto al compositore di Torre del Lago che alcune delle arie sono certamente di grande qualità seppure la loro musicalità si collochi al di fuori del contesto musicale mondiale nel quale svettavano i coevi Stravinsij e Schönberg. Ma tant’è: Butterfly è di repertorio e lo rimarrà per lungo tempo dando alle primedonne la possibilità di gorgheggiare e di suscitare applausi a scena aperta (anche se non sempre, ma il pubblico bolognese è tollerante o – meglio – di bocca assai buona, soprattutto se il biglietto è gratuito….). Opera anche di esordio come sovrintendente di N.Sani il quale come primo atto ha dato un poco urbano benservito al precedente sovrintendente Ernani che senza dignità aveva mendicato in un’intervista un qualche ruolo nella nuova amministrazione. Ne vedremo delle brutte… Si comincia con l’improvvisa sostituzione di Olga Busuioc nel ruolo di Cio Cio San con Mina Yamazaki. Senza alcuna motivazione. Le voci di corridoio parlano di una improvvisa crisi di panico: se è così dove è stato raccattato un soprano privo di attributi? Offerto in saldo in Moldavia alle disastrate casse del Comunale? Al primo acuto la sostituta spara una stecca “de paura” solo parzialmente riscattata nel secondo atto nel quale non sono mancate incertezze nei duetti con Suzuki (la onesta Antonella Colaianni). Luciano Ganci (un Pinkerton tracagnotto) ha una bella voce ma qualcuno deve avergli detto che i mezzitoni portano sfortuna. Spara con la voce da capo a fondo. Non male lo Sharpless di Filippo Polinelli che trova gli accenti giusti per una parte importante nell’opera. Qualcuno in sala, poi, afferma causticamente che il palmarès del canto va al biondo ed efebico bambino (una bambina nel caso!) nella parte del figlio di Butterfly (che stando al libretto dovrebbe avere circa tre anni ma che è prodigiosamente cresciuto in fretta visto che ne ha almeno 7). Della direzione di Hirofumi Yoshida meglio non dire: piatta e incolore. Forse pensava di dirigere l’accompagnamento di una rappresentazione Kabuki. Quanto alle scene (anch’esse da crisi economica) si può dire che la voluta progressiva destrutturazione della casa di Butterfly come metafora della tragedia della protagonista è risultata apprezzabile: meglio certamente di certi allestimenti da oriente barocco che troppo spesso infestano i teatri. Un successo mancato sottolineato anche da una assordante assenza di applausi (clacque nonostante). Over.
PS. Debbo delle incredibili precisazioni. Pare, dico pare (ma sono informazioni di prima mano), che in realtà alla prima recita abbia cantato interamente la seconda compagnia (e quindi i nomi citati nel post andrebbero cambiati) ! La prima compagnia ha cantato alla “seconda” di ieri. A parte che il pubblico pagante (e non poco!) avrebbe tutto il diritto di sapere esattamente cosa succede questa è l’ennesima prova del totale caos che regna nella direzione artistica. Addirittura pare che entrambe le compagnie di canto non sappiano in che date canteranno con tutti i problemi logistici coinvolti. L’improvvisazione (scusandomi per il linguaggio – il casino) al potere! Ma il concetto di dimissioni per incapacità è un serio istituto per sempre abbandonato in Italia? Vergogna!
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Gabriele Carcano – Milano Quartetto 10 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!
Just select in the right box your language and press “translate”
Gabriele Carcano è un eccellente giovane pianista che ha nel rigoroso e misurato rispetto dello stile dei compositori eseguiti il suo migliore punto di forza. È dotato di una tecnica estremamente precisa e sempre al servizio dell’interpretazione, priva di eccessi ma impeccabile, praticamente senza errori. Il programma eseguito prevedeva la partita n.4 Di Bach, la sonata postuma D 784 di Schubert e la terza sonata di Brahms (op. 5 – opera giovanile di una forma musicale poi per sempre abbandonata). Otttima qualità (con qualche concessione perdonabile anche se reiterata allo squilibrio fra le due mani) e un uso sapiente del pedale in Bach. Un giovane che evitando inutili eccessi virtuosistici o quelli che io chiamo “effetti speciali” dimostra una profondità espressiva difficile da riscontrare in altri interpreti coevi. In particolare la sonata di Schubert è risultata alla stessa altezza interpretativa di quella famosa di Svjatoslav Richter. Purtroppo un primo bis costituito da un brano dei Davidsbündlertänze di Schumann (pessima prassi quella di brani fuori dal contesto come se non esistessero infinite migliori scelte) ma un secondo bis con una sonata molto famosa di Scarlatti eseguita in modo assolutamente magistrale, forse una delle migliori che abbia mai ascoltato. Ma perchè questo come altri giovani talenti debbono aspettare i capelli brizzolati per essere presi in considerazione a Bologna? Anche per il libretto di sala un plauso per l’ottima qualitá che risparmia al pubblico quella prassi ridicola di una introduzione verbale (che naturalmente non può raggiungere la profondità di un brano scritto) e che lascia comunque allo spettatore la scelta di approfondire o meno le tematiche musicologiche dei brani eseguiti. Ma siamo a Milano e non nella provincia bolognese…
PS Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento” (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli. Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti posts di questo blog con i corrispondenti links 
Quartetto Prometeo con Cappelletto – Bologna Musica Insieme 9 Febbraio 2015
Blogposts translations are now available!


