Cameristica, Recensioni

Jan Lisiecki – Milano Quartetto 13 Gennaio 2015

Scrivi Quartetto di Milano e leggi qualità. Grande pubblico (sala piena – 1200 posti) sempre attento, mai un applauso fuori posto, suonerie e cellulari spenti e dopo la sclerata di Schiff non un solo colpo di tosse. Si presenta sul palcoscenico per la seconda volta al Quartetto, efebico, biondo, altissimo,  il giovanissimo Lisiecki (19 anni!), mangiato con gli occhi dalle signore pronte probabilmente a concedersi alla bellezza del giovane Jan, composto e consapevolmente certo di un successo alla stregua della fasciatissima Buniatishvili presso il pubblico maschile (giustamente svillaneggiata musicalmente però dal Corriere musicale). Sia chiaro: nessun parallelo con gli eccessi da baraccone della georgiana perchè qui si tratta di un grandissimo artista che strabilia per la maturità musicale che lo contraddistingue e che pone sempre la sua raffinatissima tecnica al servizio dell’interpretazione. Il programma eseguito è parzialmente consueto (Bach – corali e seconda partita,  Mendelssohn – rondò capriccioso e Chopin studi op.10) e parzialmente inconsueto (Paderewski – suite e notturno – praticamente mai eseguiti). Il Bach di Lisiecki ricorda la compostezza esecutiva di Schiff: mai toni eccessivi, perfetta pulizia esecutiva, scarso uso del pedale (singolarmente piuttosto usato in modo dinamico invece il pedale del piano), stile assoutamente ineccepibile (a differenza di altri fenomeni televisivi osannati da un pubblico provinciale italiano).  Altrettanto dicasi per Paderewski e Mendelssohn: non ho trovato oggettivamente nessun appunto per le esecuzioni. In particolare va apprezzato l’approccio di grande qualità musicale al minuetto delle Humoresques di Paderewski che per la sua natura in mano a un pianista come Lang Lang sarebbe diventato l’occasione per un valzerino da café chantant. Forse qualche  piccola riserva sugli studi chopiniani op. 10 dove non sono mancate alcune imperfezioni (ad esempio nel diabolico studio n.1 che, come ricorda il programma di sala, creava problemi persino al grande Vladimir) che però nulla tolgono al quadro eccellente (direi quasi eccezionale) della performance. Un’unica vera pecca è consistita nel concedere un solo bis (il preludio di Chopin in mi minore): un giovane esecutore dovrebbe essere assai più generoso. Sarebbe a questo punto molto interessante avere la possibilità di misurare questo grande giovane artista in Beethoven, ma le premesse sono del tutto favorevoli. Perchè viene trascurato dalle istituzioni musicali bolognesi (e imolesi)? Provincialismo culturale?
Happy
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3 risposte a "Jan Lisiecki – Milano Quartetto 13 Gennaio 2015"

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