Operistica, Recensioni

Aida – Milano La Scala 15 Marzo 2015

Abbandonati (fortunatamente) elefanti, cavalli, cammelli e altri animali che infestano l’Aida kitsch di Verona, viene qui recuperato il senso profondo di questa opera estremamente popolare nella quale, al di là del risibile polpettone del libretto (si citano anche le armi di Vulcano in un contesto egizio e un dio mai esistito Ftha!), si trovano veramente altissimi vertici musicali. Aida è titolo fra i favoriti della Scala (viene messa in scena ogni due-tre anni) e incontra l’incondizionato favore del pubblico anche in quelle parti orientaleggianti di maniera caratterizzate da eccessi di seconde eccedenti. Zubin Mehta è oggi al vertice dei direttori d’opera e anche nel caso in questione ha fornito una prova veramente maiuscola. Grande vecchio, con gesti misurati e pochi cenni del capo controlla perfettamente l’orchestra. Non una sbavatura, tempi staccati perfetti, valorizzazione perfetta del canto con le sonorità dell’orchestra sempre calibrate (grazie anche all’altissima qualità dell’orchestra della Scala). In questo contesto le voci dei protagonisti hanno avuto agio di esprimere al meglio le loro qualità. Tutti bravi i cantanti indistintamente: il re (Carlo Colombara), Aida (Maria José Siri che ha sostituito all’ultimo momento Kristin Lewis, inserendosi alla perfezione nel contesto dell’opera), Radamès (Fabio Sartori, che però dovrebbe perdere qualche Kg. altrimenti mette a repentaglio la stabilità del palcoscenico), Amonasro (Ambrogio Maestri) e Ramfis (l’intramontabile Matti Salminen). Ma sopra tutti Amneris (Anita Rachvelishvili): una voce drammatica perfetta e una grande presenza scenica che ha offerto il meglio di sè nella scena del giudizio di Radamès e che è stata giustamente osannata dal pubblico.  Eccellenti le scene (se si eccettuano gli sventolati vessilli che certamente non facevano parte della coreografia egizia) e la regia del collaudatissimo Peter Stein; all’altezza della tradizione della Scala il corpo di ballo (che nella scena della consacrazione di Radamès ha evocato i wirling dervishes). Belli anche i costumi (anche se in nessuno dei dipinti egizi rimasti se ne trovano di uguali): insomma un grande meritatissimo successo, purtroppo a carissimo prezzo per gli spettatori (posto in platea 300 euro!!). Interessante notare che le scene richiedono ovviamente un cambiamento rispetto al Lucio Silla rappresentato 15 ore prima. Meditate gente di Bologna che asserite sia impossibile ospitare i concerti sinfonici al teatro comunale per la difficoltà di smontare e rimontare le scenografie delle opere…
HappyHappy
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3 thoughts on “Aida – Milano La Scala 15 Marzo 2015

  1. Gianstefano Folli ha detto:

    Mi trova d accordo con il giudizio sulla Aida Scaligera. Certo le bandiere, in questo caso fuori scala, lasciamole a Zeffirelli. La Scala ha delle possibilità tecnologiche tali che si può permettere l alternanza quotidiana dei titoli. Ha una sala prova attrezzata delle dimensioni del palcoscenico, quindi buona parte delle prove di regia vengono svolte li. La Scala ha una sala prova a parte per orchestra e coro. La Scala ha ufficialmente oltre 800 (ottocento) dipendenti, oltre alle integrazioni di personale a tempo determinato, praticamente senza limite. L attività in palcoscenico, o meglio nei palcoscenici, avendone tre, si svolge per 24 ore al giono. Per questa ragione in due giorni rappresentano due opere diverse. Ovviamente le risorse finanziarie sono senza eguali in Italia! La Scala ha cotruito un teatro (ARCINBOLDI) per ospitare le stagioni durante gli anni in cui si ristrutturava sala palcoscenici sale prove uffici. Tanto per far capire in che contesto ci si muove a Milano!
    Saluti teatrali!

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Questa volta mi pare che si sia proprio divertito, Professore!
    Trecento euro a cranio ( più trasferta) sono però ina bella sommetta …

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  3. Roberto Barilli ha detto:

    il mio riferimento, come commento, a Alexander Pereira sul suo Post del 14 marzo (Lucio Silla) anticipava proprio la sua osservazione sul costo di una poltrona di platea a circa € 300, certo tutti ben spesi data l’altissima qualità degli spettacoli ma difficilmente sostenibili con continuità da molti.
    Ebbene il nuovo Sovrintendente Alexander Pereira ha, per alcune opere (ad esempio L’incoronazione di Poppea, Lucio Silla, già eseguite) previsto una serata ‘scontata’ al 50% per tutti i settori proprio per avvicinare anche pubblico più sensibile, diciamo così, all’aspetto economico.
    Non saprei dire se questa iniziativa sia opportuna o replicabile anche in altre realtà teatrali ma ritengo che la sua sia il segno di una grande e bella attenzione al pubblico che ama l’opera.

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