Operistica, Recensioni

Madama Butterfly – Bologna Teatro Comunale 14 Febbraio 2015

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Madama Butterfly, che tante lacrime ha fatto e fa versare al pubblico di cuore tenero dell’opera, non è al vertice delle mie preferenze pucciniane che vanno a Turandot e Bohème.  Un’opera che troppo deve all’esotismo di maniera, con una trama improbabile e un tributo alla moda del tempo con Pinkerton che addirittura offre un whisky, la continua intrusione nell’ordito musicale dell’inno americano etc. Ma al contempo astraendo dal libretto si deve dare atto al compositore di Torre del Lago che alcune delle arie sono certamente di grande qualità seppure la loro musicalità si collochi al di fuori del contesto musicale mondiale nel quale svettavano i coevi Stravinsij e Schönberg. Ma tant’è: Butterfly è di repertorio e lo rimarrà per lungo tempo dando alle primedonne la possibilità di gorgheggiare e di suscitare applausi a scena aperta (anche se non sempre, ma il pubblico bolognese è tollerante o – meglio – di bocca assai buona, soprattutto se il biglietto è gratuito….).  Opera anche di esordio come sovrintendente di N.Sani il quale come primo atto ha dato un poco urbano benservito al precedente sovrintendente Ernani che senza dignità aveva mendicato in un’intervista un qualche ruolo nella nuova amministrazione. Ne vedremo delle brutte… Si comincia con l’improvvisa sostituzione di Olga Busuioc nel ruolo di Cio Cio San con Mina Yamazaki. Senza alcuna motivazione.  Le voci di corridoio parlano di una improvvisa crisi di panico: se è così dove è stato raccattato un soprano privo di attributi? Offerto in saldo in Moldavia alle disastrate casse del Comunale? Al primo acuto la sostituta spara una stecca “de paura”  solo parzialmente riscattata nel secondo atto nel quale non sono mancate incertezze nei duetti con Suzuki (la onesta Antonella Colaianni). Luciano Ganci (un Pinkerton tracagnotto) ha una bella voce ma qualcuno deve avergli detto che i mezzitoni portano sfortuna. Spara con la voce da capo a fondo. Non male lo Sharpless di Filippo Polinelli che trova gli accenti giusti per una parte importante nell’opera. Qualcuno in sala, poi, afferma causticamente che il palmarès del canto va al biondo ed efebico bambino (una bambina nel caso!) nella parte del figlio di Butterfly (che stando al libretto dovrebbe avere circa tre anni ma che è prodigiosamente cresciuto in fretta visto che ne ha almeno 7). Della direzione di Hirofumi Yoshida meglio non dire: piatta e incolore. Forse pensava di dirigere l’accompagnamento di una rappresentazione Kabuki. Quanto alle scene (anch’esse da crisi economica) si può dire che la voluta progressiva destrutturazione della casa di Butterfly come metafora della tragedia della protagonista è risultata apprezzabile: meglio certamente di certi allestimenti da oriente barocco che troppo spesso infestano i teatri. Un successo mancato sottolineato anche da una assordante  assenza di  applausi (clacque nonostante). Over.
PS. Debbo delle incredibili precisazioni. Pare, dico pare (ma sono informazioni di prima mano), che in realtà alla prima recita abbia cantato interamente la seconda compagnia (e quindi i nomi citati nel post andrebbero cambiati) ! La prima compagnia ha cantato alla “seconda” di ieri. A parte che il pubblico pagante (e non poco!) avrebbe tutto il diritto di sapere esattamente cosa succede questa è l’ennesima prova del totale caos che regna nella direzione artistica. Addirittura pare che entrambe le compagnie di canto non sappiano in che date canteranno con tutti i problemi logistici coinvolti.  L’improvvisazione (scusandomi per il linguaggio – il casino) al potere! Ma il concetto di dimissioni per incapacità è un serio istituto per sempre abbandonato in Italia? Vergogna!

SadSadSad

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11 thoughts on “Madama Butterfly – Bologna Teatro Comunale 14 Febbraio 2015

  1. IL TRACAGNOTTO II - la vendetta dei tracagnotti ha detto:

    Sulla mia prestazione ci mancherebbe, non ho nulla da eccepire al suo parere (le mie considerazioni sono sempre più aggressive ed il pubblico va sempre rispettato).
    Di umorismo ne ho da vendere (ma questo non si percepisce quando si canta di “omicidi e suicidi”), pur trovando di pessimo gusto ogni commento sull’aspetto fisico di chiunque, non solo di una persona che supera il metro e settanta…in musica toni di mezzo non esistono…mezzi toni significano altro in musica (mi creda, non è come dice Lei)…ma probabilmente noi tracagnotti abbiamo una terminologia diversa 😉
    Si informi, anche per libera ma giusta informazione, sulla questione dei cast, notizia totalmente inesatta (ma la verità alla fine da meno anelito alla polemica).
    Cari saluti

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  2. Ringrazio per la precisazione sul compositore russo: ovviamente non si tratta di refuso ma di mia ignoranza….. Quanto alla sua prestazione il mio parere è stato da molti condiviso.. Quanto al suo aspetto fisico un po’ di senso dell’umorismo non guasterebbe altrimenti si potrebbe pensare di avere colpito nel segno…. Grazie comunque per il suo commento. (Mezzitoni non vuol dire toni di mezzo.. Ma sfumature,espressività, modulazione della intensità etc)

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  3. IL TRACAGNOTTO ha detto:

    Capito per caso in questo blog di “libero pensiero”, diritto acquisito e da rispettare (anche se ha portato, col tempo, a dar fiato a trombe stonate), e leggo il suo articolo con piacere.
    A parte che si scrive Stravinskij e non Stravinsij, che quanto da Lei affermato circa i cast ed i relativi avvicendamenti non corrisponde affatto a verità, Le voglio confermare che i mezzitoni oltre a non esistere (a meno che non si parli di intonazione ma Lei evidentemente li intende come dinamiche) non dovrebbero portare sfortuna. ( 🙂 )
    Rispettando il libero pensiero sebbene esposto con termini che ambirebbero ad essere musicali pur non essendolo, ed esulando da un parere estetico musicale soggettivo che va accolto e rispettato, trovandoci su di una piazza di “libero pensiero” approfitto per dirle che “tracagnotto” lo può dire a sua madre, sua sorella e a quanti le sono più cari.
    Siamo abituati a ricevere ogni sorta di appunto, anche dai più incompetenti, appunti che accettiamo come “regole del gioco”, ma reputo sia opportuno porsi un limite anche per rispetto della persona, che piaccia o meno. Libertà non vuol dire questo, almeno per me.
    Con ogni più cordiale ossequio
    Il Tracagnotto

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  4. Roberto Barilli ha detto:

    Il punto, infatti, sarebbe proprio quello di diffondere il Blog, a anche altri certo, senza obblighi di condivisione di alcun tipo, ovviamente.
    Sarebbe un buon punto di partenza per tanti di noi per un arricchimento personale nel campo musicale.
    Un comune conoscente mi diceva qualche tempo fa a Imola che il Programma del Circolo della Musica è totalmente ignorato dalla stampa locale causa mancate corresponsioni economiche da parte dello stesso (leggi: redazionali…).
    Spero abbia esagerato.
    (chi è Alessandro?)

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  5. Roberto Barilli ha detto:

    Un piacevole e ‘feroce’ commento che aggiorna chi non ha frequentato l’evento.
    Grazie.
    Queste recensioni dovrebbero essere contese dalla stampa che troverebbe lettori molto interessati attualmente annoiati dalle varie recensioni ‘di maniera’ che compaiono all’interno delle testate ma sicuramente non sarebbero gradite alle istituzioni che allestiscono i vari eventi e che in qualche modo la riescono a condizionare. Peccato per chi ne resta fuori!

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    • Ammetto: essere “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio” è un piacere fantastico. La libertà di pensiero non ha prezzo. Ma è proprio quello che i giornali – tutti – paventano: il vero libero pensiero. Si veda ad esempio la Repubblica che non pubblica una sola lettera sul mortifero duo Sani Ronchi. Poi – sia chiaro – non pretendo certo di possedere la verità rivelata ma un po’ di competenza musicale la rivendico. Nessun giornale accetterà mai una voce libera e indipendente come la mia, ancor meno se dice pane al pane con termini che tutti possono capire. La mia (la nostra) unica speranza è in una diffusione del blog che permetta a molta gente di valutare quanto scritto e se necessario dissentire con la stessa libertà. Ma ci vuole tempo.. Io comunque non ho fretta… E grazie ai miei “venticinque” lettori (e scusami Alessandro!).

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  6. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Ormai mi sono abituata ad aspettare in suo commento visto che sulla stampa compare poco o nulla…
    Certamente se la sensibilità dell’ italico popolo per il bel canto è rappresentata dai ragazzi de “Il Volo”, non c’è da stupirsi se le voci che passa il convento sono quello che sono…

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