Cameristica, Recensioni

Remi Geniet – Lugo Teatro Rossini 4 Febbraio 2015

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In occasione del concerto di Remi Geniet a Bologna nel 2014 stavo risciacquando i panni nella Sprea e quindi non mi sono fatto sfuggire l’occasione di ascoltare questo osannato giovane inteprete, che si presenta al pubblico come un ragazzone corrucciato vestito alla moda di Tsipras con abbigliamento casual (bei tempi quando gli interpreti si presentavano con un elegante frack! Nel recente passato ormai solo Paolo Restani si presentava con marsina e sparato). Remi Geniet appartiene a quella schiera di giovanissimi interpreti (intorno ai 20 anni – Wang, Blechacz e Yundi intorno ai 30 anni sono già considerati dei maturi!) prede della majors discografiche sempre alla ricerca di carne fresca da buttare sul mercato. Un primo tempo tutto dedicato a Bach e un secondo a Chopin. Il pianismo di Geniet è piuttosto granitico, dotato di una buona tecnica (non eccezionale – vedi i frequenti errori nella sonata op. 58 di Chopin soprattutto nello sviluppo del primo tempo) ma in Bach drammaticamente monocorde. Sia chiaro: le esecuzioni senza pedale sono accettabilissime ma richiedono la grande raffinatezza di uno Schiff in grado di infondere alla musica eseguita quelle piccole impercettibili nuances che costituiscono l’interpretazione altrimenti ci si trova davanti a una noiosa e acritica ripetizione di stilemi esecutivi certamente non esaltante. Quanto a Chopin le 4 Mazurke eseguite non sono nelle corde del giovane pianista. Meglio la sonata (nella quale l’aspetto brillante ha un importante ruolo – ma perchè non ha eseguito il previsto ritornello del primo tempo? ha chiesto uno speciale permesso a Friederik?) nella quale non è mancata l’espressività nel terzo tempo ma che nel quarto tempo ha visto la modifica costante della velocità esecutiva fra le due sezioni che si rincorrono  (più lenta – guarda caso – la prima!). Geniet insomma è un pianista che può e deve maturare il cui processo di maturazione può però essere minacciato da una carriera iniziata troppo presto. Di certo non ha l’eccezionale maturità di un Lisiecki (che ascolteremo a Bologna nell’ambito del Bologna Festival, il cui concerto mi sento di suggerire a tutti dopo averlo recentemente ascoltato al Quartetto di Milano) e necessiterebbe di un periodo di riflessione. L’aspettiamo in futuro ma non vorremmo essere facili profeti nel temere una involuzione.
PS L’intelligenza e soprattutto la maturità di un interprete si misura anche dalla scelta dei bis. La trascrizione pianistica di un celebre brano violinistico di Fritz Kreisler e l’esecuzione avulsa dal contesto del primo brano della Kreisleriana di Schumann eseguito come un studiolo tecnico di alta velocità con molte imperfezioni la dicono lunga. E’ il disprezzo verso un pubblico di bocca piuttosto buona (applausi acritici come sempre) che si considera incompetente e quindi disposto a tutto. Complimenti!
HappySad PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti  ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
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