Cameristica, Recensioni

Isaak Zagni – Bologna Goethe Zentrum 25 Gennaio 2015

E’ solo il Goethe Zentrum che a Bologna organizza meritoriamente Liederabende; un plauso loro e un Biasimo con la b maiuscola e rossa a tutte le organizzazioni musicali maggiori che trascurano un genere così importante e così diffuso in Europa: un ulteriore segno (mai che ce ne fosse bisogno…) del provincialismo culturale bolognese. Il soprano Sonya Isaak accompagnata dalla pianista Raffaella Zagni ha eseguito un programma della famiglia Schumann. Non tutti sanno infatti che Clara Wieck Schumann oltre che una famosa pianista e la moglie di Robert è stata anche un’eccellente compositrice di ispirazione (chi l’avrebbe detto?) schumanniana. Lei (come Fanny Mendelssohn con il fratello Felix)  ha avuto lo svantaggio di un marito molto più famoso che ne ha ingiustamente e involontariamente oscurato la produzione e i Lieder eseguiti (che peraltro fanno regolarmente parte dei programmi Liederistici dei paesi di lingua tedesca) ne sono una prova. La bellezza della voce è un dono di natura (si veda l’esempio di Pavarotti) che non ha premiato la soprano Isaak, ma l’esercizio e lo studio possono almeno in parte sopperire a questa carenza. Purtroppo nel caso in questione si sono registrate sovente delle incertezze (una voce con qualche tremolio) nei toni intermedi – quando l’emissione richiedeva  un “piano”, ad esempio all’inizio del primo Lied di “Frauenliebe und Leben” – mentre sono venuti a mancare spesso gli armonici negli acuti. Una prestazione non memorabile. Né l’ha aiutata la pianista Zagni. Chi accompagna ha il dovere di avere la sensibilità per la sala ove si svolge il concerto e in particolare al Goethe-Zentrum è indispensabile tenere il coperchio del piano chiuso nei concerti Liederistici. Se poi si aggiunge che inopinatamente il pianoforte ha aumentato il proprio volume nelle parti solistiche (a compensazione dell’assenza della voce?) che nei Lieder di Schumann sono così frequenti (ad esempio nelle code) e così importanti, l’intero equilibrio sonoro della composizione viene a mancare. Se poi si considera che  la pianista – oltre a eseguire un Lied per solo piano assolutamente insignificante – si è sentita  in dovere di aggiungere spesso alcune frasi frammentarie di spiegazione (?) dei Lieder eseguiti, che nulla hanno aggiunto alla comprensione dei brani (si deve sempre immaginare un pubblico sprovveduto?) mentre hanno spezzato la continuità del concerto, il risultato è facilmente immaginabile. Assolutamente fuori posto, poi, un bis Schubertiano in una serata dedicata agli Schumann: mancavano forse Lieder significativi dei due compositori? Anche i programmi scelti impattano sulla valutazione complessiva di un concerto. Suggerirei infine alla soprano – almeno per l’Europa – anche la scelta di un diverso stilista….
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4 risposte a "Isaak Zagni – Bologna Goethe Zentrum 25 Gennaio 2015"

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Ottimo, grazie.
    Per un cantante i Liederabende sono il compito più difficile.
    Si possono affrontare in maniera tecnica (Bostridge) in maniera “semplice”, mettendo in risalto le caratteristiche naturali ed i colori della voce (Wunderlich) o, casi rari – ma qui occorre una vita di dedizione e studio, non frequentazioni sporadiche e più o meno improvvisate col genere – con l’ ausilio di entrambi ( Fischer – Dieskau)
    Ma occorre, appunto, o tecnica o qualità della voce.
    Per quanto riguarda la terza opzione, io personalmente sto ancora aspettando.

    Ho sentito, più di dieci anni fa ormai, Keenlyside a Ferrara in un bel Winterreise. Purtroppo il CD non è ancora arrivato e si sta facendo tardi.
    Per Schubert, mio personalissimo parere, occorre una voce giovane ( è un giovane che parla/canta) a meno che la tecnica e l’ introspezione interpretativa non siano eccelse..

    Mi piace

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