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Teatro Comunale di Bologna: rockettari “au pouvoir” – 5 Febbraio 2015

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Con la nomina di Nicola Sani a sovrintendente (nonostante la patetica intervista di Ernani al Corriere quasi a mendicare una “sportula” da “cliens” dai nuovi signori) e quella imminente di Ronchi a delegate del sindaco come presidente  si completa il consiglio di indirizzo del teatro Comunale di Bologna. Se questo è il rinnovamento che era implicitamente previsto dai due decreti ministeriali siamo all’ultima scena della farsa finale: ci sarebbe da ridere per non piangere. Cominciamo dai conflitti di interesse.  Il nome di Fulvia de Colle è da lungo tempo legato a Musica Insieme come membro della fondazione e come tale non può non subirne i condizionamenti. Ne discende che è da considerare del tutto improbabile il tanto auspicato trasferimento di molte manifestazioni dal teatro Manzoni al teatro Comunale, visto che la de Colle è stata nominata come “longa manus” di Bruno Borsari, organizzatore di Musica Insieme, uno dei sostenitori dell’ uso del Manzoni. D’altronde oggi – dopo l’avvento di  Berlusconi –  chi non ha conflitti di interesse non è nessuno e non interessa nessuno! Esisterebbe anche la dignità di rifiutare di trovarsi in questa posizione ma questa è coerenza e rigore morale d’antan oggi non più di moda. Insomma il teatro Comunale continuerà ad essere inutilizzato per molte serate, nonostante che i costi corrano come se vi fosse uno spettacolo ogni sera a favore di una sala che certamente non ha nè la bellezza nè l’acustica del Comunale. Ronchi: con lui si perpetua l’occupazione proterva di cariche pubbliche da parte dei politici in spregio alla tanto sbandierata “trasparenza” e al coinvolgimento della società civile. Con quale competenza un dichiarato “rockettaro” digiuno di musica – che è convinto che il pubblico venga richiamato al teatro offrendo più spettacoli “moderni,” (qualcuno si immagina la reazione del pubblico alla recente  “performance” alla Philharmonie di Berlino o alla Scala di Milano?)  probabilmente spalleggiato in questo dalla formazione culturale della de Colle e di Sani – possa ricoprire la carica di presidente di una fondazione lirica (visto il dichiarato, conclamato, comprovato disinteresse di un sindaco, per il quale la musica classica e lirica hanno la digeribilità dell’arsenico – per sua stessa ammissione verbale gli piace solo il rock – e che probabilmente ha delegato acriticamente ogni decisione relativa al teatro Comunale – un fastidioso fardello – allo stesso Ronchi) è un mistero o forse una tragedia. Solo la mai sopita brama di potere dei politici di ogni schieramento poteva immaginare una nomina così tragicamente sventurata (forse si stava meglio quando si stava peggio, roba da fare rimpiangere il decaduto CdA). Quanto a Nicola Sani, nuovo sovrintendente, possiamo ricordare fra i tanti suoi  (de)meriti  (non dimentichiamo comunque fra questi il commissionato Qui non c’è perchè) l’aspirazione alla composizione per la quale è rimasto famoso un concerto di Musica Insieme (Dio li fa poi li accompagna)  – vedi il post  unforgettable in cui un oboe solo, straziato da una partitura (prima ed ultima esecuzione assoluta) ineffabile, ha massacrato un pubblico anche troppo educato sommerso da una straripante claque di corifei  (tutta uscita dopo l’intervallo…). Naturalmente la nomina del sovrintendente non è passata attraverso alcuna manifestazione di interesse, il minimo che si potesse auspicare per un vero rinnovamento e trasparenza.  Quanto a una comprovata competenza musicale degli altri membri un velo pietoso: il nulla. Gli utenti del teatro, gli spettatori, quelli che pagano insomma non hanno avuto alcuna possibiltà di esprimere il loro parere (e visto l’andamento del teatro quanto ce ne sarebbe stato bisogno!) mentre i riti delle nomine di corridoio si sono ripetuti.  Sarà interessante vedere la risposta delle fondazioni che supportano il teatro… Evviva il mancato rinnovamento, la permanenza di conflitti di interesse e il rock “au pouvoir”! A quando una sana ribellione del pubblico (purtroppo piuttosto assente o meglio abulico)? Wir leben in finsteren Zeiten (B. Brecht)…
SadSadSad
PS Puo essere curioso sapere che nel Giugno scorso avevo inviato al sindaco Merola una lettera relativa alla nomina del consiglio di indirizzo del teatro (seguita da un breve colloquio) nella quale i due punti principali erano proprio la raccomandazione di prevenire ulteriori conflitti di interesse evitando la nomina di persone coinvolte negli ultimi tre anni in organizzzioni musicali bolognesi e la predisposizione di una manifestazione di interesse per la nomina del nuovo sovrintendente…. Suggerisco anche  la lettura dell’intervista al Carlino del delegato di Franceschini Andrea Graziosi che oltre a dichiararsi frequentatore sporadico del teatro e sostanzialmente non competente (amare la musica non vuol dire capirla e portare un contributo valido a una istituzione musicale!) porta come proprio curriculum musicale la conoscenza del libruzzo “Come Bach mi ha salvato la vita” di Ramin Bahrami.  Come se un letterato dichiarasse di utilizzare per le proprie lezioni il famoso “Bignami”… Anche Michele Trimarchi (nominato dalla regionene vicepresidente) si è esibito: ” Il Teatro è uno scrigno di meraviglie. Ci si immagina quello che può contenere e non si può prevedere“.  Firmato Forrest Gump (“mamma diceva sempre: la vita è come una scatola di cioccolatini. Quando la apri non sai mai cosa trovi”)
Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti  ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
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4 risposte a "Teatro Comunale di Bologna: rockettari “au pouvoir” – 5 Febbraio 2015"

  1. Sandra Festi ha detto:

    La prima qualità di un dirigente sta nell’ abilità di scegliere bene i suoi collaboratori più stretti. Le nomine che tu hai commentato dimostrano che il Sindaco Merola non ha speso neanche un minuto per occuparsi di n teatro lirico detentore di una tradizione di ottimo livello, di politiche sensibili al patrimonio artistico locale, insomma di un progetto culturale. Ha delegato le persone che gravitano in qualche modo nei paraggi. Senza nessuna valutazione di valore, di orientamento nelle politiche culturali- concetto che a Bologna, da tempo, è ignorato. Semplicemente perchè non ne Sto arrivando! e non ne vuole sapere.
    Ma, a parte i giudizi sulle persone che vedremo all ‘ opera ( si spera che il nuovo impegno allontani il sovrintendente dalle pretiche compositive) mi soffermo sulla faccenda del conflitto di interessi attorno a quel brutto garbuglio che è la gestione del Teatro Manzoni. Tempo fame lo avevi spiegato molto chiaramente: sarebbe utile dedicarle – alla gestione economica- un blog illustrativo.
    A mio molto modesto parere quello è il primo nodo da sciogliere. Ma non vedo nessuno con la volontà e il coraggio di farlo. Sandra Festi

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    ecco perché , da anni, scego il Teatro Comunale di Modena e le sue attività musicali. Non sarà bello come il Bibbiena (anche se ci andiamo molto vicino…) ma c’è un’altra atmosfera. E c’è modo di incontrare il Direttore Artistico, il Maestro Aldo Sisillo, presente regolarmente e affabilmente nell’atrio ad ogni spettacolo …. Non è poco!

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