Operistica, Recensioni

Don Pasquale – Bologna Teatro Comunale 18 Febbraio 2015

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Non sono certo un fan della Scuola dell’Opera Italiana viziata da alcuni peccati originali che non paiono eliminati e neppure eliminabili: non si mette in moto un meccanismo così costoso solo per voglia di protagonismo. Un discorso in materia sarebbe opportuno e forse ne farò l’argomento di un mio prossimo post. Ho però apprezzato l’esecuzione del Don Pasquale, un’opera che se messa in scena con spirito di umorismo e senso della misura (niente a che vedere con la spocchiosa, dilettantesca e pretenziosa Butterfly cui abbiamo assistito sabato scorso) può diventare un gustoso gioiellino. Ci sono tutti gli elementi dell’opera buffa: il vecchio gabbato, la moglie che diviene insopportabilmente bisbetica, i due giovani innamorati etc. e una musica deliziosa. Ebbene ieri sera mi sono divertito a questa messa in scena moderna, fresca e spiritosa  con vespino, un Ernesto anni ’60 e un ottimo mimo (Daniele Palumbo). Nella scenografia non mancano anche le citazioni cinematografiche: Audrey Hepburn in “Vacanze romane”, Groucho Marx come notaio, Peter Sellers come ispettore Clouseau. Nel cast vocale svetta  la Norina di Ksenia Titovčenko: una bella voce lirica e brillante, un’ottima, spiritosa presenza scenica. Deve solo imparare a controllare meglio l’emissione degli acuti, talvolta un po’ sparati, ma  certamente una voce con ottime prospettive. All’estremo opposto si colloca il tenore Boyd Owen. Una voce con forti problemi di emissione, recitativi spesso poco intonati e nessuna capacità scenica di intepretare il personaggio, tragicamente evidente nella scena finale della serenata (con tanto di vocalists) dove ha goffamente tentato di imitare il grande Elvis. Nella norma gli altri membri del cast. Una buona direzione d’orchestra (Giuseppe La Malfa) che ha però dovuto confrontarsi anche con carenze dei corni, che hanno fornito una prestazione in alcuni puntI insoddisfacente.
HappyHappySad
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6 thoughts on “Don Pasquale – Bologna Teatro Comunale 18 Febbraio 2015

  1. Giovanna Facilla ha detto:

    Desidero esprimere il personale piacere provato ieri sera al Teatro Comunale nell’assistere alla rappresentazione del Don Pasquale. Avevo bisogno di rilassarmi e l’ascolto dell’opera ha generato in me uno straordinario effetto benefico. Il carattere buffo dell’opera è stato favorente, regia e ambientazione prodigiose. Un prodigio che si è realizzato anche per i cantanti non “in voce”, che han riposto nel fenomeno “distrazione”, visiva ed uditiva dell’uditorio, la speranza di tener la scena con l’azione piuttosto che con la voce!!! Priva di tale speranza era Ksenia Titovcenko , dalla voce agile e brillante, ben calata nelle vesti di Norina.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Gentile Professore, oltre a dichiararle l’ immensa invidia per il modo in cui passa le serate (quest’ anno per motivi di salute sono a digiuno…) mi piacerebbe avere, a margine della critica al solito ben argomentata e puntuale, un elemento diciamo così più personale: si è divertito?
    Ci sono spettacoli che, per quanto non immuni da pecche anche evidenti, tutto sommato divertono, altri che sono una vera e propria sofferenza ( di solito l’ agitarsi del pubblico lo indica…).
    Insomma, quando i suoi soldi ed il suo tempo tutto sommato sono stati passabilmente ben spesi?
    Può essere un buon indicatore per uscite future.

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