Operistica, Recensioni

Il turco in Italia – Teatro comunale Bologna 10 Marzo 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Catapultato dal Rossini Opera Festival del 2016 approda a Bologna Il turco in Italia rossiniano. Diciamo subito che pur trattandosi di turquerie siamo del tutto lontani (per fortuna!) dall’orrore e dallo scempio del Ratto dal serraglio che ha aperto la stagione bolognese. La scenografia e la regia dell’opera, tutta giocata su un doppio piano fra scenografia tradizionale e richiami del felliniano 8 e 1/2 risulta gradevole e rispettosa del dettato musicale e del testo del libretto. Siamo in una versione rivista del “teatro nel teatro” anche se in questo caso si tratta della scelta del cast di una rappresentazione cinematografica dell’opera e delle fasi di  produzione con tanto di ciak e segretaria di produzione. Insomma, pur con tutti i limiti, una boccata d’aria fresca dopo la vergogna dell’opera di apertura. Naturalmente in molti casi c’è un eccesso di “fellinismo” e in particolare la presenza ossessiva e sguaiata di una “saraghina” che ad ogni piè sospinto fa “la mossa” (la stessa della famosa tabaccaia) anche in scene dove oggettivamente è totalmente fuori posto. Il tutto in un contesto da circo (sempre Fellini docet) con tutte le maschere tipiche di questo spettacolo.
Non mancano naturalmente altri personaggi di 8 e 1/2 come, in particolare, la “Gradisca” e una “pin-up” con abbigliamento di piume che si muove sul palcoscenico come se fosse in una riproposizione da café chantant ma forse più propriamente da avanspettacolo.
Ma tant’è: lo spettacolo complessivamente regge ma non scalda il pubblico, in parte decimato da altre due manifestazioni nella stessa serata, con tanti saluti alla capacità di programmazione e sincronizzazione degli organizzatori bolognesi. Dilettantismo puro.
 
La direzione d’orchestra ha risentito pesantemente della sostituzione del compianto Zedda dando luogo a una prestazione oggettivamente scialba nella quale – ancora una volta! – gli ottoni hanno hanno avuto imprecisioni di intonazione (in particolare tromba e – guarda caso! – i corni). Lamentarsi è come sparare sulla croce rossa: forse andrebbero segnalati i pochi casi in cui mancassero imprecisioni evidenti. Le voci: Hasmik Torosyan (Fiorilla) dopo una prima aria disastrosa (voce metallica, intonazione incerta etc.) è oggettivamente molto cresciuta nel corso dell’opera raggiungendo livelli oggettivamente di eccellenza specialmente nel finale: una voce con tutti i registri (forse qualche difficoltà negli acuti). Nicola Alaimo rende perfettamente la figura di Don Geronio sia da un punto di vista vocale che scenico mentre il Selim di Simone Alberghini non emerge mai dal di sopra di aurea mediocritas. Quanto ai comprimari sono dei buoni professionisti e nulla più. Complessivamente un spettacolo solo di poco al di sopra di una media accettabile ma forse con i chiari di luna economici e un management non eccelso sarebbe impietoso aspettarsi di più. O no?  
PS Debbo a un commento risentito del signor Giulio Ciofini la precisazione che la Gradisca è personaggio di Amarcord. È corretto ma nel redigere il post e volendo citare personaggi Felliniani mi è sfuggita dalla penna la precisazione. Me ne scuso ma anzichë correggere il post preferisco, per onestà intelletuale, semplicemente fare ammenda. Il commento completo della signor Ciofini che mi ritiene un incompetente è disponibile nel post.
 “HappySadHappy
Cast
Selim
Simone Alberghini
Don Geronio
Nicola Alaimo
Donna Fiorilla
Hasmik Torosyan
Don Narciso
Maxim Mironov
Prosdocimo
Alfonso Antoniozzi
Zaida
Aya Wakizono
Albazar
Alessandro Luciano
Direttore
Christopher Franklin
Regia e scene
Davide Livermore
Costumi
Gianluca Falaschi
Progetto luci
Nicolas Bovey
Videodesign
D-WOK
Maestro del Coro
Andrea Faidutti
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Mario Brunello – Musica Insieme 6 Marzo 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Vedi mio post del 6 Febbraio 2017 http://wp.me/p5m12m-18W 
PS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
HappyHappy
Programma:
Johann Sebastian Bach
Suite n. 3 in do maggiore BWV 1009
Sonata n. 2 in la minore BWV 1003
Suite n. 5 in do minore BWV 1011
Partita n. 3 in mi maggiore BWV 1006
:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Chloe Mun – Musica Insieme Ateneo 2 Marzo 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Reduce dalla vittoria dal Busoni 2015 la coreana Chloe Mun si presenta con un programma classico in cui domina la figura di Schumann. La perfezione tecnica è la prima cifra interpretativa della pianista: in tutto il programma non ho notato una sola nota falsa e il finale del secondo tempo della fantasia, con quei salti che sono l’incubo di tutti i pianisti, è stato eseguito senza un errore a una velocità che mai avevo ascoltato. Si potrebbe quindi ipotizzare che la Mun appartenga a quella schiera di giovani leoni tutta tecnica e niente cervello (alla Matsuev per intenderci) e invece il fraseggio tiene conto di tutte le sfumature della partitura eseguita e dello stile che ogni brano richiede. Tutto perfetto? Si, come una porcellana raffinata cui manca però talvolta l’anima fino a risultare parzialmente algida, come nel caso della sonata di Galuppi. Di certo il repertorio schumanniano è quello dove trova la sua cifra migliore e l’interpretazione della fantasia è stata magistrale. Una giovane grande pianista che ha davanti a sé una grande carriera e che speriamo che le istituzioni maggiori di Bologna chiamino a suonare (così come il vincitore dello Chopin 2015 trascurato colpevolmente a favore dei soliti che abbiamo ascoltato mille volte, a riprova che il pubblico bolognese sembra preferire il rassicurante usato – si fa per dire – sicuro a qualunque novità, anche di altissimo livello. Salvo propinarci Matsuev….). Due bis: una trascrizione di Liszt e un brano bachiano. L’ignorante pubblico presente, per il quale applaudire è una specie di rito liberatorio, ha ovviamente applaudito alla fine del secondo tempo della fantasia, rompendo l’equilibrio dello splendido brano del compositore tedesco e dimostrando quanta ridicola incompetenza musicale alberghi nella maggioranza dei frequentatori dei concerti. (Qualcuno seduto in prima fila mi scrive di avere sentito tre note e un accordo sbagliato: io non me ne sono accorto – e mi piacerebbe risentire la registrazione – ma ovviamente questo non cambia nulla).
PS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
HappyHappy
Programma:
Baldassarre Galuppi Sonata n. 5 in do maggiore T 27
Isaac Albéniz Iberia – Quaderno II
Robert Schumann Blumenstück in re bemolle maggiore op. 19, Fantasia in do maggiore op. 17
 Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Repin Korobeinikov – Bologna Musica Insieme 27 Febbraio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Su un concerto come questo c’è poco da dire: semplicemente perfetto. Ha ricalcato il concerto tenuto il 23 Luglio 2016 a Pietrasanta (http://wp.me/p5m12m-106) con l’aggiunta della sonata di Debussy. Stile, eleganza, suono perfetto, grande successo, due bis (uno la versione violinistica di una canzone spagnola degli anni ’40: Estrellita). Solo un paio di note di colore: nelle prime due sonate il pianista (eccellente!) NON ha usato lo spartito (cosa rarissima e che denota una padronanza assoluta della partitura e della sincronizzazione con il violino), Repin usa lo spartito su iPad (come parecchi esecutori di strumenti ad arco – ad esempio Brunello) ma ha sbagliato una mossa e ha  dovuto seguire lo spartito – quello sul leggio del piano – da lontano e infine Korobeinikov sarebbe stato perfetto per la parte del pianista nel film Florence!
HappyHappyHappy
Programma:
Claude Debussy  Sonata in sol minore
Sergej Prokof’ev Sonata n. 2 in re maggiore op. 94 bis
Igor’ Stravinskij Divertimento da Le Baiser de la Fée
Pëtr Il’ič Čajkovskij  Méditation da Souvenir d’un lieu cher op. 42, Valse-scherzo in do maggiore op. 34
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Recensioni, Sinfonica

Inkinen He – FTCB Teatro Manzoni Bologna 26 Febbraio 2017

 Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Tipico prodotto della fucina cinese il giovane violinista He esegue con bravura e tecnica di primissimo ordine il primo concerto di Paganini, che mette in mostra tutte le difficoltà tecniche che possono essere richieste al violino. Un concerto paganiniano non permette di valutare le doti musicali di un esecutore che però mostra qualche limite nella qualità del suono, che non sempre appare luminoso e che soprattutto è sempre molto ridotto come intensità fino ad essere talvolta sopraffatto dall’orchestra. Per essere sicuro di mettere in mostra le sue doti di virtuoso esegue una cadenza nel primo tempo della durata di dieci mimuti. Sorpresa da parte del violinista cinese: anzichè eseguire come bis (come supposto) un capriccio del compositore italiano esegue una sarabanda bachiana, purtroppo con gli stessi limiti precedentemente esposti. Un’ottima sorpresa viene invece dal direttore Inkinen. Mentre poco si può dire della sua conduzione dell’interessante e breve brano di Stravinskij, eccellente risulta la sua direzione della complessa e articolata sinfonia di Dvoràk. Pur con un gesto sempre misurato (ma di grande dinamica) rende appieno il mondo musicale variegato del compositore boemo e porta l’orchestra a un livello esecutivo di primissimo ordine, sottolineato dal prolungato applauso del pubblico. Un direttore che vorremmo risentire presto a Bologna.
PS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
Happy
Programma
Igor Stravinskij  Sinfonia per strumenti a fiato  (versione 1947)
Niccolò Paganini  Concerto per violino e orchestra in Re maggiore no.1 op.6
Antonin Dvoràk  Sinfonia n. 6 in Re maggiore, op. 60 (B. 112)
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Federico Ercoli – Goethe Zentrum 25 Febbraio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi 

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Un concerto iniziato male ma terminato meglio. L’esecuzione della “patetica” ha rispecchiato il suo nome. Ma da quando in qua una sonata di impianto comunque classico (con l’ovvia, bellissima introduzione che non può però improntare tutta l’esecuzione) può essere eseguita con languori e affrettati inaccettabili persino nel repertorio romantico, molte incertezze tecniche e un tempo finale a una velocità appena sopra il minimo sindacale? Inaccettabile assolutamente lo scompenso durante tutto il secondo tempo fra mano sinistra e destra, un “vizietto” da evitare sempre ma che proprio se considerato necessario dovrebbe essere confinato a brevisimi momenti. Suggerirei l’ascolto di grandi maestri come Brendel e Schiff per capire come l’espressività si debba basare sulla scelta di sfumature sonore e non su grossolane variazioni di tempo o artifici dinamici di bassa lega. Meglio l’esecuzione dell’op. 22 (una sonata poco praticata) soprattutto nel secondo tempo, non piagata da errori tecnici e certamente assai più maturata della patetica. Dopo l’intevallo è stata una buona sorpresa l’esecuzione della “Wanderer”. Seppure eseguita in un contesto acustico assolutamente negativo (e che richiederebbe la chiusura parziale del coperchio del pianoforte per evitare un rimbombo inaccettabile – un consiglio più volte ribadito e mai adottato) è risultata in tutto il suo fulgore musicale e virtuosistico anche  nei passaggi più impervi (ad esempio negli arpeggi discendenti del finale del terzo tempo). Preceduta da due brevi brani (non previsti dal programma) dell’ultimo, intimistico Liszt, Mazeppa si è confermato come sempre uno dei peggiori polpettoni virtuosistici del compositore ungherese. Come bis la polacca “eroica” che ha chiuso come pendant  la patetica iniziale.
Quanto alle “introduzioni” ai brani, sarebbe opportuno evitarle ma se proprio le si ritengono indispensabili (una sorta di pulsione irrefrenabile) andrebbero almeno curate. Si può parlare della “patetica” senza citare il contesto storico napoleonico, dimenticare di sottolineare come la “Wanderer” abbia l’impostazione architetturale di una sonata classica in 4 tempi (addirittura con un trio nel terzo tempo assimilabile a uno scherzo in tempo ternario), che il suo ultimo tempo è una fuga e infine non ricordare il controverso e articolato rapporto “familiare” fra Liszt e Wagner?
PS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
Happy
Programma:
L.V. Beethoven Sonata op. 13 “patetica”, sonata op. 22
F. Schubert Wanderer Fantasia
F.Liszt Dagli studi trascendentali: “Mazeppa”
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Operistica, Recensioni

Don Carlo – La Scala 8 Febbraio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Innanzitutto un plauso per una regia finalmente “non creativa”, con scene e costumi storici, ormai una novità nel panorama disastrato delle regie “moderne”. Non un capolavoro ma una messa in scena più che accettabile se si esclude l’arredo e la scena dello studio di Filippo II dove si svolge tutto quanto precede il finale (aria “Ella giammai m’amò”, il colloquio con il grande inquisitore e la confessione di Eboli) e che pare un bagno anni ’50 nonostante gli “azulejos” con cui la parte inferiore della stanza è piastrellata e con uno scrittoio che pare acquisito da un robivecchi. La versione presentata alla Scala dell’opera più complessa di Verdi è quella più completa con il prologo nella foresta di Fontainbleau. La direzione è quella di Myung-Whun Chung, una bacchetta in grado di estrarre dall’orchestra della Scala il meglio, con un successo sottolineato da ripetuti applausi. La voce migliore in campo maschile è stata quella di Simone Piazzola (Rodrigo) mentre è mancato il Filippo II di Ferruccio Furlanetto, con una voce che è risultata spesso priva di armonici e comunque poco nella parte anche nell’aria più famosa. Una sorpresa negativa inaspettata. Ovviamente buona la prestazione di Mika Kares (grazie a una bellissima voce) reduce come Osmin dalla scellerata versione del Ratto a Bologna (ogni volta che la cito mi corre un motto di stizza!). Sul Don Carlo di Francesco Meli il giudizio va sospeso. Dopo un inizio nel prologo molto, molto incerto è migliorato nel corso dell’opera anche se con risultati non eccezionali (ma va riconosciuto che la parte è particolarmente impervia). Fra le voci femminili il meglio si è avuto con la Eboli di Ekaterina Semenchuk, voce duttile sia nell’agilità (ad esempio nella canzone del velo) sia nelle parti drammatiche. Un po’ più in ombra l’Elisabetta di Krassimira Stoyanova che solo nella scena finale trova i toni e l’espressione giusta. Sicuramente quindi una buona – non eccezionale – edizione del Don Carlo con una nota dolente per la gestione dell’opera. Iniziata alle 18.30 è terminata alle 23.30, un orario troppo tardo dovuto alla presenza di tre intervalli (uno certamente innecessario, quello dopo il prologo nella foresta di Fontainbleau) e cambi delle scene esasperantemente lunghi.
PS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) che  può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post e che permette di ricevere un messaggio email ogni post pubblicato. Grazie anticipatamente.
HappyHappy
Cast
Teatro alla Scala Chorus and Orchestra
Salzburg Festival Production
Conductor Myung-Whun Chung
Staging Peter Stein
Sets Ferdinand Woegerbauer
Costumes Anna Maria Heinreich
Lights Joachim Barth
Elisabetta di Valois  Krassimira Stoyanova
La principessa di Eboli Ekaterina Semenchuk
Don Carlo Francesco Meli
Rodrigo Simone Piazzola
Filippo II Ferruccio Furlanetto
Il Grande Inquisitore Mika Kares
A monk Martin Summer
A Voice from Heaven Céline Mellon
Six Flemish envoys Gustavo Castillo, Rocco Cavalluzzi, Dongho Kim Victor Sporyshev, Paolo Ingrasciotta
The Count of Lerma/a Spanish delegate to France Azer Zada
Thibault Theresa Zisser
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Operistica, Recensioni

Il Ratto sul Corriere Musicale – Bologna 3 Febbraio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Purtroppo i due articoli che vi segnalo per una lettura integrale richiedono l’abbonamento al “Corriere Musicale” (www.ilcorrieremusicale.it a un costo annuale irrisorio – mi permetto di suggerire di abbonarsi perché è certamente la rassegna più completa di eventi musicali in Italia) perché non ho avuto l’autorizzazione a ricopiarli in Kurvenal (cosa comprensibile ma fino a un certo punto). Ne consiglio comunque la lettura per capire come il nostro teatro si sia coperto infamia con questo “Ratto”.

http://www.ilcorrieremusicale.it/2017/02/02/bologna-il-ratto-mozartiano-la-politica-il-jazz/

http://www.ilcorrieremusicale.it/2017/02/02/bologna-unentfuhrung-senza-scandalo/

PS La gestione di un blog è operazione talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
SadSadSad
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Mario Brunello- Musica Insieme 6 Febbraio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Certamente Mario Brunello è al vertice del violoncellismo mondiale insieme alle icone Mischa Maisky, Yo Yo Ma etc. ed è musicista eclettico che non disdegna esplorare forme musicali non strettamente legate al suo strumento o abbinamenti che esulano dal suo campo come quella con il “pianista” Zagrebelsky (in materia i politologi affermano che è un grande pianista e i pianisti che è un grande politologo…). Una tentazione molto diffusa che nasce inevitabilmente dalla letteratura non amplissima del violoncello (anche se segnata da capolavori assoluti come le sei suites bachiane).  In questa ottica Brunello ha presentato due capolavori bachiani per violino nella versione su violoncello piccolo (uno strumento a metà strada fra viola e violoncello già usato da Bach in alcune cantate e che molti studiosi ritengono fosse lo strumento sul quale eseguire la sesta suite per violoncello), un esperimento non privo di rischi visto il virtuosismo implicito nella versione violinistica che non facilmente può essere trasposto su violoncello, anche se di dimensioni ridotte. Il risultato è stato interessante ma discutibile. Il timbro del violoncello – anche se rimpicciolito – non pare garantire quei risultati che la versione violinistica fornisce. Ma forse si tratta solo di abitudine anche se di questi esperimenti non si sente in realtà il bisogno. Brunello però si avventura anche in un altro esperimento: quello di trasporre la quarta suite per violoncello dalla tonalità di Mib a quella di Sol, un salto di due toni. Fermo restando ovviamente che lo sviluppo armonico rimane il medesimo, le sonorità più alte non giovano all’ordito bachiano che trova la sua collocazione più corretta nella tonalità originale. Ovviamente “tout se tient” ma c’è veramente da chiedersi se la necessità di novità si sposi con quella della qualità.  Un concerto comunque di qualità vista l’eccellenza dell’esecutore (e anche il suo virtuosismo come nel caso dell’ultimo dei due bis bachiani – un’anteprima di un successivo concerto con le trasposizioni di altre composizioni violinistiche) anche se per Brunello – come per ogni interprete – i segni dell’età fanno talvolta capolino. Ma si tratta di inezie. Una considerazione merita invece l’esecuzione di brani per violoncello solo in una sala delle dimensioni del Manzoni la cui acustica è notoriamente carente soprattutto se si considera che nel caso di Brunello viene usato un archetto “barocco” con impugnatura barocca. Purtroppo il suono tende a perdersi nella sala: il violoncello solo trova la sua collocazione naturale in ambienti molto più ridotti (non per niente è “musica da camera” per eccellenza) o almeno con un’acustica ben diversa da quella del concerto di Brunello.  I concerti per violoncello al Manzoni debbono necessariamente essere basati su una letteratura che preveda un accompagnamento, tipicamente il pianoforte.
PS La gestione di un blog è operazione complessa e talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
HappyHappy
Programma:
Johann Sebastian Bach
Sonata n. 3 in do maggiore BWV 1005, Partita n. 3 in mi maggiore BWV 1006 (dal violino su violoncello piccolo)
Suite n. 3 in do maggiore BWV 1009, Suite n. 6 in re maggiore BWV 1012 (su violoncello)
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Fazil Say – Bologna Lezioni di piano 5 Febbraio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Di Fazil Say è necessario scindere il giudizio sulla persona da quella sul musicista. Per quanto riguarda il primo va ricordato che ha subito un vergognoso e ridicolo processo per “blasfemia” (sic!) in un paese – la Turchia – che sta sprofondando sempre più in un regime fascista in mano a un satrapo – Erdogan – che utilizza tutti i mezzi – leciti e illeciti – per sbarazzarsi dell’opposizione, forte del fatto che rappresentando uno stato chiave della NATO ritiene di potere impunemente calpestare tutti i diritti civili che sono stati alla base della democrazia instaurata da Mustafa Kemal “Ataturk”. Una delle tante tragedie umane e politiche dei nostri tempi che naturalmente coinvolge la parte più avvertita e culturalmente più valida della società civile. A Say, quindi, non può che andare tutta la solidarietà politica e umana che si deve a ogni artista. Per quanto riguarda invece l’aspetto artistico del pianista turco il giudizio è più articolato e negativo. Say è musicista poliedrico (compositore, direttore, pianista) e Bologna ha già avuto modo di ascoltarlo sia come solista che in un recital di MI nel 2007 nell’ambito di un concerto per ensemble. Personalmente ritengo che questa molteplicità di interessi, ormai comune a molti musicisti, abbia forse il difetto di disperdere il loro potenziale artistico, anche se non mancano esempi di altissimo livello (Barenboim per primo, ma anche Pletnev etc.). Il programma eseguito ha coperto un periodo che va dalla fine del ‘700 all’inizio dell’800 con i tre compositori che maggiormente l’hanno caratterizzato (Haydn, Mozart e Beethoven) legati da una visione “classicistica” del loro stile. Rimane fuori da questo periodo Schubert la cui impostazione diverge sostanzialmente come affiliazione culturale e stilistica. Il pianismo di Say è del tutto particolare: interpreta i brani eseguiti non solo con mani e testa ma con tutto il corpo, dirigendo con la mano sinistra quando suona solo la destra, eseguendo o non eseguendo in modo arbitrario i ritornelli, dimenandosi sullo sgabello, con una mimica facciale che non si risparmia nulla e che spesso pare persino ammiccare al pubblico in cerca di facile consenso, una pratica del tutto discutibile. Il risultato è tutt’altro che esaltante. Dopo un’esecuzione accettabile della prima sonata di Haydn, è risultata poco felice ( per non dire scadente) l’interpretazione della sonata di Mozart dove il mancato rispetto stilistico ha marcato l’esecuzione. Del tutto inutile l’esecuzione muscolare dell’ultimo tempo che è risultata non brillante ma scolasticamente virtuosistica. Il pianismo di Say, sostenuto da una grande facilità di mano, è roccioso con alcuni intermezzi più o meno eccessivamente lirici basato su  un perenne contrasto che spezza l’unitarietà delle composizioni. Pessima l’esecuzione della sonata di Beethoven dove è mancato in tutto e per tutto quella sensazione di ansia del destino in favore di “effetti speciali” la cui motivazione è apparsa assolutamente incomprensibile. Dopo un ulteriore Haydn accettabile il peggio si è avuto con la sonata di Mozart K 331. E’ questo uno dei capolavori Mozartiani con un primo tempo basato su un tema con variazioni in cui Say ha fatto di tutto e di più. Dopo un’esposizione del tema di una lentezza esasperante si è avuta una sequenza di variazioni a tempi assolutamente slegati da quello del tema raggiungendo l’acme del ridicolo nella variazione “in minore” trasformata in una marcetta a tempo di carica del tutto in contrasto con l’impostazione dolente del contenuto. Senza storia i tempi successivi. Inutile dire che la “marcia turca” finale, un brano che un pubblico per lo più ignorante, riconoscendolo, ha ascoltato come una liberazione ha scatenato l’entusiasmo della platea confermando la mia certezza che il pubblico applaude i brani e non l’interpretazione. Purché il brano sia noto tutto viene accettato con entusiasmo da un pubblico provinciale e incompetente. 5 bis: tre di impostazione jazzistica (due originali di Say e uno come rielaborazione di “summertime” da Porgy and Bess di Gershwin) e due notturni chopiniani in cui ancora una volta i limiti gravissimi di Say sono stati messi in evidenza, tutto manierismo e nessuna sostanza, addirittura permettendosi di alterare alcuni abbellimenti della partitura originale. Insomma: un disastro.
PS La gestione di un blog è operazione talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza essersi registrati. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
SadSad
Programma:
Joseph Haydn  Sonata in do maggiore Hob. XVI:35
Wolfgang Amadeus Mozart  Sonata in fa maggiore KV 332
Ludwig van Beethoven Sonata in re minore op. 31 n. 2 – Tempesta
Joseph Haydn Sonata in re maggiore Hob. XVI:37
Wolfgang Amadeus Mozart Sonata in la maggiore KV 331
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Recensioni, Sinfonica

Olli Mustonen – Teatro Comunale Bologna 3 Febbraio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Di Olli (evitare battutacce) Mustonen ho un ricordo indelebile di un ineffabile concerto per MI di undici anni fa (in sostituzione di un artista che aveva dato forfait all’ultimo momento) in cui intepretava Scarlatti come se fosse un compositore tardo romantico, con abbondanza di pedale,  “rubati”, accelerazioni e ritardi, crescendi e diminuendi a profusione  etc. : insomma la negazione di qualsiasi rispetto stilistico, un vero disastro. Ho avuto esattamente la stessa sensazione per il concerto tenuto per il teatro comunale di Bologna. Dopo un funereo “trittico” di sua composizione (si spera unica esecuzione a Bologna) ha eseguito il famoso concerto di Mozart come un eserciziolo tecnico, tutto troppo forte, troppo brillante e assolutamente fuori stile. La stessa mancanza di stile dimostrata nell’unico bis concesso dove tutta l’interpretazione aveva una impostazione languida, esangue e manieristica anche nel gesto, abbondanza di pedale, impostazione tardoromantica etc. etc. Quanto alla direzione della sinfonia di Prokof’ev è mancato assolutamente il riferimento al mondo granitico del compositore russo. Mustonen cerca di sostituire la mancanza  di autorevolezza del gesto con una visione  ginnica della direzione, con piegamenti, contorcimenti etc. etc. Insomma un pessimo concerto che ha riscosso una tiepida risposta del pubblico. Un “artista” che non abbiamo sicuramente fretta di riascoltare.
PS La gestione di un blog è operazione talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post. Grazie anticipatamente.
SadSad
Programma:
O. MUSTONEN Triptych per orchestra
W.A. MOZART Concerto per pianoforte e orchestra n.25 in Do maggiore K 503
S. S. PROKOF’EV Sinfonia n.6 op.111
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Piotr Anderszewski – Musica Insieme 30 Gennaio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Avevo già scritto di Anderszewski su questo blog e il giudizio rimane sostanzialmente il medesimo. Si tratta di un ottimo ma non eccezionale pianista come comprovato dal programma eseguito per MI. Il concerto inizia con la suite di Janáček Sul sentiero di rovi ma con la sua parte meno nota (e a ragione). Qui il compositore moravo scade frequentemente in un manierismo che rende le composizioni assai meno interessanti di quelle del primo libro e Anderszewski purtroppo con un pianismo tutto “di tocco” sottolinea proprio gli aspetti meno positivi. Purtroppo gli stessi limiti vengono sottolineati nell’esecuzione della Suite inglese di Bach che pur nel rispetto sostanziale dello stile inseriscono (ad esempio nella sarabanda) degli aspetti lirici non consoni con l’impostazione del compositore tedesco. Sia chiaro alcune delle “danze” sono state eseguite con rigore (ad esempio ottima l’interpretazione della giga finale) ma il tutto in modo discontinuo con una sorta di “alti” e “bassi” che impediscono un giudizio totalmente positivo. Molto meglio l’esecuzione dei brani chopiniani che chiaramente rientrano nella sensibilità del pianista polacco. Un concerto interessante ma che mai ha raggiunto vette eccelse. Due bis.
Happy
Programma:
Leós Janáček Sul sentiero di rovi (Secondo libro)
Johann Sebastian Bach Suite inglese n. 6 in re minore BWV 811
Fryderyk Chopin Tre Mazurche op. 56,Tre Mazurche op. 59,Polonaise-Fantasie in la bemolle maggiore op. 61
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Recensioni, Sinfonica

Znaider Matsuev – Teatro comunale Bologna 26 Gennaio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Di Denis Matsuev  questo blog ha già avuto modo di occuparsi in occasione del suo concerto del 22 Febbraio 2016 per Musica Insieme e il giudizio non può discostarsi di molto da quello di allora. Pianista oltremodo roccioso (nel senso più autentico della parola), dotato di una tecnica d’acciaio riesce però raramente a tenere a freno le proprie capacità atletiche per sottometterle a quelle interpretative (a differenza – ad esempio – di A. Volodos) talché anche nei pochi momenti lirici che si concede dà però sempre l’impressione di aspettare con ansia il momento in cui dare sfogo alle proprie capacità ginniche. Ovviamente in un concerto con orchestra deve sottostare al fraseggio con l’orchestra e quindi l’esecuzione del concerto beethoveniano è risultato di buona (non eccelsa) qualità e ha trovato i suoi momenti migliori nel rondò finale. Naturalmente i tre bis concessi gli hanno permesso di sfoggiare il suo potenziale tecnico e in particolare la trascrizione di Ginzburg di un brano del Peer Gynt e segnatamente un brano virtuosistico jazzistico che ha mandato in visibilio un pubblico di bocca buonissima. Qualcuno ha ricordato il circo Barnum…. Quanto al direttore Znaider certamente Bruckner non è nelle sue corde. La tipica gigantiasi del compositore avrebbe bisogno di ben altra bacchetta per dare un senso a una partitura che è basata su un organico smisurato. Nel caso dell’esecuzione in questione – invece – le varie sezioni non sono risultate affatto equilibrate e gli ottoni hanno evidenziato purtroppo le solite carenze con un risultato complessivo certamente sotto la media. L’unico elemento positivo è certamente il ritorno della sinfonica al comunale e la qualità del suono che con gli ultimi accorgimenti acustici è risultato di eccellente qualità.
SadHappySad
Programma:
L. V.BEETHOVEN  Concerto per pianoforte e orchestra n.3 in Do minore op.37
A.BRUCKNER Sinfonia n.6 in La maggiore WAB 106
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Operistica, Recensioni

Die Entführung aus dem Serail (o giù di lì) – Teatro Comunale Bologna 20 Gennaio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

C’è chi ha ritenuto “inopportuna” una messa in scena dell’opera Mozartiana con chiari riferimenti all’ISIS in questo periodo – seppure mascherati da una improbabile datazione degli anni ’20 -, ma io avei applaudito (una volta tanto…) la direzione del teatro per non essersi fatta condizionare se la qualità dello spettacolo l’avesse giustificato: cultura, arte e libertà di espressione sono quanto mai importanti in questo momento storico proprio per combattere oscurantismo e fanatismo. Ma non è questo il caso. Ho assistito più volte a spettacoli in Germania (e segnatamente a Bayreuth) caratterizzati – come purtroppo avviene colà sempre più spesso – da altissime prestazioni musicali e canore e messe in scena da brivido. Ma mai, ripeto mai, ho assistito a una puttanata (si, mi scusino i lettori per il vocabolo non proprio da educande ma non trovo altra parola che possa esprimere il mio sdegno) di questo genere dove un regista pretenzioso e stupidamente irrispettoso si è permesso di sostituire a suo piacimento i dialoghi del Singspiel e trasformare la agogica e infantile favoletta mozartiana in una truculenta e del tutto improbabile tragedia con tanto di bandiera dell’ISIS. Il testo del Singspiel è stato “riadattato” al fine di giustificare la regia. Ma quando mai è successo? (Durante la conferenza stampa il sovrintendente ha affermato che si ha spesso un’alterazione del testo nei Singspiel ma a una mia precisa richiesta di citare qualche esempio non è stata data alcuna risposta degna di questo nome). E la pretesa del direttore d’orchestra in conferenza stampa che si tratti nonostante tutto di una Liebesgsechichte quando tutto è morte, sangue e violenza è solo una pietosa quanto insostenibile affermazione che avrebbe un senso solo nel caso della versione originale del testo. Anche l’affermazione del sovrintendente che il libretto originale contiene molte espressioni violente è priva di fondamento. Tutte le frasi “violente” sono in realtà giocose e paradossali alla stregua della famosa “tagliatele la testa” della regina di Alice in wonderland. Lo spirito originale del testo è quello, in voga a quel tempo, della turquerie ovvero quello della presa in giro di un mondo lontano con usi e costumi astrusi. Qualcuno riesce comunque a immaginarsi la regia di un Macbeth in cui il protagonista esce vittorioso nonostante i  suoi assassini, la foresta di Dunsinane marcia all’indietro e MacDuff nasce da un uomo? Insomma qui non è la regia che ha “interpretato” l’opera ma semplicemente ne ha creato un’altra utilizzando in modo parassitico le arie di Mozart con musica e arie che nulla hanno a che vedere con la strampalata impostazione registica. Qualcuno riesce poi a immaginarsi un “foreign fighters” dell’ISIS (Osmino) che canta nella sua prima aria  Trallallera Trallalera ….  E affermare come ha fatto il “massmediologo” (che orribile parola in italiano!) Grandi che chi assiste al Ratto non può non pensare all’ISIS, è affermazione ridicola che solo chi non ha visto mai l’opera e non ha mai letto il suo libretto (quello vero, non quello imbarbarito dal regista) può impunemente fare. E comunque suggerisco di leggere l’intervista al sovrintendente riportata dal Resto del Carlino : roba da non credere!
ratto4
Credevo che il fondo per una regia del Ratto fosse stato toccato da Rodrigo García a Berlino ma qui siamo ben oltre, siamo davanti a una pura e semplice follia di gusto ignobile: al peggio non c’è mai limite e qui siamo nel cocìto della regia. E basta una volta per tutte con questi “innovatori” del piffero che per un briciolo di pubblicità, non importa se negativa, non esitano a massacrare capolavori  mondiali: che nostalgia per le eleganti,  artistiche e stilisticamente perfette regie strehleriane (ma anche recentemente di Martone)! Senza dimenticare Ronconi.  E sia chiaro: qui non si tratta di rifiutare aprioristicamente regie innovatrici (ricordo sempre una regia del Romeo and Juliet a Shaftesbury on Avon della RSC trasposta in ambiente mods. Ma era semplicemente perfetta!) ma di distinguere senza reticenze fra regie belle, brutte e ignobili. Qui tutto è semplicemente unerträglich (lo dico in tedesco perché il regista capisca il mio pensiero, se mai leggerà questo post, ma la frase giusta sarebbe Was ist diese Scheisse? come fu urlato nel giugno 2016 a un Tristan und Isolde della Deutsche Oper di Berlino). E quindi non è difficile capire perché il Musikfest Bremen abbia rinunciato a proporre questa infamia stupidamente provocatoria presentando quindi l’opera in forma di oratorio e lasciando il posto allo sgangherato teatro comunale di Bologna che in questo modo è riuscito ancora una volta a superare sé stesso negativamente. Si potrebbe, di grazia, sapere quanto è costato questo “allestimento” alle disastrate casse del teatro? E di fronte a queste scelte perché il comune (dove è a proposito in generale l’assessore alla cultura Gambarelli – presente solo alla “prima”? Non era presente alla discussione sul Ratto nè alla conferenza stampa, ma che aveva da fare? Viene regolarmente alle manifestazioni musicali o latita come il certamente non rimpianto Ronchi? Se non è puro spirito – e qualche dubbio serpeggia nell’aria – batta un colpo…) continua a finanziare con i soldi dei contribuenti un teatro autoreferenziale, costantemente sull’orlo del baratro, del tutto indifferente ai diritti degli spettatori paganti? E’ chiaro che i vertici del teatro e il comitato di indirizzo non sono all’altezza del loro compito (e ce li teniamo ohimè fino al 2020 a meno che non intervenga un auspicato deus ex machina che però – si spera – non sia Ezio Bosso che sarebbe il classico passaggio dalla padella alla brace!), sono autoreferenziali e di scarsissima competenza (e non parlo a vanvera: leggere i CV dei componenti del comitato di indirizzo – salvo una!). Nessun dissenso? Nessuna dimissione? In questo non raccontabile contesto come é possibile dare un giudizio sereno su direzione e canto? I cantanti hanno dimostrato chiaramente la difficoltà di cantare in contesto così ostile. La prova migliore è certamente quella di Osmino (Mika Kares), un basso dalla voce possente e dalla figura imponente. Konstanze (Cornelia Goetz) è dotata di una voce che al salire verso i toni alti mostra vieppiù un’emissione aspra e che dà il meglio di sé nei toni intermedi. Dopo una prima aria da dimenticare migliora nel corso dell’opera. Belmonte (Bernard Berchtold) è la voce più debole del cast, voce sottile e dall’agilità discutibile, mentre Blonde (Julia Bauer) é – fra  i quattro protagonisti – quella dotata dei mezzi vocali migliori. Pedrillo (Johannes Chum) è un buon professionista. La direzione di Nikolaj Znaider (che apparentemente rivedremo ancora al Comunale di Bologna in altre situazioni)  fa quello che può in un contesto disastrato.

ratto-2

Al grido di “famolo strano“avrei in ogni modo qualche suggerimento per la prossima regia “creativa” del Ratto: Belmonte e Pedrillo padre e figlio con rapporti omosessuali incestuosi, Konstanze e Blonde etere lesbiche, il pascià transgender tenutario di una casa di tolleranza dedita al commercio di droga e Osmino come pusher e protettore che procaccia affari al pascià. Poi sostituirei la celebre aria “Martern aller Arten” con “Io, tu e le rose” cantata da Orietta Berti in calzamaglia retata e inserirei anche per sovrammercato un paio di brani di Zucchero Fornaciari come arie aggiuntive tanto per gradire. Per i testi del Singspiel  perché non inserire anche qualche sboccata zirudella bolognese? Tanto se tutto è possibile….
Vanno citate in questo contesto anche le misure di sicurezza prese dal teatro (metal detector, polizia etc.) a dimostrazione che la direzione era consapevole che la insulsa regia aveva anche il difetto di apparire provocatoria e quindi suscitare l’interesse di qualche esaltato. In tutto questo contesto potenzialmente rischioso rientra sicuramente il forfait dato da Mert Sungu (Pedrillo) sostituito da Johannes Chum e probabilmente quello di Maria Grazia Schiavo (Konstanze) sostituita da Cornelia Goetz.

ratto-3

Un pubblico non rarefatto, come si temeva a causa della ambientazione dell’opera, ha dimostrato però di non gradire affatto questa produzione: pochissimi e stentati applausi al termine delle arie e un applauso finale ridotto al minimo, nonostante gli sforzi della clacque. L’opinione rilevata fra il pubblico è stata che lo spettacolo non è provocatorio ma semplicemente noioso e prolisso oltre che – ovviamente – assolutamente improbabile. E certamente di pessimo gusto è la scena della finta esecuzione con bandiera dell’ISIS e fotografo che ricorda in modo irriverente quanto purtroppo avviene nella realtà. E altrettanto sgradevole è il finale con le teste mozzate scaraventate da Osmino ai piedi del Pascià (rispetto alla versione di Aix en Provence qui non ci si è risparmiati nulla). Insomma è stata la noia a farla da padrone in un contesto improbabile e pretenzioso: neppure la supposta provocazione ha avuto un qualche effetto.
Per terminare confesso di avere un rimpianto ovvero quello di non avere assistito al Ratto dal loggione per potere urlare Buhh e Buffone a perdifiato visto che farlo in platea (come ho fatto recentemente) pare urtare la sensibilità perbenista del pubblico bolognese. Ricordo a costoro che il silenzio o anche il mancato esplicito dissenso è sempre interpretato come assenso… Rimpiango uno sventurato (registicamente) Ring di Bayreuth nel quale il regista, dopo una messa in scenza demenziale, osò fare capolino dalle quinte del teatro salvo battere in precipitosa ritirata subissato da una salva di fischi e altre manifestazioni di dissenso plateali.
PS Ma l’inaugurazione della stagione d’opera non doveva essere diretta da Mariotti o il nostro ha preferito non essere associato a questo ignobile spettacolo…? E siccome al peggio non c’è limite nel libretto di sala è citato Ezio Bosso come “Direttore ospite principale (principale, sic!) “. Il teatro comunale è diventato un teatro allo sbando, un circo, un  baraccone alla Schikaneder, senza che nessuno si vergogni ricordando che ha avuto nel passato direttori come Celibidache, Chailly, Thielemann, Gatti etc.  e attualmente un ottimo professionista come Mariotti.
SadSadSadSadSad
Cast
Selim, pascià
Karl-Heinz Macek
Kostanze, amante di Belmonte
Cornelia Goetz
Blonde, cameriera di Kostanze
Julia Bauer
Belmonte
Bernard Berchtold
Pedrillo, servitore di Belmonte
Johannes Chum
Osmin
Mika Kares
Produzione del Teatro Comunale di Bologna con Aix en Provence Festival e Musikfest Bremen
Direttore
Nikolaj Znaider
Regia
Martin Kušej
Scene
Annette Murschetz
Costumi
Heide Kastler
Luci
Reiner Traub
Assistente alla regia
Herbert Stoeger
Maestro del Coro
Andrea Faidutti
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Radu Lupu- Bologna Musica Insieme 16 Gennaio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Due sono le caratteristiche che vengono in mente ascoltando  gli attuali concerti di Radu Lupu: serenità e rarefazione. Lupu è uno dei pochissimi esecutori che nel tempo ha sempre più esaltato le proprie caratteristiche rifuggendo dalla tentazione che coglie tanti concertisti ovvero quello di non fare i conti con il tempo che passa e che costringe l’ascoltatore a ingenerosi e necessariamente spiacevoli confronti con il passato. Lupu ha trasformato – per così dire – la quantità in qualità ed è quindi in grado di affrontare passaggi anche tecnicamente impegnativi senza più lo smalto di un tempo ma arrotondandone gli spigoli, sottolineandone gli aspetti musicali più che quelli virtuostistici e fornendo quindi una prospettiva altrettando significativa. Un caso emblematico si è avuto nel secondo tempo della fantasia schumanniana, tutta basata sul tempo puntato tanto caro al compositore tedesco e segnatamente alla fine del brano dove alcuni salti sono di difficile esecuzione anche per i più agguerriti “giovani leoni”.  Anche chi è a conoscenza del brano non ha avuto difficoltà ad accettare l’interpretazione di Lupu e a perdonargli qualche imperfezione, un peccato del tutto veniale per un esecutore di quasi 72 anni. Rarefazione vuol dire sublimazione: Lupu è insuperato maestro nelle sfumature, nel tocco misurato stilisticamente perfetto, sia che esegua un capolavoro romantico come la fantasia schumanniana o che scelga di interpretare i non esaltanti brani di Čajkovskij (alcuni dei quali normalmente eseguiti come bis e segnatamente il primo e il sesto). E serenità sta a significare che Lupu non ha più nulla da dimostrare e che quindi può eseguire in totale assenza di ansia da prestazione. Qualche scelta naturalmente è discutibile e in particolare l’incipit del terzo tempo della fantasia, nel corso del quale un tempo lentissimo unitamente a una sonorità quasi impercettibile ha in parte impedito di seguire il sottilissimo ordito musicale del brano. Una scelta coerente con l’impostazione di Lupu ma non necessariamente del tutto felice. Impeccabile l’esecuzione delle variazioni di Haydn. Un bis e come poteva non essere l’amatissimo Schubert in uno dei suoi improvvisi?  Non all’altezza di altri casi l’introduzione di Maria Chiara Mazzi, dove il tentativo di trovare un impossibile filo conduttore comune ai brani scelti ha mostrato tutta l’artificiosità dell’impostazione.
HappyHappy
Programma:
Franz Joseph Haydn Andante con 2 variazioni e coda in fa minore-maggiore Hob. XVII:6
Robert Schumann Fantasia in do maggiore op. 17
Pëtr Il’ič Čajkovskij Le stagioni, 12 pezzi caratteristici su epigrafi liriche di vari autori op. 37b
 Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Recensioni, Sinfonica

Michele Mariotti – Teatro Comunale Bologna 13 Gennaio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.word press.com

Un bel concerto con l’unico difetto di un programma troppo impegnativo come lunghezza. Coadiuvato  da Alessandra Marianelli soprano, Raffaella Lupinacci mezzosoprano,  Alessandro Luciano tenore, Anicio Zorzi Giustiniani tenore e Michele Pertusi basso, e con un coro del teatro in particolare forma, la messa di Schubert è risultata in tutta la sua articolazione e bellezza. Difficile dare un giudizio sui “soli” data la loro esigua parte ma certamente anch’essi si sono integrati perfettamente nell’esecuzione. E per una volta l’orchestra del teatro ha fornito un prova maiuscola (che speriamo possa ripetersi in futuro) guidata con mano sicura da Mariotti che ha colto tutte le sfumature della partitura Schubertiana. Quanto alla sinfonia di Bruckner, caratterizzata come in tutte le sue opere da una gigantiasi che spesso rende difficile seguirne il filo, si può affermare che l’esecuzione è stata di buona qualità ma certo inferiore a quella schubertiana. Personalmente resto convinto che sia un errore proporre un concerto senza solisti. Un buon successo comunque (non clamoroso) di pubblico. Da notare che per il 30% la sala era vuota e chi ha un certo numero di primavere sulle spalle ricorda perfettamente che in un passato dei concerti sinfonici se ne facevano due turni (A e B): dice niente tutto questo?
HappyHappy
Programma
Franz Schubert   Messa n.6 in Mi bemolle maggiore, D 950
Anton Bruckner  Sinfonia n.1 in Do minore WAB 101
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Maurizio Pollini – Teatro Comunale Bologna 9 Gennaio 2017

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.word press.com

Come per il concerto di Radu Lupu (v. mio post dell’8 Aprile 2014) ci si avvicina sempre ai concerti di questi “mostri sacri” con il timore di non ritrovare per motivi anagrafici quella qualità eccelsa che ha contraddistinto nel passato le loro performances. È questa la ragione che ha spinto A.Brendel a concludere qualche anno fa, all’avvicinarsi del suo ottantesimo compleanno, la sua carriera concertistica. Invecchiare consapevolmente è solo da pochi mentre molti (ad esempio Arrau, Cortot etc.) si sono rifiutati di riconoscere i segni dell’età con risultati deludenti. La tecnica pianistica è come la bellezza delle donne: inevitabilmente sfiorisce e non c’è lifting che possa farla rifiorire. Ecco, collocherei Pollini in una sorta di limbo a metà strada fra i due estremi. Un concerto piuttosto breve (un’ora di musica al posto dei 90 minuti di prammatica) che ha trovato i momenti migliori negli amatissimi, brevi brani di Schönberg e che in tutte le sonate beethoveniane ha messo in luce ancora una volta la perfetta cifra stilistica con cui il pianista milanese affronta il repertorio del compositore di Bonn. Una interpretazione musicalmente perfetta purtroppo non sempre sorretta da una tecnica immacolata che comunque il pubblico bolognese ha sostenuto con un caldo e affettuosissimo applauso, un giusto tributo al pianista che a partire dagli anni ’70 e per molti decenni è stato – a mio parere – al vertice assoluto del pianismo mondiale. Un riconoscimento che certamente ha commosso Pollini che ha concesso (cosa rara ormai) due bis.
HappyHappy
Programma
Ludwig van Beethoven  Sonata n. 8 in do minore op. 13 – “Patetica”
Arnold Schönberg Drei Klavierstücke op. 11, Sechs Kleine Klavierstücke op.19
Ludwig van Beethoven Sonata n. 24 in fa diesis maggiore op. 78, Sonata n. 23 in fa minore op. 57 – “Appassionata”
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Recensioni

Concerto di capodanno – Sydney opera house

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Non chiedetemi i nomi e il programma dell’ineffabile concerto tenutosi il 31 Dicembre. Una sorta di rivisitazione in chiave kitsch e sgangherata dei famosi concerti “Martini e Rossi” che chi ha un certa età ricorderà di sicuro. Una accozzaglia di cantanti sgangherati (a parte una mezzosoprano serba che ha cantato però una sola aria) si è esibita in una serie di arie celebri massacrandole senza pietà per un pubblico di bocca buonissima disposto ad applaudire anche il raglio di un asino (vocino a me una Frau tedeca si è spellata le mani mentre io mantenevo un silenzioso dissenso). Un tenore coreano che nel controcanto della celebre aria de “La traviata” non ha azzeccato una singola nota. Il concerto era “abbellito” da luci  multicolori come in una recita di avanspettacolo e alla fine è stato coronato da un lancio di coriandoli rossi sparato dalle quinte. Non contenti gli organizzatori hanno deciso di terminare la pagliacciata con un can-can sfrenato (sempre di “cani” si trattava…) che naturalmente ha fatto venire giù la sala gremita in tutti gli ordini di posti.  OK: al cattivo gusto non c’è limite e i nostri concerti europei al confronto sono una parata di cultura e buon gusto. Pazienza: una serata costosissima per fortuna allietata dopo il concerto da dei magnifici fuochi artificiali. Ma: never never again!
SadSadSad
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Operistica, Recensioni

Werther- Bologna Teatro comunale 15 Dicembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Come sempre succede il libretto del Werther è una trista riduzione del bellissimo romanzo di Goethe Die Leiden des jungen Werthers : ma si sa, è impossibile trasporre in un libretto tutte quelle sfumature e considerazioni che in un romanzo sono presenti, come accade anche per i grandi drammi teatrali (i.e. Othello, Don Carlo wtc.). E la bella musica di Massenet non riesce comunque a recuperare una storia che così trasformata appare del tutto priva di senso, unitamente all’improbabile tempo che impiega Werther a esalare l’ultimo respiro dopo avere avuto la forza di cantare per un buon quarto d’ora (qualcuno ha ipotizzato che in realtà si sia sparato a un piede!).  Ciò detto va invece lodata la bella regia di Rosetta Cucchi e le scene di Tiziano Santi; finalmente una messa in scena che riflette il milieu in cui è ambientato il romanzo evitando quelle ridicole forzature cui alcune regie “creative” del teatro Comunale ci hanno purtroppo abituato e che – stando alle voci che corrono – ritorneranno  ohimè a partire dal Ratto dal serraglio che aprirà la stagione 2017. Ben venga quindi una regia misurata e  intimistica che riflette l’ambiente piccolo borghese  e le insuperabili convenzioni in cui si svolge l’azione scenica e che sottolinea correttamente il dramma dei due protagonisti. L’amatissimo dal pubblico bolognese Juan Diego Florez nel ruolo di Werther ha offerto una bella prova piagata inesorabilmente però dal tono freddo e metallico della sua voce, un limite insuperabile del tenore peruviano. Una bellissima sorpresa è invece venuta dalla Charlotte di Isabel Leonard che ha offerta una prova di eccellenza con un unico neo della parte finale del primo duetto del secondo atto. Un peccato veniale a fronte di una voce calda e drammatica che ha sempre trovato la misura giusta nel corso della sua performance: una voce che vorremmo risentire al teatro Comunale di Bologna. E un plauso anche alla fresca e spiritosa Sophie di Ruth Iniesta. Nella norma gli altri comprimari. E per una volta anche l’orchestra del teatro ha fornito una bella prova sotto una direzione vigorosa e allo stesso tempo romantica di Michele Mariotti. Insomma un bello spettacolo che ha in qualche modo risarcito gli spettatori di una stagione non certo indimenticabile (o forse indimenticabile ma per motivi non proprio positivi….). Teniamo le dita incrociate per la stagione 2017!
PS In una versione precedente di questo post avevo scritto erroneamente Das Leiden… anzichè Die Leiden .. Devo al prof. G.C.Barozzi la segnalazione
HappyHappy
Cast
Werther
Juan Diego Florez
Le Bailli
Luca Gallo
Charlotte
Isabel Leonard
Albert
Jean-François Lapointe
Schmidt
Alessandro Luciano
Johann
Lorenzo Malagola Barbieri
Sophie
Ruth Iniesta
Brühlmann
Tommaso Caramia
Kätchen
Aloisa Aisemberg
Clara
Susanna Boninsegni
Fritz
Carlo Alberto Brunelli
Gretel
Irene Cavalieri
Hans
Diego Bolognesi
Karl
Pietro Bolognini
Max
Marco Conti
Mimi bambini
Gioele Corvino, Eleonora Dodi, Anna Montaguri, Cecilia Pagliaro, Nicolò Rossi, Carlotta Tilli
Direttore
Michele Mariotti
Regia
Rosetta Cucchi
Scene
Tiziano Santi
Costumi
Claudia Pernigotti
Luci
Daniele Naldi
Maestro del Coro Voci Bianche
Alhambra Superchi
Nuova produzione del TCBO
Orchestra, Coro, Coro di Voci Bianche e Tecnici del TCBO
 

Apology:  i
n some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Concerto Köln Carmignola- Bologna Musica Insieme 12 Dicembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

L’ennesima formazione barocca “filologica” (archi barocchi, niente tiracantini, faticosa accordatura con bischeri, violoncelli fra le gambe etc. etc – uffa che noia direbbe Don Bartolo,,,,) difficile da giudicare. Qualità accettabile ma nulla di più. Deludente invece la prova di Giuliano Carmignola. La tecnica non è più quella di un tempo, il suono lascia a desiderare, c’è una spasmodica ricerca della velocità a fini virtuosistici che nulla ha a che fare con una esecuzione “filologica” e che porta a non poche imprecisioni. Soprattutto è stato nel concerto di due violini di Bach che gli errori di impostazione si sono fatti sentire. Il concerto è di impostazione esattamente simmetrica mentre nella esecuzione di Carmignola e del Concerto Köln vi è stato un clamoroso squilibrio fra i due violini. Carmignola “spara” sempre con un volume di suono che sovrasta il suono più flebile della Konzertmeisterin dell’ensemble barocco: un errore imperdonabile che ha snaturato il bellissimo concerto. Gli stessi  tipi di errore si sono avuti nelle altre due esecuzioni che hanno visto Carmignola come solista. Insomma un concerto deludente e anche ormai un po’ ripetitivo: di insiemi barocchi ne abbiamo avuti a sufficienza! Naturalmente successo del pubblico di bocca buona di Musica Insieme che come sempre ha applaudito la musica senza capire assolutamente nulla dell’esecuzione. Buon per  loro (cuor contento il ciel l’aiuta…)! Un plauso – una volta tanto!- all’introduzione di Maria Chiara Mazzi che anziché tentare un’impossibile esegesi dei brani eseguiti ha ricordato i presupposti della nascita del concerto.  Finalmente un po’ di buon senso!

SadSad

Programma
Pietro Antonio Locatelli Concerto Grosso in sol minore op. 1 n. 12
Charles Avison Da 12 Concerti in sette parti dalle Sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti: Concerto XI in sol maggiore
Johann Sebastian Bach Concerto in re minore BWV 1043 per due violini, archi e continuo
Benedetto Marcello Sinfonia in re maggiore dall’oratorio Gioàs
Johann Sebastian Bach Concerto in la minore BWV 1041 per violino, archi e continuo, Concerto in mi maggiore BWV 1042 per violino, archi e continuo
 

Apology:  i
n some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Rassekhi Carmarino – Bologna Filarmonica 7 Dicembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Nella sequenza di respirazioni “bocca a bocca” per trovare fondi per la resurrezione dell’orchestra Mozart il violista Rassekhi dell’orchestra Mozart  e il pianista Carmarino hanno eseguito un programma nutrito. Diciamo subito che l’esecuzione della viola nei primi due brani non è stata impeccabile, soprattutto nell’ “Arpeggione”, notoriamente una delle sonate più difficili per violoncello. Non sono in grado di dire se la stessa difficoltà si riscontra nella trascrizione per viola ma in ogni caso il risultato non è stato di certo stratosferico. Qualche incertezza anche nel secondo brano dei Märchenbilder peraltro di buona esecuzione. Il brano maggiormente riuscito è stato certamente la sonata di Šostakovič, l’unico esplicitamente scritto per la viola nel quale Rassekhi ha saputo trovare le sonorità giuste. Di buona qualità il pianismo di Carmarino ma in toto il concerto non si può certo annoverare fra quelli memorabili
 SadHappy
Programma
F. Schubert Sonata in la minore “Arpeggione” D821
R Schumann Märchenbilder op. 113
D. Šostakovič Sonata per viola e pianoforte op.147

Apology:  i
n some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Recensioni, Sinfonica

Mariotti Hamelin – Bologna Manzoni 3 Dicembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Marc-André Hamelin è concertista di primissimo ordine ingiustamente finora trascurato dalle organizzazioni bolognesi (drammaticamente conservatrici – non uso l’aggettivo provinciale perché rimproveratomi da una lettrice…)  di cui ricordiamo una magistrale esecuzione (disponibile su CD)  del secondo concerto per pianoforte e orchestra di Brahms con la direzione di Andrew Litton e la Dallas Simphony Orchestra. Nel concerto di ieri sera ha ancora una volta dimostrato le proprie doti. Dotato di un pianismo che nulla concede agli effetti speciali la sua esecuzione ha scavato a fondo nel significato musicale del quarto concerto con una esecuzione che ha ricordato da vicino il pianismo di Alfred Brendel. Tecnica raffinatissima ma sempre all’esclusivo servizio dell’interpretazione con una dinamica dei suoni che ha permesso di apprezzare in tutte le sue dimensioni gli aspetti più profondi della partitura senza alcuna sbavatura in tutti e tre i tempi. Di questo approccio se ne è avuta una prova fin dai primi accordi di apertura del primo tempo. In un’esecuzione che non esito a definire perfetta l’unico neo sono state le due cadenze del primo e dell’ultimo tempo, composte da Hamelin, i cui influssi para-jazzistici poco e nulla hanno avuto a che vedere con lo spirito del concerto e nei quali – a differenza di quanto ci si deve aspettare in una cadenza – i temi dei tempi cui esse facevano riferimento, sono risultati quasi inesistenti rompendo il discorso musicale con  una cesura francamente da evitare. L’interesse jazzistico del pianista è stato anche rimarcato dai due bis (di autore a me ignoto ma forse dello stesso Hamelin). Un esecutore, comunque di altissimo livello che  dobbiamo augurarci di potere risentire quanto prima in un  recital solistico.  Di ottima qualità l’esecuzione della quinta sinfonia di Beethoven, soprattutto nell’ultimo tempo e nella sua misteriosa  introduzione  mentre un po’ meno significativo è risultato il primo tempo. Non giudicabile il breve brano mahleriano. Ovviamente Michele Mariotti cerca di ottenere il meglio dall’orchestra del teatro comunale i cui limiti sono ben noti e nella quale ancora una volta per due volte (nel primo tempo del concerto e della sinfonia) la sezione dei corni ha lasciato a desiderare.
HappySadHappy
Programma
Gustav Mahler Blumine
Ludwig van Beethoven  Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra in sol maggiore Op. 58
Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67

Apology:  i
n some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Viviana Lasaracina – Bologna Conoscere la musica 1 Dicembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Dotata di una tecnica di prim’ordine Lasaracina affronta senza difficoltà partiture impervie senza tralasciare di sottolineare (non sempre) gli aspetti musicali presenti. Il suo entusiasmo la porta talvolta ad esagerare e quindi a commettere errori (in realtà in numero molto contenuto) che potrebbe facilmente evitare. Il suo è un pianismo esuberante che poco lascia all’introspezione, peraltro non misurabile in un repertorio tutto di origine russa. Di ottima qualità l’esecuzione del brano di Rachmaninov (autore molto amato come risulta anche dall’unico bis concesso, il suo più famoso Momento musicale) mentre forse due trascrizioni virtuosistiche in un solo concerto sono troppe, anche perché più che di trascrizioni si tratta di “rielaborazioni” a metà fra la trascrizione classica e la parafrasi di stampo Lisztiano. Brani di gusto discutibile ma ottimi per mettere in risalto le potenzialità tecniche della giovane pianista. Analogamente buona l’interpretazione della sonata di Scriabin nella quale però è mancato il lato (sempre presente in questo autore) di origine postromantica.  Una pianista che vorremmo risentire in un repertorio più articolato per potere meglio valutarne le doti interpretative e la sensibilità musicale su un ventaglio di autori meno culturalmente ristretto.
HappySadHappy
Programma
S. Rachmaninov  Variazioni su un tema di Corelli op. 42
P.I. Tchaikovky/M.Pletnev Suite dal balletto “Lo schiaccianoci”
A. Scriabin Sonata n.3 in fa diessis minore op. 23
I. Stravinky/G.Agosti Suite da “L’uccello di fuoco”

Apology:  i
n some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Accademia bizantina -Galou- Bologna Manzoni 28 Novembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Il concerto, a favore della fondazione FACE3DBo, si presenta subito come un’occasione mondana con un pubblico (confinato solo in platea) largamente composto da persone che mai hanno calcato una sala da concerto, con tutte le ovvie conseguenze. Circondato da tre signorine sulla trentina sono stato massacrato da telefonini accesi, chiacchiere etc. etc. Addirittura la signorina al mio fianco ogni minuto accendeva il telefonino in modo compulsivo come in preda a una crisi di astinenza senza averne alcun motivo. Le due signore nella fila dietro hanno a lungo commentato la bellezza della sala in cui non erano mai state e oltre non mi dilungo perché credo che l’atmosfera da “parvenus” sia chiara.  Purtroppo la maleducazione di cui sopra si riscontra anche nei concerti “normali” senza che vengano prese contromisure adeguate (e che sarebbero assolutamente possibili, solo che manca la volontà politica come nel caso di Musica Insieme o all’opera al Comunale). Ma veniamo al concerto. L’accademia bizantina è una buona formazione con una volontà esasperata di esecuzione filologica: ne fanno fede la presenza di archetti allungati e strumenti come la viola da gamba, il contrabbasso barocco etc. ma anche l’assenza dei tiracantini negli strumenti ad arco. L’uso solo dei bischeri impone lunghe e snervanti sessioni di accordatura senza che nessun vantaggio acustico se ne tragga: solo  un effetto scena di cui si potrebbe benissimo fare a meno. Mediamente il complesso suona bene. Ma del tutto inadeguato è risultato il primo violino nell’esecuzione de “Le quattro stagioni”, con evidenti incidenti di percorso, un suono spesso stridulo e, nel complesso, il tentativo di stupire il pubblico con velocità esasperate a scapito della musicalità. Insomma un’esecuzione da dimenticare. E non meglio sono risultate le arie interpretate dal contralto: una voce piccola piccola ed opaca e con una agilità certamente non prim’ordine. Da stigmatizzare anche  l’assenza dei testi delle arie nel programma. Un’aria viavaldiana come bis finale.
SadSad
Programma
 W.F. Bach Concerto per clavicembalo in fa mniore
A. Vivaldi Aria “Agitata infido flatu”
N. Jommelli Aria “Prigionier cha fa ritorno”
A. Vivaldi Aria “D’un bel viso”
A. Vivaldi Le quattro stagioni

Apology:  i
n some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

S.Paul Chamber Orchestra Kopatchinskaja – Musica Insieme Bologna 21 Novembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi
Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com
Un concerto da vedere oltre che da ascoltare con luci che si spengono ad esempio per il Canto bizantino con la Kopatchinskaja che recita il testo di Der Tod und das Mädchen, il tutto in una sequenza di brani arbitraria e con una “trascrizione” per orchestra d’archi del celebre quartetto di Schubert, che in larga misura non è altro che lo stesso quartetto in cui le parti sono replicate. Un’operazione di cui non si sentiva proprio il bisogno anche per il fatto che l’equilibrio quasi perfetto fra i vari strumenti della versione schubertiana viene qui alterato trasformando il tutto in una sorta di concerto per violino ed archi. La sete di novità fa brutti scherzi. Ciò detto va riconosciuta la verve e la tecnica eccellente della Kopatchinskaja (sottolineata anche da una mimica facciale e corporale non comune) anche se il suono nel concerto di Mendelssohn è risultato in alcune parti un po’ debole.  Una violinista che vorremmo riascoltare in un concerto più tradizionale, ad esempio violino e pianoforte o nell’esecuzione di brani puramente solistici come sonate e partite di Bach o nelle sonate di Ysaye. Ottima la qualità  del complesso della St.Paul Chamber orchestra. Naturalmente ottimo successo di pubblico (e quando mai il contrario a Musica Insieme?).
 SadHappySad
Programma
G. Klein Partita per archi (arrangiamento di V. Saudek)
F. Mendelssohn Concerto in re minore op. post. per violino e archi
Anonimo  Canto Bizantino sul Salmo 140 (arrangiamento per archi di P. Kopatchinskaja)
F. Schubert Lied La morte e la fanciulla in re minore D 531 (arrangiamento per archi di M. Wiancko)
J. Dowland Da Lachrimae or Seaven Teares: Lachrimae Antiquae Novae per quintetto d’archi
G. Kurtág Ligatura – Message to Frances-Marie (The Answered Unanswered Question) op. 31b (seconda versione) per archi e celesta
Da Kafka Fragments op. 24: Ruhelos per violino solo
F.Schubert Quartetto in re minore D 810 – La morte e la fanciulla (arrangiamento per violino e archi di P. Kopatchinskaja) 
Blogposts translations are available!Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
 NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Bostridge Drake – Bologna festival 16 18 20 Novembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Che Bostridge sia un inglese doc lo si potrebbe intuire dalla figura e dall’abito un po’ stile mod: alto, allampanato, dinoccolato e magro  (“come una saracca” si direbbe a Bologna); rispetto a qualche anno fa vestito un po’ più elegante (ma rigorosamente senza cravatta) e senza cantare con una mano in tasca. Tre concerti di qualità anche se è difficile capire perché non tutte le tre raccolte schubertiane siano state eseguite. Finalmente un interprete liederistico che richiede che il coperchio del piano sia solo parzialmente aperto per non coprire (come spessissimo accade) la voce in una sala che quanto ad acustica lascia molto a desiderare. Grande vocalità ma anche una chiara mancanza di esperienza teatrale operistica che è però parte importante di un concerto di Lieder come comprovato – ad esempio – dal grande concerto tenuto da Michael Schade alla Scala o dai concerti di Angelika Kirchschlager e di altri interpreti abituati a calcare i palcoscenici operistici. Questo nulla toglie, ovviamente, all’interpretazione vocale di Bostridge cui manca anche, però, una corretta pronuncia della lingua tedesca (grave nel caso del Lied). Insomma tre grandi concerti il cui programma è però risultato sbilanciato venendo a mancare l’integrale del Schwanengesang a favore di un concerto variegato con l’impiego del corno (un’ottima esecuzione del cornista Alessio Allegrini): una scelta interessante ma stranamente ingiustificata (o forse dettata dal noto e miope timore degli organizzatori che i concerti liederistici possano ricevere poca attenzione). Venendo alle tre serate possiamo affermare che la vocalità di Bostridge è di prim’ordine così come di prim’ordine è la resa multiforme del mondo Schubertiano, coadiuvato in questa impresa dall’ottima qualità del pianista Julius Drake e del cornista  e dall’affiatamento fra gli esecutori (ovviamente principalmente il pianista). Interessante anche il melologo di Britten, autore molto amato da Bostridge. Purtroppo l’acustica della sala non ha permesso a chi era nelle ultime file di udire la parte recitata del melologo e in tutte  e tre le serate il non avere distribuito i testi (se non acquistando a caro prezzo l’intero programma del Bologna Festival – al termine della stagione!) è una forma di provincialismo che non ricorre nelle sale da concerto di qualità. Grande successo di pubblico: il salone Bolognini era praticamente pieno a riprova che il Lied non è un genere disprezzato dal pubblico bolognese (vero Musica Insieme…) quando l’interprete è di qualità. Nel caso di Bostridge va anche aggiunto che il cantante è ormai anche una star mediatica cui ovviamente si perdona tutto, magari non essendo facile per il pubblico in Italia un confronto con altri interpreti. Ma ben venga il glamour se porta il grande pubblico ad apprezzare appieno un genere purtroppo poco praticato in Italia. Insomma speriamo bene per un genere musicale così trascurato nel nostro paese…
 Happy
Programma
F. Schubert  Die schöne Müllerin op.25 D.795
F. Schubert  Winterreise op.89 D.911
R. Schumann Liederkreis op.24
F. Schubert Auf dem Strom op.119 D.943 per voce, corno e pianoforte
F. Schubert  Lieder da Schwanengesang D.957
R.  Schumann Adagio e Allegro op.70 per corno e pianoforte
B. Britten  The Heart of the Matter per voce, corno e pianoforte
Blogposts translations are available!Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
 NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Operistica, Recensioni

Le nozze di Figaro – La scala 2 Novembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Premetto: ho visto l’opera solo in TV con tutti i limiti che ne conseguono. Ma…smorfie, mossette, ammiccamenti, insomma tutto il tipico repertorio dei guitti è ammannito dal regista a profusione in una non memorabile messa in scena scaligera de “Le nozze di Figaro” contestate non senza ragione dal loggione con ripetuti buuh.  Tutto considerato l’avere ridato ai personaggi i costumi dell’epoca era un ritorno che faceva ben sperare (dopo tante regie “creative”) ma i richiami erronei alla splendida realizzazione strehleriana (a partire dalla poltrona nella scena di Cherubino nel boudoir della contessa) hanno soltanto sottolineato l’impostazione velleitaria di questo Figaro. Se il tentativo era quello di resuscitare i crismi della commedia dell’arte si può per lo meno dire che essi mal si sposano con una vicenda che nella sua comicità racchiude problematiche serie che non possono essere totalmente dimenticate in una impostazione totalmente guittonesca. E certamente non sono le figuranti che compaiono in vari momenti a salvare l’impianto anche perchè il loro ruolo è incerto e a me totalmente incomprensibile. Il cast è certamente di prim’ordine anche se la prima aria della Damrau ha denunciato qualche incertezza riscattata comunque nel corso dell’opera e in una magistrale esecuzione dell’aria “Dove sono i bei momenti”. Alvarez è un conte d’Almaviva all’altezza della sua fama. Un po’ sottotono il Cherubino di Marianne Crebassa sia per una emissione vocale non felicissima sia per un “phisique du role” non adeguato e una gestualità artificiosamente impacciata. Tutti gli altri interpreti di ottima qualità a partire dalla Susanna del soprano di colore (finalmente!) Golda Schulz. Il direttore Franz Welser-Möst ha guidato l’orchestra dignitosamente in un contesto che non ha certamente facilitato la sua opera. In ultima sintesi uno spettacolo di buona qualità musicalmente ma non all’altezza della Scala per gli aspetti scenici. Peccato!
Sad HappySad
Direttore Franz Welser-Möst

Michele Gamba (19 nov.)

Regia Frederic Wake-Walker
Scene e costumi Antony McDonald
Luci Fabiana Piccioli

CAST

Il Conte Carlos Álvarez
La Contessa Diana Damrau
Figaro Markus Werba
Susanna Golda Schultz
Cherubino Marianne Crebassa
Marcellina Anna Maria Chiuri
Bartolo/Antonio Andrea Concetti
Don Basilio/Don Curzio Kresimir Spicer
Barbarina Theresa Zisser
Contadine Francesca Manzo

Kristin Sveinsdottir

Blogposts translations are available!Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
 NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Luca Rasca – Circolo della Musica Bologna 19 Novembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Luca Rasca è impegnato nell’esecuzione dell’integrale delle composizioni di Chopin e in questo contesto ha eseguito due composizioni praticamente mai inserite in un programma di concerto, una marcia funebre che era a me del tutto ignota e la farraginosa sonata n.1 che è  solo un esercizio da studente. Due brani la cui esecuzione è di difficile valutazione. Ovviamente molto più significative le esecuzioni delle due sonate op. 35 e 58. Luca Rasca è esecutore roccioso, dotato di una buona (non eccelsa) tecnica  (alcuni strafalcioni nei due scherzi e un tempo “contenuto” nello scherzo della sonata op. 58) la quale ha trovato il meglio nell’agilità del quarto tempo dell’op. 58 e che in totale  ha offerto una interpretazione di media qualità. Purtroppo il difetto più evidente è la tentazione (raramente resistita) di suonare tutto troppo forte e la carenza di “respiro” nei brani eseguiti. L’opera di Chopin richiede in molte parti una cantabilità che si appoggia su sfumature con sonorità che vanno dal mf al piano e che sono in larga parte mancate nel concerto di Rasca. Oltre ai cantabili dello scherzo e della marcia funebre dell’op. 35 e al largo dell’op. 58 la cosa è risultata molto evidente nell’ultimo tempo dell’op. 35, una massa sonora che richiede uniformità di sonorità  soffusa con poche, significative sfumature e che nell’esecuzione di Rasca è risultata un mf con alcuni accenti persino f.  Insomma un buon professionista della tastiera che dovrebbe ripensare al mondo chopiniano e alla sua variegata coloratura. Purtroppo il concerto è stato “coronato” da un’esecuzione infame del valzer in do diesis minore dove i difetti suesposti sono risultati persino clamorosi trasformando in certe parti il valzer in una valzerino da café  chantant.
PS Possibile che nelle biografie di molti esecutori ricorra la dicitura “laureato” del concorso tale e talaltro. Che vuol dire “laureato“?  In un concorso o si è vinto un premio oppure si è solamente partecipato. Laureato non vuol dire nulla e serve solo a impressionare – ingiustamente – un pubblico non particolarmente avvertito. Una pessima attitudine.
SadHappySad
Programma
F. Chopin  Marcia Funebre il do. minore (oow)
                    Sonata n. 1 in do minore op.1
                    Sonata n.2 in sib minore op. 35
                    Sonata n. 3 in si minore op 58

Apology:  i
n some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Gabriele Carcano – Quartetto Milano 15 Novembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Avevamo già recensito un concerto di Gabriele Carcano e il concerto tenuto per il Quartetto non può che confermarne il giudizio positivo. Questo giovane interprete alle soglie della maturità (anni 31) ha una sua ben definita dimensione artistica supportata da un’eccellente tecnica. Ne fanno fede le magnifiche interpretazioni delle sonate scarlattiane (una precisione interpretativa e stilistica che ricorda – se possibile in meglio – Grigorij Sokolov) e quelle dei brani brahmsiani, nei quali lo spirito del giovane Brahms viene messo in perfetto risalto accentuando quelle sfumature che si ritroveranno poi nelle sue ultime composizioni. Un Brahms quasi perfetto, merce rara al giorno d’oggi. Quanto alla sonata beethoveniana (non una delle mie favorite, con l’assenza di un ultimo  tempo e un andante che si protrae eccessivamente in modo ripetitivo) lo stile è stato perfettamente adeguato a quella che viene considerata come l’ultima espressione del secondo periodo. Nessun eccesso nel primo tempo e una grande cantabilità nel secondo.  Forse meno felici sono risultati i brani di Debussy in quanto manca al nostro quel tocco liquoreo che specialmente in Pagodes di Estampes è indispensabile per ricreare le atmosfere sognanti del brano. E lo stesso dicasi per Jardins sous la pluie dove l’aspetto tecnico ha sopravanzato quello misterioso della composizione. Ottima invece l’esecuzione de  L’Isle Joyeuse a conclusione del concerto che è stato poi coronato da due bis: una mazurka di Chopin e una Gnossienne di Satie, una scelta che indica come un artista maturo e consapevole non abbia bisogno di stupire il pubblico con effetti speciali. Buon successo di un non foltissimo pubblico.
 Happy
Programma
L. V. Beethoven   Sonata n. 27 in mi minore op. 90
J. Brahms             Sedici variazioni su un tema di Schumann op. 9
                               Scherzo in mi bemolle minore op. 4
D.Scarlatti           Sonate K 1, K 197, K 278, K 492
C. Debussy          Estampes
                              Masques
                              L’Isle Joyeuse
Blogposts translations are available!Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
 NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard
Cameristica, Recensioni

Haochen Zhang – Circolo della musica Imola 11 novembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Dalla fucina cinese ecco un giovane veramente di grandissima qualità di cui non si può dire che bene. A differenza di molti suoi compatrioti tutti muscoli e poco cervello (senza fare nomi…) Zhang è dotato di finissima sensibilità musicale capace di rispettare appieno gli stili dei brani eseguiti pur disponendo di una tecnica d’acciaio (credo che in tutto il concerto una, una sola nota non sia stata perfetta). Mai soggiace alla tentazione di eseguire i brani troppo in fretta o con profusione di eccessi. Se ne è avuta una prima prova nelle Kinderszenen schumanniane, un brano (infido per i pianisti) in cui prevalgono gli aspetti intimistici e nel quale il tocco di Zhang ha messo in luce tutta la poetica intima del compositore di Zwickau. Una capacità che si è concretizzata anche nell’Intermezzo op. 118 brahmsiano (il mondo del tardo Brahms esige una sensibilità che raramente si riscontra), e ancor più ne La fille aux cheveux de lin di Debussy eseguiti come bis. Ma a riprova della duttilità dell’interprete sono state rese perfettamente le sonorità brillanti e secche richieste  dalla sonata di Prokof’ev  mentre veramente impressionante è stata la cantabilità ottenuta nella sonata di Chopin (nello scherzo e nella marcia funebre). E’ forse in questa sonata che si è riscontrato l’unico piccolo difetto legato ad alcune sonorità eccessive. Ma trattasi di inezie. Un ulteriore bis per mettere in luce tutte le grandi capacità tecniche: la rivisitazione in chiave virtuosistica della Marcia turca di Mozart, opera (alquanto brutta) del pianista turco Fazil Say (indicazione non mia). Vorremmo risentire questo interprete nuovamente quanto prima (e forse dovrebbero ascoltarlo alcuni “macellai” come Matsuev, grande amico di Putin. Dio li fa poi li accompagna….).
 HappyHappy
Programma

Robert Schumann Kinderszenen op. 15

Fryderyk Chopin Sonata n. 2 op. 35

Sergej Prokof’ev Sonata n. 7

Blogposts translations are available!Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
Apology:  in some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
 NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard