Cameristica, Recensioni

Maurizio Pollini – Teatro Comunale Bologna 9 Gennaio 2017

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Come per il concerto di Radu Lupu (v. mio post dell’8 Aprile 2014) ci si avvicina sempre ai concerti di questi “mostri sacri” con il timore di non ritrovare per motivi anagrafici quella qualità eccelsa che ha contraddistinto nel passato le loro performances. È questa la ragione che ha spinto A.Brendel a concludere qualche anno fa, all’avvicinarsi del suo ottantesimo compleanno, la sua carriera concertistica. Invecchiare consapevolmente è solo da pochi mentre molti (ad esempio Arrau, Cortot etc.) si sono rifiutati di riconoscere i segni dell’età con risultati deludenti. La tecnica pianistica è come la bellezza delle donne: inevitabilmente sfiorisce e non c’è lifting che possa farla rifiorire. Ecco, collocherei Pollini in una sorta di limbo a metà strada fra i due estremi. Un concerto piuttosto breve (un’ora di musica al posto dei 90 minuti di prammatica) che ha trovato i momenti migliori negli amatissimi, brevi brani di Schönberg e che in tutte le sonate beethoveniane ha messo in luce ancora una volta la perfetta cifra stilistica con cui il pianista milanese affronta il repertorio del compositore di Bonn. Una interpretazione musicalmente perfetta purtroppo non sempre sorretta da una tecnica immacolata che comunque il pubblico bolognese ha sostenuto con un caldo e affettuosissimo applauso, un giusto tributo al pianista che a partire dagli anni ’70 e per molti decenni è stato – a mio parere – al vertice assoluto del pianismo mondiale. Un riconoscimento che certamente ha commosso Pollini che ha concesso (cosa rara ormai) due bis.
HappyHappy
Programma
Ludwig van Beethoven  Sonata n. 8 in do minore op. 13 – “Patetica”
Arnold Schönberg Drei Klavierstücke op. 11, Sechs Kleine Klavierstücke op.19
Ludwig van Beethoven Sonata n. 24 in fa diesis maggiore op. 78, Sonata n. 23 in fa minore op. 57 – “Appassionata”
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One thought on “Maurizio Pollini – Teatro Comunale Bologna 9 Gennaio 2017

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Commento impietosamente purtroppo vero.
    Resta il fatto che per Maurizio Pollini faccio molto volentieri un’eccezione a quanto sopra stante la grandissima umanitá del Maestro e il suo rigore morale, personale e sociale.

    Mi piace

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