Cameristica, Recensioni

Bostridge Drake – Bologna festival 16 18 20 Novembre 2016

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Che Bostridge sia un inglese doc lo si potrebbe intuire dalla figura e dall’abito un po’ stile mod: alto, allampanato, dinoccolato e magro  (“come una saracca” si direbbe a Bologna); rispetto a qualche anno fa vestito un po’ più elegante (ma rigorosamente senza cravatta) e senza cantare con una mano in tasca. Tre concerti di qualità anche se è difficile capire perché non tutte le tre raccolte schubertiane siano state eseguite. Finalmente un interprete liederistico che richiede che il coperchio del piano sia solo parzialmente aperto per non coprire (come spessissimo accade) la voce in una sala che quanto ad acustica lascia molto a desiderare. Grande vocalità ma anche una chiara mancanza di esperienza teatrale operistica che è però parte importante di un concerto di Lieder come comprovato – ad esempio – dal grande concerto tenuto da Michael Schade alla Scala o dai concerti di Angelika Kirchschlager e di altri interpreti abituati a calcare i palcoscenici operistici. Questo nulla toglie, ovviamente, all’interpretazione vocale di Bostridge cui manca anche, però, una corretta pronuncia della lingua tedesca (grave nel caso del Lied). Insomma tre grandi concerti il cui programma è però risultato sbilanciato venendo a mancare l’integrale del Schwanengesang a favore di un concerto variegato con l’impiego del corno (un’ottima esecuzione del cornista Alessio Allegrini): una scelta interessante ma stranamente ingiustificata (o forse dettata dal noto e miope timore degli organizzatori che i concerti liederistici possano ricevere poca attenzione). Venendo alle tre serate possiamo affermare che la vocalità di Bostridge è di prim’ordine così come di prim’ordine è la resa multiforme del mondo Schubertiano, coadiuvato in questa impresa dall’ottima qualità del pianista Julius Drake e del cornista  e dall’affiatamento fra gli esecutori (ovviamente principalmente il pianista). Interessante anche il melologo di Britten, autore molto amato da Bostridge. Purtroppo l’acustica della sala non ha permesso a chi era nelle ultime file di udire la parte recitata del melologo e in tutte  e tre le serate il non avere distribuito i testi (se non acquistando a caro prezzo l’intero programma del Bologna Festival – al termine della stagione!) è una forma di provincialismo che non ricorre nelle sale da concerto di qualità. Grande successo di pubblico: il salone Bolognini era praticamente pieno a riprova che il Lied non è un genere disprezzato dal pubblico bolognese (vero Musica Insieme…) quando l’interprete è di qualità. Nel caso di Bostridge va anche aggiunto che il cantante è ormai anche una star mediatica cui ovviamente si perdona tutto, magari non essendo facile per il pubblico in Italia un confronto con altri interpreti. Ma ben venga il glamour se porta il grande pubblico ad apprezzare appieno un genere purtroppo poco praticato in Italia. Insomma speriamo bene per un genere musicale così trascurato nel nostro paese…
 Happy
Programma
F. Schubert  Die schöne Müllerin op.25 D.795
F. Schubert  Winterreise op.89 D.911
R. Schumann Liederkreis op.24
F. Schubert Auf dem Strom op.119 D.943 per voce, corno e pianoforte
F. Schubert  Lieder da Schwanengesang D.957
R.  Schumann Adagio e Allegro op.70 per corno e pianoforte
B. Britten  The Heart of the Matter per voce, corno e pianoforte
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