Operistica, Recensioni

Werther- Bologna Teatro comunale 15 Dicembre 2016

Non profit bannerNon profit bannerSclerosi

Leggete anche il blog bertoldoblog.wordpress.com

Come sempre succede il libretto del Werther è una trista riduzione del bellissimo romanzo di Goethe Die Leiden des jungen Werthers : ma si sa, è impossibile trasporre in un libretto tutte quelle sfumature e considerazioni che in un romanzo sono presenti, come accade anche per i grandi drammi teatrali (i.e. Othello, Don Carlo wtc.). E la bella musica di Massenet non riesce comunque a recuperare una storia che così trasformata appare del tutto priva di senso, unitamente all’improbabile tempo che impiega Werther a esalare l’ultimo respiro dopo avere avuto la forza di cantare per un buon quarto d’ora (qualcuno ha ipotizzato che in realtà si sia sparato a un piede!).  Ciò detto va invece lodata la bella regia di Rosetta Cucchi e le scene di Tiziano Santi; finalmente una messa in scena che riflette il milieu in cui è ambientato il romanzo evitando quelle ridicole forzature cui alcune regie “creative” del teatro Comunale ci hanno purtroppo abituato e che – stando alle voci che corrono – ritorneranno  ohimè a partire dal Ratto dal serraglio che aprirà la stagione 2017. Ben venga quindi una regia misurata e  intimistica che riflette l’ambiente piccolo borghese  e le insuperabili convenzioni in cui si svolge l’azione scenica e che sottolinea correttamente il dramma dei due protagonisti. L’amatissimo dal pubblico bolognese Juan Diego Florez nel ruolo di Werther ha offerto una bella prova piagata inesorabilmente però dal tono freddo e metallico della sua voce, un limite insuperabile del tenore peruviano. Una bellissima sorpresa è invece venuta dalla Charlotte di Isabel Leonard che ha offerta una prova di eccellenza con un unico neo della parte finale del primo duetto del secondo atto. Un peccato veniale a fronte di una voce calda e drammatica che ha sempre trovato la misura giusta nel corso della sua performance: una voce che vorremmo risentire al teatro Comunale di Bologna. E un plauso anche alla fresca e spiritosa Sophie di Ruth Iniesta. Nella norma gli altri comprimari. E per una volta anche l’orchestra del teatro ha fornito una bella prova sotto una direzione vigorosa e allo stesso tempo romantica di Michele Mariotti. Insomma un bello spettacolo che ha in qualche modo risarcito gli spettatori di una stagione non certo indimenticabile (o forse indimenticabile ma per motivi non proprio positivi….). Teniamo le dita incrociate per la stagione 2017!
PS In una versione precedente di questo post avevo scritto erroneamente Das Leiden… anzichè Die Leiden .. Devo al prof. G.C.Barozzi la segnalazione
HappyHappy
Cast
Werther
Juan Diego Florez
Le Bailli
Luca Gallo
Charlotte
Isabel Leonard
Albert
Jean-François Lapointe
Schmidt
Alessandro Luciano
Johann
Lorenzo Malagola Barbieri
Sophie
Ruth Iniesta
Brühlmann
Tommaso Caramia
Kätchen
Aloisa Aisemberg
Clara
Susanna Boninsegni
Fritz
Carlo Alberto Brunelli
Gretel
Irene Cavalieri
Hans
Diego Bolognesi
Karl
Pietro Bolognini
Max
Marco Conti
Mimi bambini
Gioele Corvino, Eleonora Dodi, Anna Montaguri, Cecilia Pagliaro, Nicolò Rossi, Carlotta Tilli
Direttore
Michele Mariotti
Regia
Rosetta Cucchi
Scene
Tiziano Santi
Costumi
Claudia Pernigotti
Luci
Daniele Naldi
Maestro del Coro Voci Bianche
Alhambra Superchi
Nuova produzione del TCBO
Orchestra, Coro, Coro di Voci Bianche e Tecnici del TCBO
 

Apology:  i
n some cases (i.e. german) the automatic translation can be totally meaningless. 
Blogposts translations are available!
Website Translation WidgetWith Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate“: the  posts are (often very, very, very  badly) automatically translated (Google translator).
NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzando l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è indispensabile lasciare nome e cognome – i commenti anonimi non saranno pubblicati)!!
Per un elenco aggiornato di tutti i precedenti  posts di questo blog con i corrispondenti links
Blog
Standard

2 thoughts on “Werther- Bologna Teatro comunale 15 Dicembre 2016

  1. Fausto Martelli ha detto:

    CHE FATICA AD AFFERMARE CHE SI TRATTA DI UN BELLO SPETTACOLO…

    QUALCHE COLPA A POVERII LIBRTETTISTI CHE NON SONO REALISTI E TENGONO IN VITA WERTHER A LUNGO…MA CHI L’HA DETTO CHE L’OPERA LIRICA DEBBA ESSRERE REALISTA? COMUNICA EMOZIOINI NON DOCUMENTI O FOTOGRAFIE-

    SU FLOREZ…PENSO ANCH’IO CHE LA SUA AGILITA’ E ESTENSIONE VOCALE SIANO PIU’ CONGEGNALI AL REPERTORIO ROSSINIANO E BELCANTISTA IN GENERE.

    L’ho SENTITO IN RIGOLETTO E NON MI ESALTA. RICORDO UN WERTER CON ALFREDO KRAUS…ALTRA STORIA. MA SONO PASSATI QUASI 40 ANNI…

    MA AVERNE DI VOCI METALLICHE COME QUELLA DI FLOREZ.…

    CIAO.

    Mi piace

    • Nessuna fatica: come sempre dico quello che penso che naturalmente può non essere condiviso. Werther del Comunale é un bello spettacolo ma non eccezionale e mi sembra che la cosa traspaia molto chiaramente dalla mia recensione. Eccezionali furono le Nozze di Figaro di Martone (fenomeno non più ripetuto). Quanto alla voce di Florez confermo quanto ho scritto: se l’ascolterò in un repertorio a lui più congegnale e con risultati migliori ne scriverò. Ma le difese di ufficio non mi convincono. Quanto al realismo non capisco la critica: un libretto può essere bello o brutto e quello del Werther é purtroppo scadente (a mio giudizio). E di libretti belli ne esistono, a partire da quelli di Da Ponte. Personalmente un suicida che canta a squarciagola fa solo ridere e non capisco perchè non si possa trovare qualcosa di meglio (rifacendosi al romanzo) a meno che non si faccia riferimento al periodo in cui è stato scritto. Oggi è semplicemente ridicolo. Non ho mai rivendicato realismo ma solo bellezza a fronte del grande romanzo cui fa riferimento. Ovviamente Kurvenal può non piacere ma é il rischio di chi scrive liberamente, cosa non proprio così comune….

      Mi piace

Lasciate un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...