Orchestra da camera Franz Liszt – Romanovsky – Boldoczki 13 Gennaio 2014
Manoni-Rinaldi – 15 Dicembre 2013
Assessore Ronchi – 13 Dicembre 2013
La traviata – Milano 7 Dicembre 2013
Società del quartetto e altro – Milano 4 Dicembre 2013
Andras Schiff – Milano 3 Dicembre 2013
Haitink-Pollini – 2 Dicembre 2013
Meneses-Pires – 25 Novembre 2013
The turn of the screw – 19 Novembre 2013
Roberto Cominati – 18 Novembre 2013
Bagnara-Micheletti – 16 Novembre 2013
Andrea Padova – 14 Novembre 2013
Andras Schiff – Milano 12 Novembre 2013
Quartetto Emerson – 11 Novembre 2013
Shokakimov-Grazia – 8 Novembre 2013
Roberto Cappello – 7 Novembre 2013
Boris Petruschansky – 6 Novembre 2013
Mustafić-Maurizzi – 30 Ottobre 2013
Maria Perrotta – CD Decca
Brunello – Musica Insieme – 21 Ottobre 2013
Un’ultima nota: perchè nel testo tedesco del Lied del programma di sala sono stati inseriti due errori facilmente individuabili da chiunque abbia anche una modesta dimestichezza con la lingua teutonica ?
Luisi-Orchestra della Scala – 20 Ottobre 2013
Nabucco – Teatro Comunale Bologna – 19/10/2013
Klisowska-Ruzza Goethe Zentrum 19/10/013
Ensemble Aurora – 17 Ottobre – Bologna Festival
Pare che le “bad practices” più sono “bad” e più attecchiscono. Mi riferisco al malcostume – che prende sempre più piede a Bologna – di fare precedere il concerto da un pistolotto che nella grandissima maggioranza dei casi è noioso e inutile (quando non irritante – ricordo solo un caso di una relatrice brava e competente: Maria Chiara Mazzi). E’ il caso anche del concerto in questione in cui un improvvisato, anziano “relatore” (che ha scambiato costantemente Boccherini con Cherubini !) ha iniziato con alcune banalità sul compositore della serata (Boccherini) – che chiunque frequenti anche sporadicamente i concerti ben conosce – per finire con una lode sperticata del complesso della serata, una valutazione che è di stretta spettanza del pubblico. Inutile dire che questa prassi è del tutto giustamente sconosciuta all’estero ove – per chi è interessato – vengono spesso organizzate conferenze di veri esperti – in orari non di concerto : altro che relatori dilettanti! Un’intera serata dedicata a Boccherini è certamente un risiko non indifferente, dal momento che l’eccellenza del nostro è più nella quantità che nella qualità. Secondo l’ “introduttore” il pregio dell’ ensemble risiederebbe – fra le altre cose – nella rigorosa esecuzione in stile barocco dei brani. Di questo stucchevole argomento non se ne può più: che cosa significa ? Abbiamo registrazioni delle esecuzioni settecentesche ? Siamo sicuri che nella prassi gli esecutori non cadessero nella tentazione di abbellire i loro brani con variazioni di tempo (si pensi alla prassi clavicembalistica)? No, non lo sappiamo ma qualcuno pretende di saperlo. Ora è del tutto evidente che il rispetto dello stile è indispensabile (vero Mustonen…?) ma l’idea che il meglio di un’esecuzione risieda nell’uso di un fortepiano o di un violino barocco con espressività ridotte al minimo, ebbene questa è una sciocchezza. Così il nostro ensemble per non sbagliare ci ha ammannito nella prima parte del concerto due quintetti con una esecuzione scolastica e metronimica trascurando persino quegli accenni preromantici che sono – forse – uno dei pregi maggiori del compositore: insomma una diligente monotonia. Assai meglio la seconda parte ravvivata dalla bella, armoniosa e calda voce di Gemma Bertagnoli che ha fatto del suo meglio per non fare sfigurare lo Stabat Mater di Boccherini rispetto a quelli ben più belli e giustamente assai più noti di altri compositori. Un concerto, insomma, non entusiasmante (eufemismo). Una piccola nota di colore: Boccherini era un grande virtuoso del violoncello ed è singolare come la parte di questo strumento, persino nello Stabat Mater, richieda all’esecutore grande capacità tecnica, abbondando di capotasti e note acute.
Ottobre, in fila!
Ottobre per molte istituzioni musicali è tempo di rinnovi e di nuovi abbonamenti, ma non è mai tempo di evitare quel fenomeno tutto italiano che è “la fila”. A titolo di esempio mi sono recato martedì 15 Ottobre alle 13 presso il botteghino del teatro Comunale e ho colà trovato almeno 50 persone in coda (sedute addirittura nel foyer con una gentile signorina- in veste di vigile – che dirigeva “il traffico”) per il rinnovo dell’abbonamento alla stagione lirica e sinfonica: una cosa inaccettabile con tempi di attesa di almeno due ore (caso migliore). Mi domando perché l’esercizio della prelazione (così come la sottoscrizione dei nuovi abbonamenti) non possa essere condotta per via telematica (mi rifiuto di pensare che le 50 persone in coda fossero tutte informaticamente “diversamente abili”) con spedizione postale del titolo come ormai avviene da moltissimi anni (10 e più) in molti teatri (io ho personal esperienza della Staatsoper, della Deutsche Oper e della Philarmonie di Berlino, oltre che di Bayreuth). Naturalmente è sempre possibile accedere al botteghino ma normalmente si trovano al massimo una o due persone anziane che non hanno dimestichezza con il computer. Anche il servizio telematico per i singoli biglietti del teatro Comunale (fornito da Vivaticket) è di pessima qualità (l’interfaccia utente è di tipo antiquato e orientata più ai concerti rock che alle manifestazioni culturali oltre che persistere – nonostante mia segnalazione – in una frase in inglese maccheronico “de no antri” per indicare l’accettazione di un ordinativo: “advice of order” in inglese non significa “avviso di ordinativo” ma “suggerimento di ordinativo”!!! ): i teatri berlinesi ben evitano di appoggiarsi a organizzazioni esterne che hanno anche il difetto di richiedere un aggio. A Berlino basta registrarsi una volta per la vita (addirittura Deutsche Oper e Staatsoper hanno una registrazione unica) e fornire i dati della propria carta di credito e il proprio indirizzo e-mail (che viene riverificato): si riceve un codice (come nel caso di Amazon, tanto per fare un esempio) attraverso il quale è poi possibile eseguire ogni operazione (biglietti, abbonamenti etc.) ricevendo per posta elettronica la conferma e poi per posta ordinaria (sì, anche le tanto bistrattate poste italiane!) – se richiesti – i documenti, oltre che essere informati via e-mail di tutte le manifestazioni dell’ente. La realizzazione di questo sistema è assai semplice (lo posso affermare da informatico): non sarebbe opportuno evitare ai fedeli e ai tanti agognati e necessari fidelizzandi spettatori un inutile, costoso e irritante disagio (il discorso vale ovviamente per l’Orchestra Mozart, Bologna Festival etc.) magari consorziandosi in materia? I membri dei CdA di queste organizzazioni hanno mai fatto almeno una volta l’esperienza di questa ordalia? Si convincerebbero subito della necessità di intervenire, e urgentemente!
Programma 2013-20134 del Circolo della Musica di Imola
Un piccola società musicale di una piccola cittadina che presenta però un cartellone di grande qualità con un plauso all’infaticabile organizzatore Domenico Mirri che a suo rischio (anche economico!) con finanziamenti irrisori e occupandosi praticamente di tutto riesce a produrre una stagione che non teme il confronto con quelle di organizzazioni musicali bolognesi dotate di ben altri mezzi e strutture. Il programma è reperibile all’indirizzo http://www.circolodellamusicaimola.eu/2013_2014/index.html e presenta un ventaglio di proposte che toccano praticamente tutte le branche della musica da camera senza trascurare sempre nel contesto dei 10 concerti una serata dedicata al Lied con un interprete eccezionale quale Ian Bostridge (meditate, organizzatori bolognesi, meditate..). Gli interpreti sono in ogni caso tutti di medio-alta caratura (a Imola hanno suonato Schiff, Zimerman, Gabetta, Buchbinder, Gutman, Leonskaja etc.). Da sottolineare a ingresso libero anche tre conversazioni non nelle serate dei concerti (una prassi irritante adottata da Musica Insieme a Bologna spesso con relatori di modesta levatura che in alcuni casi sono stati brutalmente fischiati dal pubblico) su temi inerenti i concerti presentati e con la partecipazione di un folto pubblico attento e competente a coronamento del successo dell’iniziativa. Un unico argomento meriterebbe una maggiore attenzione da parte dell’organizzatore: l’inserimento di giovani concertisti all’inizio della loro carriera nel cartellone (cosa che in ogni caso non cambierebbe il bilancio). Purtroppo lo star system e le riviste musicali sono sovente orientate da criteri non solo artistici e molto spesso solo l’ascolto diretto permette di giudicare la qualità di un emergente. Di certo il vincere un concorso internazionale è un’ottima referenza e piacerebbe a molti essere magari fra i primi a valorizzare un giovane lanciato poi in una brillante carriera.
Stagione sinfonica 2014 del Teatro Comunale
Il commento in materia è breve. Una stagione di media qualità senza punte di eccellenza: nessun direttore di grande risonanza – ad esclusione del già citato nella stagione operistica Mariotti – nessuna orchestra ospite e sopratutto – questo sì un vero e imperdonabile difetto – con solo 5 serate su 16 che presentino un solista. Mentre sono del tutto giustificati anche alcuni concerti di sola orchestra, la proporzione è erronea, dal momento che la presenza di un solista in un concerto sinfonico ne ravviva l’interesse e allarga la prospettiva dell’offerta musicale. Di fatto in tutto il 2014 ci saranno solo tre concerti per pianoforte e orchestra (Čajkovskij, Rachmaninov – interessante che recentemente il “Rach 3 sia suonato più del celeberrimo “Rach 2”- e Prokof’ev ) e due concerti per violino e orchestra (Šostakovič e Čajkovskij). (Ma solo i compositori russi hanno composto concerti per solista e orchestra ?). Se il problema è di budget meglio comunque favorire la qualità rispetto alla quantità. Quanto al canto un’unica performance: i “Wesendonk Lieder” di Wagner. E’ questo del canto al di fuori dei contesti operistici uno degli aspetti più provinciali dell’offerta musicale bolognese, problema che riguarda non solo il Teatro Comunale ma anche le altre organizzazioni musicali della città. Certamente una seppur molto debole attenuante può essere trovata nella lingua dal momento che la produzione in materia è praticamente solo estera ma fornire adeguate traduzioni (uso la sottolineatura per gli strafalcioni che purtroppo inprovvisati traduttori – soprattutto dal tedesco – inseriscono con bella sicurezza nei loro elaborati) non sarebbe troppo complesso e nel caso del Teatro Comunale è anche disponibile il sistema videoproiettivo utilizzato nella stagione operistica. Una riflessione in materia sarebbe non solo auspicabile ma doverosa!
Stagione operistica 2014 del Teatro Comunale
Finalmente ! Il segreto di Pulcinella, il cartellone della stagione operistica 2014 è stato reso ufficiale. Il programma (se si esclude il musical, peraltro non facente parte del contesto degli abbonamenti) e i due balletti (che non commento nel blog, dichiarando apertamente la mia incompetenza in materia) presenta 8 opere di cui 5 “di repertorio” ovvero classiche e 3 meno “classiche”. Dai dati presenti nel cartellone non risulta chiaro se il melologo Cassandra di Michel Jarrell (indicato come opera) ne faccia parte dal momento che sono previste solo due rappresentazioni dalle quali è esclusa la “prima” (scelta quantomeno singolare!). Le opere prescelte sono comunque di notevole interesse (a cominciare dal Parsifal da troppo tempo assente dal teatro che però, con una impostazione tipicamente provinciale, viene fatto iniziare nelle rappresentazioni serali alle 19, con il rischio che la fine delle sofferenze di Amfortas passi inosservata da parte di un pubblico ormai prostrato e dormiente e che potrebbe considerare la fine dell’opera come la fine delle proprie sofferenze!) e non si può non apprezzare anche il ritorno del Guillaume Tell così come la conclusione della trilogia Mozartiana con il “Così fan tutte”, che si spera ripeta il grande e meritato successo delle “Nozze di Figaro” del 2011. La valutazione positiva riguarda anche l’Evgenij Oneghin, un’opera di cui alcune arie – fra tutte quella di Tatiana – sono da inserire nei grandi capolavori vocali dell’800. La presenza ancora una volta della Tosca non entusiasma (ormai incontriamo troppo spesso il cav. Cavaradossi – va bene che le regole impongono un numero minimo di opere italiane ma un po’ di fantasia, suvvia !, non guasterebbe. Ad esempio qualcuno ha mai pensato al delizioso “Lo frate ‘nnammurato” di Pergolesi? ) mentre sarà interessante vedere l’accoglienza dell’opera di Šostakovič (qualche timore è più che giustificato). Differente è il discorso dei direttori e degli interpreti. Alcuni direttori sono certamente di ottimo livello (ad esempio Mariotti) per altri il dubbio è più che fondato. Analogamente per i cantanti. Ma i giudizi a priori non sono mai giustificati: quindi let’s wait and see…..
Piotr Anderszewksy