Uncategorized

Haitink-Pollini – 2 Dicembre 2013

Per tutti l’ulteriore assenza di Claudio Abbado dal podio è un segnale assai triste: credo di potermi associare agli auguri sinceri che tutti gli amanti della (buona) musica classica gli fanno di cuore anche nella prospettiva di un ulteriore segnale delle difficoltà dell’orchestra Mozart. Ciò detto il concerto in questione merita una disamina razionale non viziata da aspetti affettivi che esulano dai confini di una critica musicale rigorosa. Chi scrive è stato negli anni  ’70 e ’80 uno sfegatato “Polliniano” ammirando nell’esecutore il rigore stilistico, la tecnica d’acciaio e la capacità di spaziare praticamente su tutto il ventaglio della letteratura pianistica  senza trascurare il repertorio moderno (indimenticabile è stato il suo concerto a Firenze nel ’77 o nel ’78 avente in programma le Diabelli e la seconda sonata di Boulez). Grandissimo sin da quando nel 1960, giovanissimo, vinse lo Chopin, perdonandogli – un po’ a fatica  – anche le follie giovanili dell’immediato periodo successivo fra le quali un primo tempo del “Chiaro di luna” suonato provocatoriamente alla sala Bossi  a tempo di carica. E anche più tardi ho ammirato il suo coraggio quando ha cercato – invano fra i fischi e i buh del pubblico – di legggere prima di un concerto alla società del quartetto di Milano una dichiarazione sulla guerra del Vietnam.  Ma….gli anni passano per tutti e una critica seria non può adagiarsi sul ricordo dei passati allori e deve guardare con occhio (orecchio!) imparziale quanto eseguito nel presente. L’invecchiamento degli esecutori ha effetti diversi: c’è chi come Brendel (fino a quando ha suonato) ha capito che la soluzione risiedeva nel sublimare le proprie capacità interpretative consapevole che le mani subiscono – ohimé – un inevitabile processo di degrado legato all’invecchiamento e chi – come Arrau – ancora a oltre 80 anni pretendeva di suonare al comunale di Bologna il Liszt di “Après une lecture di Dante” con risultati sostanzialmente disastrosi (eufemismo).  La parabola di Pollini si colloca a metà fra questi due estremi. Oggi appare come un artista dall’aspetto invecchiato più di quanto la sua età non dica, persino un po’ demodé con un frack ormai scomparso dalle sale di concerto (a differenza del tentivo giovanilistico di Haitink in completo scuro), che ha mantenuto intatta la propria capacità espressiva ma cui manca la sicurezza degli anni d’oro. L’ “Imperatore” di Beethoven è stato uno dei suoi grandi cavalli di battaglia fin da quando negli anni ’70 suonava con Abbado nelle fabbriche occupate e l’esecuzione di ieri sera è stata in ogni caso mirabile (soprattutto nel secondo e terzo tempo), seppure viziata – specialmente nell’introduzione del primo tempo – da errori che sarebbero stati impensabili dieci anni fa. Ma è questo comunque il repertorio che il nostro deve praticare evitando l’errore nel quale ancora talvolta cade di voler cimentarsi con gli studi di Chopin o altre composizioni di eguale difficoltà con risultati che nulla aggiungono e molto tolgono al suo palmarés.  Insomma onore e gloria senza sconti a un ancora grandissimo artista. Quanto a Bernard Haitink la sua esecuzione della Pastorale di Beethoven rientra nel suo cliché di ottimo professionista senza sbavature ma anche senza particolari risultati positivi. Il gesto è ripetitivo e privo di quella incisività che conduce l’orchestra a risultati di eccellenza (si pensi al gesto sempre misurato ma estremamente significativo di Abbado). Un’esecuzione “nella media” che naturalmente la notorietà e la gradevolezza del brano hanno portato a un successo certamente più legato alla musica Beethoveniana che all’interprete. Pubblico (ovviamente e a prescindere e con numerosi posti vuoti in sala) in delirio con quel rituale trito e provinciale (solo italiano e in particolare bolognese – ci distinguiamo negativamente purtroppo anche in questo campo!) del lancio dei fiori (che talvolta si trasformano in veri e propri pericolosi proiettili per strumenti ed esecutori).

Standard

Lasciate un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.