Uncategorized

Meneses-Pires – 25 Novembre 2013

Ho già avuto modo di scrivere in un precedente “post” che i concerti “misti” (quelli nei quali uno dei partner di un duo suona uno o più brani da solo – cosa forse accettabile solo per gli strumenti ad arco essendo la letteratura in materia non troppo vasta) mi lasciano francamente perplesso. In un concerto per piano e violoncello non se ne intravvede proprio la necessità, vista la ricchezza della letteratura in materia, anche per il fatto che essi segnano una sorta di sbilanciamento a favore di un esecutore quasi a sottolineare un suo maggior peso artistico. E’ anche il caso del duo in questione, da lungo tempo affiatato, che ha eseguito brani di grande repertorio, fra i quali spiccano la difficilissima (per il violoncello) trascrizione della sonata “Arpeggione” di Schubert (comparabile ai brani più impervi di Liszt o a Petrushka di Stravinskij per il pianoforte) e la splendida sonata op. 38 di Brahms, caratterizzata dall’assenza del tempo cantabile e con una fuga finale (con licenze) travolgente, una forma musicale non così comune nella letteratura Brahmsiana. L’esecuzione dell’arpeggione da parte di Meneses è stata di ottima ma non eccezionale  qualità (qualche difetto di intonazione si è avvertito) mentre certamente perfetta è stata l’interpretazione del bel Lied ohne Wörter di Mendelssohn.  La sonata di Brahms ha visto un primo tempo forse un po’ esangue rispetto alle indicazioni agogiche dell’autore (Allegro ma non troppo) mentre perfetti sono stati i tempi staccati nel secondo e terzo tempo. Il duo ha certamente fruito di un affiatamento di lungo periodo dando luogo a una godibilissima interpretazione anche se l’esecuzione pianistica della fuga poteva risultare un po’ più precisa (ad esempio nel presto finale).  Di Maria Joao Pires comunque non c’è molto da dire: un’artista che si colloca da oltre 30 anni ai vertici internazionali del pianismo e che nella famosa sonata beethoveniana op. 31 n. 2 (universalmente nota come  “La tempesta” – collocata fa le due sonate della stessa opera n. 1 e n. 3, certamente non ai vertici del compositore di Bonn) ha saputo trovare un magistrale equilibrio fra cantabilità e drammaticità. Insomma un concerto tutto da godere coronato da un bis bachiano  e da un travolgente successo di pubblico (tanto si applaude comunque più la bellezza della musica che la qualità dell’esecuzione …). La solita introduzione  certamente non necessaria.

Standard

Lasciate un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.