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Brunello – Musica Insieme – 21 Ottobre 2013

Che Brunello appartenga alla ristretta élite dei grandi violoncellisti del nostro tempo non è certamente in discussione e la prova se ne è avuta nella bellissima esecuzione della sonata giovanile (e poco eseguita) di Strauss, ancora fortemente influenzata dalla personalità di Schumann, come comprovato dall’uso ripetuto di ritmi puntati e dalla assenza di quelle armonie di derivazione wagneriana così tipiche dello Strauss maturo. Una parte del merito per questa esecuzione va comunque ascritto anche al pianismo di Leonora Armellini che dimostra una maturità interpretativa e una tecnica di altissimo valore che continua a migliorare nel tempo: da lei – vista anche la sua giovanissima età – ci aspettiamo grandi cose e giustamente Brunello l’ha voluta come partner nel concerto in questione. 
Il concerto ha prevedeva anche opere di Mahler: oltre al giovanile Quartettsatz l’esecuzione in forma cameristica della quarta sinfonia. Ha certamente sorpreso la capacità di Brunello di dirigere l’organico – seppur ridotto – dimostrando una gestualità e una sensibilità interpretativa inconsueta per un esecutore solistico non avvezzo alla direzione. Si può solo sperare che il nostro grande violoncellista non ceda alla tentazione di diminiuire le proprie presenze come solista privilegiando la direzione (come è successo a molti suoi colleghi – argomento che meriterebbe una riflessione senza falsi pudori): abbiamo certamente più bisogno di grandi solisti che di aumentare la folla dei direttori.  Unica nota non all’altezza del concerto è stata l’esecuzione vocale dell’ultimo tempo della sinfonia Mahleriana, il Lied tratto dal ciclo del Des Knaben Wunderhorn: la vocina “bianca” – slavata – (necessaria all’atmosfera favolistica del testo? ma nel ciclo summensionato è presente – ad esempio – il tragico Das irdische Leben che di favola a buon fine non ha nulla) semplicemente non era udibile, monotona nell’espressione e incolore nella impostazione. Un “soprano” che nessuno spera di risentire (se ci riesce fisicamente) e che in un’esecuzione in un grande teatro con una grande orchestra semplicemente sparirebbe.
Un’ultima nota: perchè nel testo tedesco del Lied del programma di sala sono stati inseriti due errori facilmente individuabili da chiunque abbia anche una modesta dimestichezza con la lingua teutonica ? 

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