Sinfonica

Jaeden Izik-Dzurko – Bologna Pianofortissimo 18 Giugno 2026


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Finalmente…
             ..un giovane che propone un concerto di altissima qualità.  Izik-Dzurko, reduce dalla vincita del Leeds 2024 (nel quale ha eseguito il secondo concerto di Brahms, uno dei brani solistici iù difficili del repertorio) ha dato prova delle sue capacità tecniche e interpretative in una esibizione che ha raccolto un meritato successo. Izik-Dzurko non cede alle lusinghe della sua tecnica eccellente ma domina sempre il brano eseguito dal punto di vista interpretativo. Se ne ha avuta una prova convincente ad esempio nell’esecuzione della fantasia schumanniana (un brano in un certo senso anomalo del compositore di Zwickau all’interno della sequenza di brani composti di piccole miniature) che nella sua forma quasi sonatistica (in tre tempi – seppure ben lontana dagli schemi classici) richiede maturazione e sensibilità. Izik-Dzurko ha l’intelligenza di fare “respirare” i brani eseguiti non rifuggendo anche da rallentati e pianissimi (talvolta un po’ eccessivi come nel finale del corale del brano di Franck – un’anomalia poco comprensibile ma perdonabile). Certamente dal concerto sono mancati alcuni dei grandi nomi della composizione: Chopin, Beethoven e Brahms) e per questo speriamo di poterlo riascoltare quanto prima. Sensibilità post-romantica in Skryabin e Rachmaninoff e una grande capacità di dominare una composizione dai toni organistici, come nel caso di Franck, riesumando una composizione che ha avuto un grande succcsso negli anni passati ma che è stata piuttosto colpevolmente dimenticata recentemente (a differenza di altre composizioni del compositore belga come la sonata per violino e pianoforte).  L’intelligenza pianistica di Izik-Dzurko si è manifestata anche nei due bis concessi, due composizioni virtuosistiche di stile jazzistico, eseguite con maestria, entusiasmo e umorismo, realizzando quella unione fra passato e presente molte volte inseguita e difficilmente ottenuta. Un bel concerto, insomma!
Programma
Aleksandr Skrjabin Preludi op.11 (selezio
Robert Schumann Fantasia in do maggiore op.17
Sergej Rachmaninov Preludi op.23 (selezione)
César Franck Prélude, choral et fugue in si minore

 

 

 

 

 

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Eventually a young pianist who offered a concert of truly outstanding quality. Izik‑Dzurko, fresh from his victory at the 2024 Leeds Competition (where he performed Brahms’s Second Concerto, one of the most difficult works in the solo repertoire), demonstrated both his technical and interpretative abilities in a performance that earned well‑deserved acclaim.Izik‑Dzurko does not yield to the temptations of his excellent technique; he always maintains interpretative control over the works he performs. This was convincingly evident, for instance, in his execution of Schumann’s Fantasia—a somewhat anomalous piece within the composer’s sequence of miniature‑like works—which, in its almost sonata‑like form (in three movements, though far from the classical models), demands maturity and sensitivity.Izik‑Dzurko has the intelligence to let the music “breathe”, not shying away from” ritardandos” and “pianissimos” (at times a bit excessive, as in the ending of the chorale in the Franck piece—an unusual choice, not entirely understandable but forgivable). The program certainly lacked some of the great names of the repertoire—for instance Chopin, Beethoven, and Brahms—and for this reason we hope to listen him again soon.Post‑Romantic sensitivity in Skryabin and Rachmaninoff, and a remarkable ability to command a composition with organ‑like sonorities, as in the case of Franck, bringing back to life a work that enjoyed great success in the past but has been rather unjustly neglected in recent years (unlike other pieces by the Belgian composer, such as the violin sonata). Izik‑Dzurko’s pianistic intelligence also emerged in the two encores: two virtuosic, jazz‑inflected pieces performed with mastery, enthusiasm, and humor, achieving that union between past and present so often sought and so rarely attained.A truly fine concert, in short.
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