Sinfonica

Solisti aquilani/Campanella – Bologna Musica Insieme 7 Ottobre 2026


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Francamente,
             dal concerto inaugurale della stagione 2026-2027 ci saremmo apettatti molto di più anche perché il resto della stagione del quarantennale promette molto bene. Il concerto per piano e orchestra di Casella vede il ruolo del pianoforte alla stregua di quello giocato nel brano di Taralli, ovvero uno degli strumenti dell’orchestra. Quanto al brano Lìsztiano non è un caso che sia pochissimo eseguito.  “Quandoque bonus dormitat Homerus” e l’esecuzione di Campanella – vecchia gloria del pianismo virtuosistico italiano – nel ruolo di Konzermeister non è certo riuscita a rivitalizzarlo. Gli anni passano per tutti (a parte alcuni casi come quello di un Rubinstein novantenne a Bologna che fece faville).  Che dire del brano di Taralli?  Non resterà negli annali della musica. Si inscrive nel solco del rinnovanto interesse per la musica tonale (dopo gli eccessi del dodecafonismo e di autori come Webern) ma manca di una sua specifica personalità.  Alla fine il trittico botticelliano del compositore bolognese è risultato il brano più interessante, con tutti i limiti della musica a programma.  Bravi come sempre i solisti aquilani anche se il giovane direttore ha ancora molta strada da percorrere (ma che servono due braccia a dirigere se l’una è lo specchio dell’altra?).
Programma
Casella Concerto per archi, piano e percussioni
Liszt Malédictions
Taralli Piccola suite in stile antico 
Respighi Trittico botticelliano 

 

 

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(Giovanni Neri 80)
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Happy

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Frankly, we expected much more from the opening concert of the 2026-2027 season, especially since the rest of the fortieth-anniversary season looks very promising. Casella’s Concerto for Piano and Orchestra assigns the piano a role similar to that played in Taralli’s work, namely that of one instrument among the many voices of the orchestra. As for the Lisztian piece, there is a reason why it is so rarely performed. Quandoque bonus dormitat Homerus (“Even Homer sometimes nods”), and Campanella’s performance, a former glory of Italian virtuoso pianism, cas Konzertmeister ertainly failed to breathe new life into it, in his role as soloist. Time catches up with everyone, apart from rare exceptions such as Rubinstein, who, at the age of ninety, dazzled the audience in Bologna. What can be said about Taralli’s piece? It is unlikely to remain in the annals of music. It belongs to the current revival of interest in tonal music,  following the excesses of dodecaphonic compositions and composers such as Webern, but it lacks a distinctive and unmistakable personality of its own. In the end, the Botticellian triptych by the Bolognese composer proved to be the most interesting work of the program, despite all the limitations inherent in the musica a programma. As always, the Solisti Aquilani performed admirably, although the young conductor still has a long way to go. After all, what is the point of conducting with two arms if one merely mirrors the other?
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