Sinfonica

Idomeneo – Bologna Comunale “nouveau” 27 Gennaio 2026


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In un’atmosfera …
talvolta surreale (anche per l’uso quasi costante di luci fredde) e con un inizio stile Magritte (due enormi massi che poi si aprono per permettere il passaggio dei protagonisti) l’Idomeneo di Mozart, opera seria giovanile, è rappresentata (si spera ancora fra le ultime volte) in quella specie di magazzino che è il comunale “nouveau”.  Il dramma di Giambattista Varesco (da Antoine Danchet) rappresenta un mito lontano da quello classico con alterne fortune.  In tutta la vicenda la presenza di Elettra sembra inserita solo allo scopo di avere almeno un carattere negativo ma è assolutamente artificiosa e sostanzialmente priva di senso. La regia di Marian Bauduin punta a una visione introspettiva con i protagonisti in primo piano e sullo sfondo coreografie che dovrebbero interpretare in qualche modo i loro stati d’animo ma che in generale falliscono lo scopo risultando quasi sempre avulse dal contesto. Alcune (poche) di queste coreografie sono di qualità ma paiono “appiccicate” a solo scopo estetico. E non sono sempre felici. Ad esempio il balletto finale, legato al reintrodotto e poco praticato brano sinfonico (francamente da non ripeter), è risultato assolutamente scadente con il tentativo di inserire maschere e con ballerini discutibili (eufemismo).

Quanto al lato musicale non si può che applaudire la direzione di Roberto Abbado che ha saputo sottolineare tutte le sfumature della paritura dimostrando un non comune affiatamento con l’orchestra che soprattutto nei fati ha avuto la sua parte migliore.

Quanto alle voci un voto assolutamente negativo alla Elettra di Salome Jicia che pur nel tentativo di associare alla vocalità una presenza scenica significativa ha dimostrato limiti in tutti i registri e segnatamente nel registro acuto dove in alcuni casi ha “strillato” e mancando di intonazione.  Buona la prestazione di Antonio Poli come Idomeneo che presenta una vocalità possente con un’intonazione perfetta. Molto di qualità e sopra tutti la coppia Francesca Di Sauro e Mariangela Sicilia in ogni frangente dell’opera e in particolare nel duetto del terzo atto. Un plauso senza incertezze alle due protagoniste impegnate in una partitura di non comune difficoltà. Ci si deve augurare di vederle ancora al comunale di Bologna (magari in quello classico…) anche dopo la loro partecipazione al “Così fa tutte” dello scorso anno. Nella norma gli altri cantanti. Un buon successo di pubblico (che però non sembra avere gradito sempre l’opera per i pochi poco calorosi applausi a scena aperta). 
Direttore Roberto Abbado
Regia Mariano Bauduin
Cast
IDOMENEO Antonio Poli
IDAMANTE Francesca Di Sauro
ILIA Mariangela Sicilia
ELETTRA Salome Jicia
ARBACE Leonardo Cortellazzi
GRAN SACERDOTE DI NETTUNO Xin Zhang
LA VOCE DELL’ORACOLO DI NETTUNO Luca Park
SCENE Dario Gessati
COSTUMI Marianna Carbone
LUCI Daniele Naldi
COREOGRAFIE Miki Matsuse van Hoecke
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(Giovanni Neri – 80)
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In an atmosphere that is at times surreal (also due to the almost constant use of cold lighting) and with a Magritte‑like opening (two enormous boulders that then part to allow the protagonists to enter), Mozart’s Idomeneo, an early opera seria, is staged—hopefully for one of the last times—in that sort of warehouse that is the “nouveau” Teatro Comunale. Giambattista Varesco’s libretto (after Antoine Danchet) presents a myth far removed from the classical one, with mixed results. Throughout the drama, the presence of Elettra seems included solely to provide at least one negative character, yet her role feels utterly artificial and largely meaningless.  Marian Bauduin’s direction aims for an introspective vision, with the protagonists in the foreground and, in the background, choreographies meant to interpret their emotional states. These, however, generally fail in their purpose, appearing almost always disconnected from the context. A few of these choreographies are of good quality, but they seem “pasted on” for purely aesthetic reasons—and not always successfully. For example, the final ballet, tied to the reinstated and rarely performed symphonic piece (frankly best left aside), proved decidedly poor, with the attempt to introduce masks and with rather questionable dancers.As for the musical side, Roberto Abbado’s conducting deserves nothing but praise. He managed to highlight all the nuances of the score, demonstrating a remarkable rapport with the orchestra, which delivered its best especially in the winds.Regarding the voices, Salome Jicia’s Elettra deserves an unequivocally negative assessment: despite her attempt to pair vocal delivery with a strong stage presence, she revealed limits in all registers, particularly in the upper range, where she occasionally resorted to shrillness and suffered from intonation issues. Antonio Poli gave a solid performance as Idomeneo, displaying a powerful voice with perfect intonation.Of very high quality—above all—were Francesca Di Sauro and Mariangela Sicilia, excellent in every moment of the opera and especially in the Act III duet. Unreserved applause is due to these two protagonists, who tackled a score of uncommon difficulty. One can only hope to see them again at the Teatro Comunale of Bologna (perhaps in the classical venue…) even after their participation in last year’s Così fan tutte.A good public success overall, though the audience did not always seem fully appreciative, judging by the few and not particularly warm mid‑scene applauses.
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2 risposte a "Idomeneo – Bologna Comunale “nouveau” 27 Gennaio 2026"

  1. Avatar di Italo Bicchierri Italo Bicchierri ha detto:

    Vorrei soprattutto soffermarmi sul balletto finale. a mio parere dilettantesco e oltremodo noioso e non legato all’Opera. Per il resto spettacolo piacevole . Una nota sull’ Orchestra:I fiati non mi sono sembrati sempre immacolati.

    "Mi piace"

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