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In un’atmosfera …
talvolta surreale (anche per l’uso quasi costante di luci fredde) e con un inizio stile Magritte (due enormi massi che poi si aprono per permettere il passaggio dei protagonisti) l’Idomeneo di Mozart, opera seria giovanile, è rappresentata (si spera ancora fra le ultime volte) in quella specie di magazzino che è il comunale “nouveau”. Il dramma di Giambattista Varesco (da Antoine Danchet) rappresenta un mito lontano da quello classico con alterne fortune. In tutta la vicenda la presenza di Elettra sembra inserita solo allo scopo di avere almeno un carattere negativo ma è assolutamente artificiosa e sostanzialmente priva di senso. La regia di Marian Bauduin punta a una visione introspettiva con i protagonisti in primo piano e sullo sfondo coreografie che dovrebbero interpretare in qualche modo i loro stati d’animo ma che in generale falliscono lo scopo risultando quasi sempre avulse dal contesto. Alcune (poche) di queste coreografie sono di qualità ma paiono “appiccicate” a solo scopo estetico. E non sono sempre felici. Ad esempio il balletto finale, legato al reintrodotto e poco praticato brano sinfonico (francamente da non ripeter), è risultato assolutamente scadente con il tentativo di inserire maschere e con ballerini discutibili (eufemismo).
Quanto al lato musicale non si può che applaudire la direzione di Roberto Abbado che ha saputo sottolineare tutte le sfumature della paritura dimostrando un non comune affiatamento con l’orchestra che soprattutto nei fati ha avuto la sua parte migliore.
Quanto alle voci un voto assolutamente negativo alla Elettra di Salome Jicia che pur nel tentativo di associare alla vocalità una presenza scenica significativa ha dimostrato limiti in tutti i registri e segnatamente nel registro acuto dove in alcuni casi ha “strillato” e mancando di intonazione. Buona la prestazione di Antonio Poli come Idomeneo che presenta una vocalità possente con un’intonazione perfetta. Molto di qualità e sopra tutti la coppia Francesca Di Sauro e Mariangela Sicilia in ogni frangente dell’opera e in particolare nel duetto del terzo atto. Un plauso senza incertezze alle due protagoniste impegnate in una partitura di non comune difficoltà. Ci si deve augurare di vederle ancora al comunale di Bologna (magari in quello classico…) anche dopo la loro partecipazione al “Così fa tutte” dello scorso anno. Nella norma gli altri cantanti. Un buon successo di pubblico (che però non sembra avere gradito sempre l’opera per i pochi poco calorosi applausi a scena aperta).
Direttore Roberto Abbado
Regia Mariano Bauduin
Cast
IDOMENEO Antonio Poli
IDAMANTE Francesca Di Sauro
ILIA Mariangela Sicilia
ELETTRA Salome Jicia
ARBACE Leonardo Cortellazzi
GRAN SACERDOTE DI NETTUNO Xin Zhang
LA VOCE DELL’ORACOLO DI NETTUNO Luca Park
SCENE Dario Gessati
COSTUMI Marianna Carbone
LUCI Daniele Naldi
COREOGRAFIE Miki Matsuse van Hoecke
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Vorrei soprattutto soffermarmi sul balletto finale. a mio parere dilettantesco e oltremodo noioso e non legato all’Opera. Per il resto spettacolo piacevole . Una nota sull’ Orchestra:I fiati non mi sono sembrati sempre immacolati.
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Ovviamente concordo sul balletto finale: un disastro. I fiati non mi sono sembrati così male, almeno nella data in cui ho assistito all’opera.
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