Sinfonica

Bjarnason Bahari – Bologna comunale “nouveau” 31 Gennaio 2026


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E’ oltremodo …
. . difficile valutare un brano “moderno” al primo ascolto, Peraltro ci sono precedenti storici come la Grande Fuga op. 133 di Beethoven o le “Sagre du printemps” di Stravinskji che furono accolti negativamente quando non con insulti e sberleffi (ad esempio per il brano di Stranviskji un giornale palò di “Massacre du printemps”.  Ovviamente ci sono stati anche esempi positivi, ad esempio la sonata di Franck per violino e pianoforte “adottata” immediatamente da Eugène Ysaye cui era stata inviata per dono di nozze.  Per questo mi è difficile valutare i brani di Bjarnason. Da un punto di vista particolarmente personale ho più apprezzato il primo brano mentre ho trovato cervellotico il concerto per violino e orchestra. Innanzitutto la partitura prevederebbe che l’esecutore “fischiasse” accompagnando il violino in alcuni momenti (una scelta molto discutibile anche perché la violinista ha scelto invece il canto a bocca chiusa) e per gli interminabili “solo” del violino.  Però dovrei riascoltarlo più volte per farmi un’idea precisa. Ovviamente molto più interessante la “passacaglia” di Britten (il nome antico di “tema con variazioni” adottato anche da Brahms nell’ultimo tempo della quarta sinfonia) mentre le sinfonie di Sibelius (e questa in particolare) semplicemente non mi piacciono (“mea culpa”). Il direttore islandese (Islanda, quella che il mitico Trump ha scambiata per 5 volte per la Groenlandia a Davos) è un ottimo professionista che per un giudizio più approfondito dovrebbe essere riascoltato in un repertorio più articolato.  Meno bene decisamente la violinista svedese Bahari allle prese con un partitura impervia ma che ha “candiamente” ammesso di non avere pronto nessun brano per un bis. Fenomenale!
Programma
BJARNASON Fragile Hope Prima esecuzione italiana
BJARNASON Concerto per violino e orchestra Prima esecuzione italiana
BRITTEN Peter Grimes: Passacaglia
SIBELIUS Sinfonia n. 7 in do maggiore op 105
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(Giovanni Neri 80)
Happy

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It is exceedingly difficult to evaluate a “modern” piece on a first hearing. There are, after all, historical precedents such as Beethoven’s Grosse Fuge op. 133 or Stravinsky’s Le Sacre du printemps, both of which were received negatively—if not with outright insults and mockery. (A newspaper even referred to Stravinsky’s work as “Massacre du printemps). Of course, there have also been positive examples, such as Franck’s Sonata for violin and piano, which was immediately “adopted” by Eugène Ysaÿe, to whom it had been sent as a wedding gift. For this reason, I find it difficult to judge Bjarnason’s works. On a very personal level, I appreciated the first piece more, while I found the violin concerto rather contrived. To begin with, the score requires the performer to whistle while accompanying the violin at certain moments—a highly debatable choice, especially since the violinist opted instead for humming in this case—and then there are the interminable violin “solos.” Still, I would need to listen to it several more times to form a precise opinion. Britten’s Passacaglia is, of course, far more interesting (the old name for “theme and variations,” also used by Brahms in the final movement of his Fourth Symphony), whereas Sibelius’s symphonies (and this one in particular) simply do not appeal to me “mea culpa”. The Icelandic conductor (Iceland, the country that the legendary Trump confused five times with Greenland in Davos) is an excellent professional, though a more in‑depth assessment would require hearing him again in a broader repertoire. The Swedish violinist Bahari fared decidedly less well, grappling with a forbidding score and candidly admitting she had no encore prepared. Remarkable!
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3 risposte a "Bjarnason Bahari – Bologna comunale “nouveau” 31 Gennaio 2026"

  1. Avatar di Carlo Borghi Carlo Borghi ha detto:

    Non ho capito perchè – Comunale “noveau” -. Forse perchè era per metà musica contemporanea? Anch’io non ho goduto molto di questo concerto. Comincio ad essere un po’ (vecchio) attempato.

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  2. Avatar di Italo Bicchierri Italo Bicchierri ha detto:

    Ho apprezzato l’ intero Concerto anche nella impaginazione ,oltre che nel programma. Elegante e preciso il direttore.Sicuramente un po’ in difficolta’ la simpatica violinista.Mi augurerei solamente che musiche contemporanee entrassero piu’ frequentemente nei programmi concertistici bolognesi. All’ estero e’ normale che vengano eseguiti brani di musicisti contemporanei nei programmi delle Stagioni concertistiche.Per fortuna! Beethoven e Chopin erano contemporanei del proprio tempo.

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