MATISSE
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Tramontati i grandi quartetti…
.. che hanno caratterizzato la seconda metà del ‘900 (tanto per citarne alcuni Amadeus, Berg, Lassalle, Italiano) il quartetto Hagen è oggi uno degli alfieri del quartettismo internazionale (non dimenticando però attuali eccellenze italiane come il quartetto di Cremona). Fondato dai quattro fratelli nel lontano 1981, figli del primo violino del Mozarteum di Salzburg, dopo l’abbandono di Angelika nel 1987 come secondi violini si sono succeduti prima Annette Blik e poi Rainer Schmidt che insieme a Veronika, Clemens e Lukas forma la compagine attuale. Una compagine principalmente dedicata al repertorio tedesco (anche per la sovrabbondanza di partiture quartettistiche rispetto ad altri paesi) che però non trascura anche le composizionei di altri autori, come nel caso del concerto odierno. Con il quartetto Hagen hanno suonato alcuni dei maggiori artisti contemporanei (ad esempio M.Pollini e S.Mayer) a riprova dell’altissimo grado di maturità della compagine, sedimentata in più di 40 anni di carriera. La consuetudine e l’alto grado di musicalità, intedendendo tecnica e sonorità, oltre che una maturazione affinata negli anni, hanno portato il quartetto Hagen ai vertici delle formazioni da camera. Di certo il capolavoro del concerto di ieri sera è stata l’esecuzione del quartetto di Haydn che ha saputo estrarre dalla partizione (che ha anche alcune piccole deviazioni dalla struttura classica) tutte le sfumature di un compositore che, pur solidamente ancorato alla cultura del suo paese, già guarda al prossimo futuro, includendo in questo Beethoven. Un quartetto della piena maturità del compositore in cui tutti gli stilemi compositivi suoi propri vengono fusi in una sorta di “summa” finale a completamento di un ciclo compositivo ricchissimo. Un’interpretazione di altissima qualità. Anche negli altri due quartetti (e segnatamente quello di Bartòk) l’intima essenza musicale insita nel brano è stata fatta risaltare, sottolineando nel quartetto del compositore ungherese gli aspetti anche folkloristici della composizione. Quanto a Mozart un’esecuzione pregevolissima ma forse un po’ più convenzionale senza volere toglire nulla al suo valore. Un buon successo di pubblico ma ben lontanto da quella che certi virtuosismi solistici riescono a suscitare, soprattutto per composizioni che siano note al pubblico…. Meditate, gente, meditate..
PS “Believe it or not” nessuna notizia da parte del management del teatro comunale per l’ignobile manfrina della prima. Ho richiesto il rimborso dei miei due abbonamenti ma a parte la conferma di ricezione del messaggio email nessuna risposta.
Sono costretto ancora una volta a segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati
“Mille e non più mille”: con questo grido veniva accompagnato nelle piazze dai “millenaristi” l’avvento dell’anno mille dell’era cristiana. Mille sono con questo post le recensioni di Kurvenal dal 2014, anno del primo post. Non cesserò di pubblicare i miei posts fino a quando l’età me lo permetterà. Intanto colgo l’occasione per un sentito ringraziamento ai miei lettori (registrati e non – alcuni nascondono per motivi poco nobili di essere lettori del blog e per questo non scrivono mai un commento) che oggi si attestano a un numero molto superiore ai 500. Per un blog come questo, in un certo senso elitario, è veramente un successo a 6 stelle.
(Giovanni Neri 77)
Programma
F.J.Haydn Quartetto n. 75 in sol maggiore op. 76 n. 1
B.Bartòk Quartetto n. 3 Sz. 85
A.Mozart Quartetto n. 14 in sol maggiore KV 387
A coloro che leggono il blog chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla). Così facendo riceveranno un messaggio e-mail tutte le volte che un nuovo post viene pubblicato.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. In base alla nuova normativa chi si fosse iscritto e desidera de-iscriversi è sufficiente che mi invii un messaggio e-mail..
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The great quartets which characterized the second half of the 20th century (Amadeus, Berg, Lassalle, Italiano to name a few) have disappeared and the Hagen quartet is today one of the standard bearers of the international quartettism (not forgetting current Italian excellences such as the Cremona quartet). Founded by the four brothers way back in 1981, sons of the first violin of the Mozarteum in Salzburg, after Angelika’s abandonment in 1987, first Annette Blik and then Rainer Schmidt took over as second violins who together with Veronika, Clemens and Lukas forms the current team. A team mainly dedicated to the German repertoire (also due to the overabundance of quartet scores compared to other countries) which however does not neglect the compositions of other authors, as in the case of today’s concert. Some of the major contemporary artists have played with the Hagen quartet (for example M.Pollini and S.Mayer) as proof of the very high level of maturity of the group, consolidated over more than 40 years of career. The habit and the high degree of musicality, meaning technique and sound, as well as a maturation refined over the years, have brought the Hagen quartet to the top of chamber ensembles. Certainly the masterpiece of last night’s concert was the performance of Haydn’s quartet which extracted from the score (which also has some small deviations from the classical structure) all the nuances of a composer who, although solidly anchored to the culture of his country, is already looking to the near future, including Beethoven. A quartet from the composer’s full maturity in which all his styles are merged into a sort of final “summa” to complete a very rich compositional cycle. An interpretation of the highest quality. In the other two quartets too (and in particular that of Bartòk) the intimate musical essence inherent in the pieces was brought out, underlining in the Hungarian composer’s quartet the folkloristic aspects of the composition. As for Mozart, a very fine performance but perhaps a little more conventional without taking anything away from its value. A good success of the public but far from that which certain solo virtuosities manage to arouse, especially for compositions that are known to the public….”Food for thought”….
PS “Thousand and no more than thousand”: with this outcry the “millenarians” accompanied the advent of the year 1000 of the Christian era. With this post the reviews of Kurvenal since 2014 are thousand. I will not stop publishing my posts as long as the age allows me. In the meantime, I would like to take this opportunity to thank my readers (registered and not – some hide for not noble reasons that they are readers of the blog and for this reason they never write a comment) who today stand at a number much higher than 500. For a blog like this, somehow elitist, it is a truly 6-stars success.
PS I would kindly ask the readers of this blog to register (which implies nothing) which can be easily made by “clicking” the black square above each post. By so doing they will receive an e-mail message whenever a new post is published.
PS A “blogger” is not an oracle and inevitably makes errors (the minimum possible..). I often receive “corrections” not always fundamental and not always accurate. Just as I submit myself to the judgement of others with the name and surname so those who want to have the goodness to report errors or inaccuracies will have to do so only by sending a comment: everyone has his own responsibility.
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Complimenti per il traguardo della millesima recensione.
E sempre un piacere leggerla.
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Grazie, molto gentile!
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