

Forse andrebbe segnalato per prima cosa che la proposta “cena con gli artisti” si riduce in realtà a una cena in una sala ove cenano anche gli esecutori che hanno però un tavolo riservato talché la possibilità di interazione spettatori-esecutori è semplicemente nulla. Ciò detto il breve concerto (l’op. 78 di Brahms e la sonata di Franck) può essere considerato “soddisfacente” in un ambito estivo ma a una disamina più razionale non sono mancate le non piccole carenze. In primo luogo quella del pianista ammalato di protagonismo sia dal punto comportamentale sia da quello del volume di suono, che ha coperto assai spesso il suono del violino, generando uno squilibrio forse dovuto anche all’assenza di prove sufficienti e comunque inadatto al volume della sala. Quanto al violinista, esso è dotato di bel suono (per chi ne ha memoria mi ricordava Nastase nel tennis, tennista elegante “di tocco” che oggi sarebbe spazzato via dagli schiacciasassi che dominano il panorama internazionale) ma di ridotta incisività, messa particolarmente in luce dal confronto con l’esuberante pianista. L’esecuzione della sonata di Brahms è risultata – specialmente nel primo tempo – troppo lenta ed esangue, lontana dalla spirito del compositore amburghese; migliore l’esecuzione della sonata di Franck se si prescinde dal truculento pianista. Un bis brahmsiano dalla sonata “Frei aber Einsam”. Un buon successo del ridotto pubblico.
Blogposts translations are now available!
With Windows PC just select in the right box your language and then activate “traduci” or “translate”. With MAC or iPAD insert in the box “touch to type” the address kurvenal.wordpress.com and then activate “traduci” or “translate”: the last inserted post is (very badly unfortunately…) automatically translated.


Grazie prof., il suo é un bel servizio che rende a tutta la comunitá che segue queste iniziative culturali sparse un poco dappertutto. Fra le altre é molto spprezzabile il dettaglio della cena con gli artisti che poi si é risolta nel solo fatto di cenare nello stesso locale e non “insieme”.
La correttezza dell’organizzazione avrebbe dovuto tenere conto di questa aspetto che non é secondario.
Perché infatti uno che sceglie ‘quel’ ristorante o trattoria che sia, lo fa principalmente per stare insieme agli artisti, per avere un minimo di interscambio.
Diciamo che questo finale deve fare parte dell’evento perché cosí é stato pubblicizzato.
E se non lo é stato qualcosa non ha funzionato a dovere.
"Mi piace""Mi piace"