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Un concertino
dove il diminutivo è voluto. Un concerto riduttivo in termini quantitativi e qualitativi. Il primo brano in programma (la sinfonia di Vivaldi) non viene eseguito senza alcun motivo, almeno a conoscenza del sottoscritto. Almeno annunciarne il motivo sarebbe stato il minimo. ll direttore Hofsteder è un buon professionista che però non ha avuto modo di esprimere le sue qualità nei due soli brani che ha diretto. Nulla da eccepire sull’orchestra e sul coro sempre all’altezza della tradizione del teatro. Non altrettanto per le due soliste. Da un lato una voce che assume toni metallici all’aumentare del volume e dell’altezza del suono e dall’altro una voce che fatica a uscire dalla profondità della gola. Insomma una prestazione complessiva di bassa qualità. A differenza della prima serata nessuna contestazione plateale del sovrintendente Colabianchi e della sua protetta Venezi. Anzi sul Corriere di oggi ci sono dichiarazioni bellicose di resistenza. Vedremo se al probabile cambio di orientamento del comune alle prossime elezioni non cambierà la musica e se anche la Fenice sarà coinvolta nelle ristrutturazioni in corso nel governo del paese. Si può sperare.
PS Non lo faccio mai ma per pura curiosità sono andato a vedere i commenti sparati dai soliti leoni da tastiera in merito alla contestazione del sovrintendente. E’ devastante vedere il livello di chi molto probabilmente non capisce nulla di musica o di direzione d’orchestra. Tutto si riduce a insulti “politici” senza una sola considerazione tecnica. Gente che non sa cosa fare e parla di cose che non capisce soddisfatta solo del fatto di essere pubblicata. Chiacchiere da “bar sport” che sono però uno spaccato di come tanti formano la propria opinione su fatti che non capiscono e non conoscono. Ed è gente che vota anche…
Programma
Antonio Vivaldi Sinfonia Al Santo Sepolcro in si minore rv 169
Antonio Lotti Credo in fa maggiore per voci, archi e continuo
Giovanni Battista Pergolesi Stabat mater (soprano Giulia Bolcato – contralto Teresa Iervolino)
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