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Un’opera barocca …
,,, francamente interessante solo sotto il profilo archeologico e che poteva restare nascosta nelle pieghe della storia musicale senza rimpianti. Classica struttura barocca: recitativo-aria-recitativo… Una storia – se così vogliamo chiamarla – di “corna” romane vere o presunte con l’immancabile lieto fine. E anche musicalmente ci sono opere vivaldiane molto più interessanti ma ogni tanto si esumano anche opere minori anche per cambiare repertorio. Diciamo subito che il cast non è stellare. Svetta su tutti il Caio di Lucia Cirillo, grandi capacità vocali e interpretative perfettamente a suo agio nei vocalizzi vivaldiani. Al’estremo inferiore il Decio di Ruairi Bowen carente come emissione e intonazione per fettamente a suo “disagio” nella parte e che francamente non si capisce perché sia stato scelto. E purtroppo una nota di biasimo anche per l’Ottone di Margherita Maria Sala che è totalmente inadatta a un repertorio barocco. Sforza, non trova mai l’intonazione giusta e anche scenicamente non rende certamente il ruolo di imperatore che impersona. Nella norma la Cleonilla (ma dove avrà trovato un nome così bizzarro il librettista) e Tullia (Michela Antenucci) in una parte del tutto secondaria. Lo spettacolo è salvato da due componenti. La scenografia innanzitutto. Sono molto belle le statue umane che fanno da cornice a tutta l’opera, con i ballerini vestiti in modo succinto e imbiancati, a somiglianza appunto di statue e che via via rappresentano diverse forme neoclassiche. Una scelta sicuramente di qualità che nobilizza lascena dell’opera. E un plauso alla compagine orchestrale diretta da Bruno Fasolis un vero esperto di musica barocca. Un buon – non strepitoso – successo di pubblico.

Cleonilla Carlotta Colombo
Ottone Margherita Maria Sala
Caio Silio Lucia Cirillo
Decio Ruairi Bowen
Tullia Michela Antenucci
Orchestra del Teatro La Fenice
direttore Diego Fasolis
regia e coreografia Giovanni Di Cicco
regista collaboratrice Emanuela Bonora
scene Massimo Checchetto
assistente scene Serena Rocco
costumi Carlos Tieppo
light designer Andrea Benetello
coordinamento coreografico Associazione Deos Danse Ensemble Opera Studio
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