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Un quartetto con una …
. .lunga tradizione (fondato nel 1975), che ha subito negli anni moltissime modifiche della sua composizione (un fatto inevitabile ma in questo caso particolarmente significativo) e che costituisce ancor oggi un punto di riferimento nel quartettismo internazionale non senza però alcuni difetti. La formazione ha come sua caratteristica quella di un suono sempre vellutato, quasi etereo che – se giustificato ad esempio nel primo movimento dell’0p.130 di Beethoven non lo é in altre situazioni musicali – meglio si adatta a un ambiente ridotto e perde un po’ del suo significato in un grande uditorio. La sensazione è comunque che anche l’ultimo recente inserimento del secondo violino necessiti ancora di una maturazione. Questo, naturalmente, senza togliere nulla a una esecuzione di ottimo livello ma che al confronto con altre famose e maturate formazioni non raggiunge sempre livelli di eccellenza. Ne fa fede, giusto per concentrarci sul brano più significativo della serata, l’assenza di dinamiche più incisive nell’op.130 a detrimento di uno dei grandi lavori quartettistici. Non credo che valga la pena di soffermarsi sul quartetto di Haydn mentre una breve riflessione merita il brano di Assad (non ha un suo nome specifico). Qui si riscontra una tendenza che si ritrova sempre più spesso nei compositori moderni, quello di associare all’esecuzione anche un movimento fisico degli esecutori come complemento dell’interpretazione. Ci sono anche – pochi – esempi nel passato e segnatamente nel quartetto di Mozart famoso per l’uscita scenica degli strumentisti, il quartetto per archi n. 2 in fa diesis minore, op. 50 “Quartetto degli Addii, composto però probabilmente da Haydn non da Mozart. Ma la tendenza è oggi sempre più accentuata. Nulla di ridire ma la sensazione è che il movimento distolga l’attenzione e non aggiunga molto al significato del brano che – a parte questo – è musicalmente gradevole e forse non aveva bisogno del movimento degli esecutori. Un buon successo.
Programma
Haydn Quartetto n. 74 in sol minore Hob: III: 74
Assad PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA dedicata al Takács Quartet
Beethoven Quartetto n. 14 in do diesis minore op. 131
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