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Un concerto …
. . assolutamente godibile in tutte e le due parti. Il quartetto Adorno (nel caso specifico con tre strumetisti di sesso femminile), seppure formato da elementi abbastanza giovani, ha al suo attivo – giustamente – un successo già significativo. L’esecuzione del quartetto di Schubert è stato di ottima qualità (con qualche incertezza di intonazione) che ha ricevuto un ottimo applauso, anche per la bellezza del brano. Assolutamente discutibile l’attacco troppo esuberante del terzo tempo che riduce l’efficacia del brano. Ma in complesso un’ottima esecuzione. Nel secondo tempo il celebre non bellissimo) quintetto di Weber con la partecipazione del clarinettista Carbonare, una eccellenza internazionale, che ha estratto dal suo strumento tutte le sfumature possibili. Giustamente Carbonare ha citato altre composizioni con clarinetto (segnatamente Mozart e soprattutto Brahms) che auspichiamo di potere quanto prima ascoltare. Il concerto si è chiuso con una composizione klezmer, una tipologia in cui il clarinetto la fa da padrone (come anche dal nome stesso). Una scelta felice che nulla ha tolto alla impostazione classicistica de concerto ma che ha aperto il repertorio a uno stile quasi mai presente. Ovviamente anche in questo caso viene sottolineata la grande professionalità di Carbonare. Ottimo successo di pubblico e due bis. Un “foglio d’album” di un quintetto di Mozart che mai ha visto la luce e un assolto virtuosistico di clarinetto. Una bella serata.
Programma
F.Schubert Quartetto n.14 “La morte e la fanciulla”
C.M von Weber Quintetto per clarinetto e archi op.34
B.Kovacs Sholem-Alekhem-Rov Feidman per clarinetto e archi
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