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L’ultimo dramma del ciclo dell ‘Anello del Nibelungo” …
,,, è l’epitome della concezione wagneriana del mito dell'”eroe puro” che sostituisce la decadente impostazione di dei immortali che infatti in questo caso vedono la loro fine. La mortalità degli dei e la loro sostituzione è una delle caratteristiche più significative del “credo” di Wagner e costituisce un “unicum” in tutta la letteratura. Götterdämmerung conclude il ciclo del Ring alla Scala sviluppato su più anni e che sarà ripetuto interamente nel giro di un mese con gli stessi interpreti. Opera monumentale nella quale si intrecciano i destini del mondo reale e quello degli eroi mitici costretti conforntarsi con una realtà mondana misera e corrotta. E’ questa rappresentata dal regno dei Ghibicunghi capeggiato da un re (Gunther) imbelle alla ricerca di una sua giustificazione, da una sorella sua succube (Gutrune) e da un fratellastro (Hagen) figlio di Alberich e da lui designato a vendicare il furto dell’anello e dell’oro consumato nel Rheingold. Inutile qui riprendere lo svolgimento el dramma che si conclude con la morte a tradimento di Sigfrido.
La regia di questo Götterdämmerung ha luci ed ombre. Le luci sono rappresentate -ad esempio – dalla foresta simbolicamente rappresentata da enormi maschere che incombono sui protagonisti e segnatamente nel colloquio fra Hagen e Alberich (in questo caso in forma umana mentre più spesso solo rappresentato – più significativamente – da una voce che proviene da un al di là fumoso e ignoto). Del tutto scadente invece la rappresentazione del popolo dei Gibicunghi che sembrano usciti da una piazza S-Marco durante il carnevale. E che dire del ballerino che si contorce a corredo della salma di Sigfried morto nel finale maestoso ch conclude il ciclo wagneriano. Il clima dovrebbe essere quello cupo, tragico, grandioso celebrativo della scomparsa dell’eroe mentre il folletto che si aggira c’entra come i cavoli a merenda.
Ma veniamo alla parte musicale. Eccezionale la direzione (giustamente applauditissima) di Simone Young che ha saputo trarre dall’orchestra tutte le sfumature necessarie al dramma. Un gesto a volte imperioso e a volte più morbido ma sempre in grado di trasmettere all’orchestra il significato musicale di quanto eseguito. (Chissà se alla Venezi fischiano le orecchie… Venga a Milano per capire come si dirige senza trastullarsi nelle lozioni per i capelli).
Imperiosa la Brunhild di Camilla Nylund che in nessun caso ha fatto rimpiangere Iréne Theorin della precedente edizione scaligera. E’ lei che domina su tutto il cast con un finale travolgente davanti alla salma di Sigfried che ha fatto ricordare quello della morte di Isotta. Molto buono il Sigfried di Klaus Florian Vogt che in alcune parti non ha reso la potenza drammatica del personaggio. Meno brillante l’Hagen di Klaus Florian Vogtche, seppure sempre con una intonazione perfetta, non ha saputo infondere al personaggio la tragicità malefica che sarebbe stata necessaria. E altrettanto di può dire per Johannes Martin Kränzle come Alberich. Russell Braun e Olga Bezsmertna con una prestazione di decente professionalità hanno pareggiato con la loro vocalità la modestia teatrale di Gunther e Gutrune. Un plauso particolare a Nina Stemme come Waltraute giustamente applaudita calorosamente dal pubblico. Comunque una grande edizione scaligera del Götterdämmerung molto applaudita da un non folto pubblico (anche a causa della durata dello spettacolo e dell’orario di inizio. Il Götterdämmerung – come l”estero – si deve iniziare alle 16 e non alle 18!).
(Giovanni Neri – 80)
| Direttrice | SIMONE YOUNG |
|---|---|
| Regia | DAVID MCVICAR |
| Scene | DAVID MCVICAR & HANNAH POSTLETHWAITE |
| Costumi | EMMA KINGSBURY |
| Luci | DAVID FINN |
| Video e proiezioni | KATY TUCKER |
| Coreografie | GARETH MOLE |
| Maestro arti marziali / prestazioni circensi | DAVID GREEVES |
Cast
| Siegfried | Klaus Florian Vogt |
| Hagen | Günther Groissböck |
| Gunther | Russell Braun |
| Alberich | Johannes Martin Kränzle |
| Brünnhilde | Camilla Nylund |
| Gutrune/Terza Norna | Olga Bezsmertna |
| Seconda Norna | Szilvia Vörös |
| Waltraute | Nina Stemme |
| Woglinde | Lea-ann Dunbar |
| Wellgunde | Svetlina Stoyanova |
| Flosshilde | Virginie Verrez |
| Prima Norna | Christa Mayer |
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Io hHo visto la prima e a me è piaciuto spettacolo godibile alcune cose molto come coro e cantanti altre meno come l’uomo cavallo. Regia unpo fantasy e tradizionale ma almeno non disturba e non ci vuole il vocabolario! Sono d’accordo per l’orario di inizio dovrebbe iniziare prima.
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