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Non so se sia lecito …
. ..parlare in modo non celebrativo di Garibaldi… Ovviamente mi riferisco al concerto dell’attesissimo Kissin che – inutile dirlo – ha riscosso un acritico trionfo da una sala gremita in ogni ordine di posti. Ma forse una qualche considerazione più approfondita rispetto agli applausi copiosi (e spesso fuori luogo a riprova di un pubblico che in larga misura non distingue fra una partita di calcio o un concerto rock- con tanto di gridolini – e un concerto di musica classica) va fatta. Concerto Kissin: occasione mondana per molti. (Si potrebbero fare molte considerazioni in merito estendendole anche ad altri ambiti ma forse non è qui il caso). Cominciamo dal programma, un poco “sfilacciato”con “di tutto un po’ ”. Non siamo più abituati (in generale, fortunatamente) a programmi “potpourri” Se lo scopo era quello di un tributo a Šostakovič (e al suo amore per Bach) che c’entrano tre brani chopiniani (fra l’altro scelti senza una particolare logica) se non quella di solleticare i gusti non raffinatissimi del pubblico? E per certi aspetti anche il tributo a Šostakovič con due preludi e fughe per completare il minutaggio non è apparso del tutto felice. E passiamo alle esecuzioni. Discutere di esecuzioni filologiche (e non) per il grande tedesco è parlare del solito sesso degli angeli. Kissin sceglie una esecuzione filologica, senza pedale e praticamente senza variazioni dinamiche. Tutto ok ma il volume elevato costante non riflette lo spirito ricercato del clavicembalo. Ma vabbé.. Poi i tre brani chopiniani (anche qui con dinamiche ridotte e tempi anche piuttosto “rilassati”) certamente di qualità, compreso lo scherzo n.4 che (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa) mi è sempre sembrato non della stessa qualità degli alti tre. Una esecuzione del livello atteso da Kissin. Molto bella la pochissima eseguita sonata di Šostakovič. Qui Kissin ha saputo riversare nell’esecuzione il proprio spirito di origine anche se l’uso della partitura riflette forse una esecuzione non molto maturata, anche perché lo spirito del compositore russo non è semplicissimo da sviscerare. Credo che un’ulteriore maturazione esecutiva sia da auspicare. Inutile commentare i due preludi e fughe. A differenza di alcuni casi (memorabile la serata con 15 bis) qui i bis sono stati solo 3. Un corale bachiano, il secondo scherzo di Chopin (che ha fatto crollare la sala dagli applausi – eh… qui ritroviamo musica che conosciamo…) per finire con il valtz il do diesis minore sempre di Chopin (che essendo meno rutilante ha riscosso meno applausi). Insomma una serata interessante ma non entusiasmante.
Programma
Johann Sebastian Bach Partita n. 2 in do minore BWV 826
Fryderyk Chopin Notturno in do diesis minore op. 27 n. 1, Notturno in la bemolle maggiore op. 32 n. 2, Scherzo n. 4 in mi maggiore op. 54
Dmitrij Dmitrevič Šostakovič Sonata n. 2 in si minore op. 61 Due Preludi e Fughe op. 87: n. 15 in re bemolle maggiore – n. 24 in re minore
PS Sono costretto ancora una volta a segnalare che commenti “anonimi” e non inviati ai “commenti” dei posts sono immediatamente cassati






Mi soffermero piu’ che sull’aspetto meramente musicale ( di indubitabie qualita’ ) sul contorno di pubblico e sull’ evento in se’ che ha attirato un folto pubblico ( e temo che cio’ sara ‘ ancora piu’ evidente nell’ annunciato Concerto dei Berliner Philharmoniker al Palasport !). Il Concerto e’ Musica, a cui si partecipa per il piacere di ascoltare non evento ” da non perdere” e a cui bisogna essere presente come purtroppo spesso accade a Bologna .
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Nessun dubbio: semplicemente la kermesse degli ignoranti. Ma forse un commento da una persona esperta sarebbe utile
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