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Di una cosa …
. ..si può essere certi: Sokolov è il più grande “trillista sulla scena mondiale, un vero maestro del doppio scappamento. I suoi trilli sono impeccabili veloci e adamantini ma talvolta eccessivi numericamente, quasi manieristici, come già una volta sottolineato in un concerto la cui prima parte era dedicata a compositori barocchi. Anche in questo caso ha voluto sorprendere il pubblico con una prima parte dedicata a un compositore elisabettiano, ovviamente rivisto per il pianoforte mentre l’originale era previsto per virginale o altro strumento a corte pizzicate. Una scelta di archeologia musicale interessante ma purtroppo troppo prolungata. Esecuzione impeccabile tecnicamente ma musicalmente prolissa. A questa parte del concerto è seguito un intervallo di quasi 25 minuti con un accordatore che si è accanito su un pianoforte che non aveva denunciato difetti fino ad essere richiamato dalla direzione a concludere il suo inutile lavoro. Succede che durante gli intervalli gli accordatori rivedano qualche suono ma non l’intera tastiera. Nella seconda parte si inizia con una sequenza di mazurche chopiniane. Sono queste composizioni “delicate” e costante oggetto di controversie sulle modalità interpretative da adottare. Alcuni sono fautori di una visione intimistica altri invece di una impostazione più dinamica. A questa seconda categoria si inscrive Sokolov. Nulla da eccepire, una volta scelta la modalità esecutiva. Certamente una esecuzione di grande qualità. A seguire le Waldszenen schumanniane. E’ questa una tardiva suite di brevi brani che riprende l’impostazione delle prime partiture del compositore di Zwickau ma che non ne ripete le caratteristiche grandiose. E’ composizione che si sviluppa dopo il grande periodo delle composizioni orchestrali, del concerto per piano e orchestra op. 54 e i brani di musica di camera. Non è certo da annoverare fra i capolavori di Schumann e la sua impostazione lascia trasparire una certa stanchezza (come testimoniato anche metaforicamente dall’ultimo brano “Abschied” chw pare proprio un commiato da questo tipodi composizione). L’interpretazione di Sokolov non è stata adeguata al carattere piuttosto intimistico che sottende tutta la suite e segnatamente il furore esecutivo del secondo brano (Jager auf der Laur) è sembrato rispecchiare più una impostazione virtuosistica che una esegesi musicale di quanto eseguito. Una esecuzione di certo non memorabile soprattutto se messa a confronto con altre (ad esempio Volodov). Sokolov è comunque un grande pianista e anche molto generoso regalando al pubblico sei bis di cui 4 chopiniani. Grande (inevitabile ..) successo di un pubblico non sempre sofisticato nelle sue valutazioni.
Programma
William Byrd John Come Kiss Me Now T 478, The First Pavan.The Galliard to the First Pavan T 487, Fantasia T 455, Alman T 436, Pavan: The Earl of Salisbury. Galliard. Second Galliard T 503, Callino Casturame T 441
F.Chopin Quattro mazurche op.30, Tre mazurche op. 50
R.Schumann Waldszenen op. 92
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