Cameristica, Sinfonica

Julian Rachlin – Bologna Sinfonica 17 Febbraio 2020


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Julian Rachlin    … Julian Rachlin..
..è  un ottimo professionista del violino ma non altrettanto ottimo direttore d’orchestra. La cosa merita un po’ di attenzione. Quasi tutti i solisti, prima o poi, ad esclusione di pochi – ad esempio Maurizio Pollini dopo la sua non felice direzione de La donna del lago – hanno la tentazione di allargare il proprio repertorio all’orchestra. E non si tratta solo di motivazioni musicali ma di impegno differente. Come confessò una volta Vladimir Ashkenay, dirigere richiede meno impegno temporale e meno sforzo fisico e quindi… La realtà è che questa trasmigrazione raramente è felice perché gli ambiti sono diversi e nessuno si può improvvisare direttore. L’esempio più felice è quello di Daniel Barenboim che è ottimo direttore e ottimo pianista ma che fin dagli esordi della sua carriera ha abbinato i due ambiti maturando una preziosa esperienza.  Anche recentemente Leonid Kavakos ha confessato che la direzione è una prospettiva necessaria col passare del tempo per un violinista.  A parte il caso di Ruggero Ricci (e con risultati discutibili negli ultimi anni della sua carriera) ci sono pochi esempi di violinisti che hanno proseguito con il passare del tempo. E lo stesso dicasi per i pianisti: l’età non perdona. Si pensi anche al caso di Brendel: che io ricordi solo Rubinstein fra i pianisti fu in grado di mantenere un alto standard esecutivo anche oltre gli ottanta anni. Altri (Backhaus, Kempff etc.) degradarono – e oggi degradano – in modo impietoso e con esecuzioni veramente da dimenticare. Rachlin è relativamente giovane e suona molto bene il violino, non in modo eccezionale. A parte il concerto di Mozart il bis bachiano è stato molto discutibile: un Bach esangue, con un suono flebile e una interpretazione piatta e oggettivamente incolore. Quanto alla sua direzione ci si potrebbe chiedere perché nel Prometeo ha fatto suonare gli ottoni in modo scassatimpani e nella Pastorale ha prodotto una esecuzione dignitosa ma niente di più. Come indicato all’inizio di questa recensione è un buon professionista ma con molti limiti. Un buon (non eccezionale) successo di pubblico che non ha richiesto alcun bis orchestrale.
.  (Giovanni Neri
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.…is a very good violin professional but not as good a conductor. This deserves a bit of attention. Almost all soloists, sooner or later, excluding a few – for example Maurizio Pollini after his unsuccessful direction of the La donna del lago – are tempted to expand their repertoire to the orchestra. And it’s not just about musical motivations, it’s about different engagements. As Vladimir Ashkenay once confessed, directing requires less effort and less physical exertion, and so… The reality is that this transmigration is rarely successful because the scopes are different and no one can improvise himself as a conductor. The most successful example is that of Daniel Barenboim who is a great conductor and a great pianist but who has combined the two areas since the very beginning of his career, gaining valuable experience.  Leonid Kavakos has recently confessed that conducting is a necessary perspective as time goes by for a violinist.  Apart from the case of Ruggero Ricci (and with questionable results in the last years of his career) there are few examples of violinists who have continued with the time. And the same holds for the pianists: age takes its toll. Consider Brendel’s case: as far as I remember only Rubinstein among the pianists was able to maintain a high executive standard even beyond the age of eighty. Others (Backhaus, Kempff etc.) degraded – and today degrade – mercilessly and with executions truly to be forgotten. Rachlin is relatively young and plays the violin very well, but not in an exceptional way. Apart from Mozart’s concert, the Bach’s encore was very questionable: a bloodless Bach, with a faint sound and a flat and objectively colorless interpretation. As for his direction you might wonder why in the Prometheus he made the brass instruments sound in a way that was unbearable and in the Pastoral he produced a dignified performance but nothing more. As indicated at the beginning of this review is a good professional but with many limitations. A good (not exceptional) audience success that didn’t require any orchestral encore…
.(Giovanni Neri)
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Programma
LUDWIG VAN BEETHOVEN Ouverture da Le creature di Prometeo
WOLFGANG AMADEUS MOZART Concerto per violino e orchestra n. 3 in Sol maggiore K 216
LUDWIG VAN BEETHOVEN Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 “Pastorale”
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