Sinfonica

Uryupin Baryshevskyi – Comunale Bologna 23 Novembre 2019


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Di Antonii  Baryshevskyi …About Antonii  Baryshevskyi….. avevamo già avuto modo di parlare  e non possiamo che confermare il giudizio estremamente positivo del pianista ucraino. Dotato di tecnica solidissima sempre al servizio dell’interpretazione ha dimostrato, nei due brani interpretati, grande maturità e consapevolezza dello stile necessario. Il brano di Respighi (un tributo a Bologna?), un tipico esempio di archeologia musicale, può tranquillamente tornare nel dimenticatoio della storia musicale, risultando diseguale e privo di un suo significato specifico. Insomma una accozzaglia di temi, poco legati fra loro e di valore assai discutibile. Molto diverso è il discorso del concerto di Šostakovic, un brano della piena maturità, pieno di freschezza e caratterizzato da stilemi cari al compositore russo, quali – ad esempio – i ribattuti che ricordano da vicino il bellissimo brano per piano e tromba. Bravissimo Baryshevskyi nel rendere appieno il significato musicale dell’opera e nel sottomettere il suo virtuosismo al discorso interpretativo. A 31 anni rappresenta un artista significativo che si distingue in mezzo a un folto insieme di muscolari tutta tecnica e niente cervello di cui è purtroppo infestato il panorama pianistico odierno. Ed è stato coadiuvato da un ottimo direttore, Uryupin, di origine strumentistica (clarinetto), che proprio per la sua origine ha saputo valorizzare l’orchestra bolognese. Impegnato anche in una sinfonia di Čajkovskij non delle più felici, ha saputo però dirigere con autorevolezza e con un gesto nel quale finalmente le due braccia non sono risultate sempre una la copia dell’altra. Il suo limite, forse, sta in un approccio un po’ troppo maschio alla partitura  ma di sicuro è stato un partner ideale per il pianista. Insomma un ottimo concerto con due bis pianistici, di cui uno di sapore vagamente jazzistico. Un ottimo successo di un folto pubblico. 
(Giovanni Neri)
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…..we had already had the opportunity of positively writing and we can only confirm the extremely positive judgment of the Ukrainian pianist. With a very solid technique always at the service of the interpretation, he showed great maturity and awareness of the necessary style in the two pieces interpreted. The piece by Respighi (a tribute to Bologna?) is a typical example of musical archaeology which can safely return to the oblivion of musical history, being unequal and devoid of any specific meaning. In short, a jumble of themes, unrelated to each other and of very questionable value. Very different is the concert of Šostakovic, full of freshness and characterized by styles dear to the Russian composer, such as – for example – the “repeats” that closely remember the beautiful sonata for piano and trumpet. Baryshevskyi was very good at fully implementing the musical meaning of the work and in subjecting his virtuosity to the interpretive level. At 31, he represents a significant artist who stands out in the midst of a thick set of all-technical and no-brained interpreters that unfortunately populate today’s piano arena. And he was assisted by an excellent conductor, Uryupin, of instrumental origin (clarinet), who precisely because of his origin was able to exploit Bologna’s orchestra. Engaged in a symphony by Tchaikovsky not  of the happiests, however, he was able to direct with authority and with a gesture in which at last the two arms were not always one a copy of the other. Its limit, perhaps, lies in a slightly too muscular approach to the score but for sure it was an ideal partner for the pianist. In short, an excellent concert with two piano encores, one of which was vaguely jazzy. A great success of a large audience.
(Giovanni Neri)
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Programma
OTTORINO RESPIGHI Fantasia Slava in Sol minore per pianoforte e orchestra
DMITRIJ  ŠOSTAKOVIČ Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 102
PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ Sinfonia n. 3 op. 29 in Re maggiore Polacca
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