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Il Lied – 31 Ottobre 2019


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Torno dopo molto tempo….
… su un argomento già affrontato. Affrontato ma non risolto. A Bologna, nei suoi auditori principali è scomparso il Lied (ma nascono bistrots..). E non è un fenomeno italiano perché – ad esempio alla scala – in occasione di quasi tutte le opere viene organizzato un concerto di Lieder con uno o più cantanti dell’opera rappresentata. Sia chiaro: per molte cause (la scuola, lo strapotere del melodramma, l’ignoranza della lingua tedesca etc.) il  Lied é uno sconosciuto per molti ma non per tutti: a Milano non mi si dica che tutti conoscono il tedesco! E comunque un programma di sala con testo originale e traduzione a fronte non sarebbe un problema insormontabile. Purtroppo questa è un altra prova di una cultura a senso unico che fra l’altro viene smentita  parzialmente dal successo dei concerti di musica contemporanea che godono di un successo insperato. Sperare che si ripeta la situazione tedesca è ovviamente impossibile (a Berlino c’è un concerto o due di Lieder ogni giorno) ma forse un management un po’ troppo provinciale potrebbe provare  a inserire un concerto di Lieder nella sua programmazione. Perché non prevedere un sondaggio? Lo farebbe Kurvenal se non avesse già avuto una precedente esperienza di un sondaggio sul gradimento delle “introduzioni” a Musica Insieme in cui una larga maggioranza si era espressa contro senza ricevere la minima attenzione. Forse per partito preso contro chi ha l’ardire di esprimere giudizi non condizionati. Giudizi, recensioni non presentazioni pre-concerto che evitano di prendere posizione e magari perdere l’accredito gratuito… (Giovanni Neri)
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4 risposte a "Il Lied – 31 Ottobre 2019"

  1. hanssachs57 ha detto:

    Penso che sarebbe utile esercitare una pressione nei confronti delle importanti istituzioni musicali cittadine ( Musica insieme e Bologna Festival ), affinché tutti gli anni inserissero almeno un concerto di Lieder nella stagione; poiché gli abbonamenti sono praticamente sold out , non dovrebbero temere un fiasco al botteghino; nella peggiore delle ipotesi , un leggero aumento dei posti lasciati vuoti dagli abbonati, nelle serate di Lieder. Quasi nessuna perdita economica per gli organizzatori, ma significativo aumento di spessore culturale delle rispettive programmazioni.
    Ricordo che i 3 concerti di Ian Bostridge ebbero una buona accoglienza e riempirono la sala nonostante non fossero compresi nell’abbonamento grandi interpreti.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    E’ questione di cultura da parte di chi organizza. Gli “Amici della musica” di Imola hanno presentato, nell’ ultimo decennio, un gran numero di serate dedicate al Lied, con molti tra gli interpreti più famosi e con un ottimo riscontro.

    Bisognerebbe solo spiegare che era musica per giovani scritta per lo più da giovanissimi che alla sera si incontravano e facevano baldoria come succede ora.
    Non era affatto musica paludata.
    Ma tutti coloro che scrivevano, eseguivano, ascoltavano, di musica se ne intendevano, eccome. Nessun tatuaggio ambulante stonato ma ipersponsorizzato da tutti i media per lanciare messaggi “politicamente corretti” in giro, a quei tempi…
    Insomma, niente Jovanotti, Fedez o Mahmud …
    I giovani ormai sono stati abituati così: a forza di far sentire solo questi, a questi si abituano e questi piacciono.
    Se non si offre loro altro, ad altro non si appassionano. E non credo potrebbe essere l’ ennesima Aida a cambiare i loro gusti.
    La Winterreise, forse, sì.

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  3. andrea bassoli ha detto:

    ci hanno tolto il voto sulle province, ci volevano togliere quello per il senato, qualcuno vuole togliere il voto agli anziani, nel parlamento elimineranno del tutto i deputati (non possono esprimere opinioni diverse dai capigruppo).
    in questo scenario un sondaggio sui lieder sarebbe rivoluzionario!!!
    io voto a favore sul sondaggio e sui lieder

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    • Mi spiace ma non farô un sondaggio vista l’ignoranza con cui è stato accolto il precedente. C’è qualcuno che a dispetto dei numeri crede di “interpretare” la volontà degli spettatori. Quella che si chiamerebbe la maggioranza silenziosa. Nulla di nuovo sotto il sole ma è lo stesso atteggiamento di chi in politica pensa di rappresentare l’opinione del “popolo” con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Tempo perso.

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