Cameristica

Frey Montero Poncet- S.Filippo Neri Bologna 17 Ottobre 2019


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Che la musica dei Bach  … That Bach’s music
….. come molta della produzione barocca fosse indirizzata non specificatamente a uno o più strumenti è cosa nota: si pensi solo a ‘”die Kunst der Fugue” che non ha indicazioni specifiche e viene anche oggi eseguita su una molteplicità di strumenti e/o ensembles.  Il concerto del trio (ma meglio sarebbe dire insieme di strumentisti – cembalo, violoncello e viola da gamba) Frey Montero Ponce sembra avere proprio questo scopo in un concerto a geometria variabile, una tendenza che sembra prendere sempre più spesso piede e che non lascia spazio a una valutazione complessiva ma solo all’individuazione dei valori singoli.  Nel caso in questione la cosa è spinta sotto molti aspetti agli estremi. Ad esempio vengono eseguite parti di due diverse suites (allemanda e sarabanda) sia su violoncello che su viola da gamba. Una scelta assai discutibile: una suite ha un  preciso significato musicale nella sua globalità (come una sonata ad esempio) e estrapolarne solo due brani  è molto discutibile. Se lo scopo fosse stato  quello di rimarcare la fruibilità su strumenti diversi dello stesso spartito assai meglio sarebbe stato eseguire una suite nella sua interezza alternando nei vari numeri  i due strumenti. Strumenti che vorrebbero ricalcare anche nella loro struttura l’impostazione barocca: niente tiracantini (con defatiganti accordature) e – nel caso del violoncello – l’aggiunta della quinta corda (quella di mi) che estende il range a quello del violino e che semplifica le esecuzioni in generale ed evita di dovere ricorrere a complicati capotasti per l’esecuzione delle note più acute (peraltro quasi mai presenti nel repertorio barocco). La presenza della quinta corda costituiva una prassi realizzativa abbastanza comune in periodo barocco (si pensi all’indicazione di Anna Magdalena Bach per la trascrizione della sesta suite). Naturalmente l’uso di questa corda altera parzialmente il tessuto armonico in quanto note della stessa altezza su corde diverse danno luogo a percezioni musicali diverse a causa dei diversi armonici che vengono emessi.  In aggiunta l’impugnazione del violoncello è stata barocca in alcuni brani.  Buona senza dubbio l’esecuzione proposta in un contesto che non è certo adatto a una musica che era prevista in sale (camere addirittura!) di  ridotte dimensioni e senza il riverbero che caratterizza la chiesa di S.Filippo Neri.  Un concerto godibile (e fruibile appieno solo a chi occupava le prime file) con un folto pubblico e un bis.
PS Un plauso all’introduzione nel programma di sala di C.Vitali: finalmente un testo degno di questo nome! (Giovanni Neri)
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…..as much of the Baroque production was not specifically addressed to one or more instruments is well known: think only of ‘”die Kunst der Fugue” which has no specific indications and is performed today on a multiplicity of instruments and/or ensembles.  The concert of the trio (but better to say ensemble of musicians – harpsicord, cello  and viola da gamba) Frey Montero Ponce seems to have just that purpose in a concert with variable geometry, a trend that seems to be more and more frequent and that leaves no room for an overall evaluation of the “trio”.  In this case, this is strongly enforced. For example, parts of two different suites (allemanda and sarabanda) are performed on both cello and viola da gamba. A very questionable choice: a suite has a precise musical significance in its entirety (like a sonata for example) and extrapolating only two parts is very questionable. If the aim had been to emphasize the  usability on different instruments of the same score much better it would have been to play a suite in its entirety alternating in the various numbers the two instruments. Instruments that would also remember in their structure the baroque approach: no tyrants (with difficult tunings) and – in the case of the cello – the addition of the fifth string (the E) that extends its range to that of the violin and that simplifies in general the performances without having to resort  to complicated “capo-tasto”  for the execution of  the sharpest notes (however almost never present in the Baroque repertoire). The presence of the fifth string was a fairly common practice of implementation in the Baroque period (think of Anna Magdalena Bach’s indication for the transcription of the sixth suite). Of course the use of this string partially alters the harmonic sound since notes of the same height on different strings give rise to different musical perceptions due to the different harmonics that are emitted.  In addition, the cello’s hold has been baroque in some tracks.  Good without a doubt the proposed performance in a context that is certainly not suitable for a music that was planned for halls (rooms even!) of small size and without the reverberation that characterizes the church of St. Filippo Neri.  A concert enjoyable (and fully accessible only to those who occupied the front rows) with a large audience and an encore.
PS An applause to the  introduction  of C.Vitali in the program : finally a text worthy of its name! (Giovanni Neri)
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Programma
Johann Sebastian Bach    Sonata in sol maggiore BWV 1027 per viola da gamba e cembalo (suonata al violoncello), Suite n.6 in re maggiore BWV 1012 per violoncello, Suite n.2 in re minore BWV 1007 per violoncello (suonato alla viola da gamba), Partita n..2  in re minore BWV 1004 per violiono (suonato al violoncello)
Carl Philipp Emanuel Bach  Sonata in la minore per cembalo Wq.49/1, H.30 “Württemberg Sonata n.1”
 Johann Sebastian Bach Sonata in re maggiore BWV 1028 per viola da gamba e cembalo
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