Cameristica

Alexander Romanovsky -Musica insieme 13 Ottobre 2019


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Ormai dilagano  … By now we are flooded   ..
…le accattivanti  serate“all Chopin”: ma perché non si fanno mai serate “all Schumann” o “all Brahms“? Chopin è ormai diventato un oggetto di consumo di massa, cosa che avrebbe fatto imbelvire il fumantino Fryderyk che considerava la sua musica tutt’altro che da consumo da ascoltare mentre ci si fa la barba o in attività consimili.  Ma tant’è: Chopin gratifica un pubblico poco incline a un ascolto critico e razionale perché a molti va giù come l’acqua fresca.  Sia chiaro: è un grandissimo compositore ma non sono certamente da meno i suoi contemporanei (o quasi) relegati però in contesti di concerti non monografici.  Ma veniamo a Romanovsky, un beniamino del pubblico bolognese fin dai suoi primi esordi come giovane talento diciottenne, vincitore del Busoni di Bolzano. L’avevamo ascoltato alcuni anni fa in una non felice esecuzione del difficilissimo secondo di Brahms  nel quale a problemi evidenti di memoria si sommavano non secondarie insufficienze  interpretative. Nel concerto in questione sono emerse le grandi capacità tecniche del pianista ucraino naturalizzato italiano, con la buona sorpresa di un affinamento delle capacità interpretative rimarcate nelle mazurche e nei notturni. L’esecuzione degli studi è risultata quasi impeccabile (qualche leggero errore rientra nelle inevitabili  incertezze statistiche musicali) nella quale certamente ha prevalso l’aspetto più virtuosistico ma senza trascurare i lati più musicali individuabili nei due studi più lirici e nelle parti cantabili presenti in alcuni di essi.  Buona l’interpretazione dei notturni nella quale i temi più cari alla poetica chopiniana hanno trovato riscontro nella sensibilità di Romanovsky, anche se soggiace al vizietto di scompensare la mano sinistra e quella destra (una prassi a mio parere di pessimo gusto). Forse meno felice l’esecuzione delle mazurche, un banco di prova difficilissimo per qualunque pianista, anche dei più grandi, nelle quali l’aspetto più specificamente popolaresco polacco (e quindi per molti versi musicalmente più semplice) è stato a tratti sovrastato e  parzialmente annullato da un eccesso di ricerca dell’espressività.  Tre bis: un notturno, la seconda ballata e la campanella di Liszt  (che ci capa il compositore ungherese in un programma dedicato a Chopin se non per rimarcare inutilmente una capacità virtuosistica già abbondantemente evidenziata negli studi?).  (Giovanni Neri)

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…..by the captivating “all Chopin” concerts: but why don’t we ever listen to an “all Schumann” or “all Brahms” evenings? Chopin has now become an object of mass consumption, which would have very upset our Fryderyk who considered his music anything but to be heard while shaving or in similar activities.  But so much so: Chopin gratifies an audience that is not inclined to a critical and rational listening since it flows like fresh water.  Let’s be clear: he is a great composer but many of his contemporaries are at the same level who are (almost always) confined in contexts of non-monographic concerts.  Let’us come down to Romanovsky, a darling of the Bologna public since his first appearance as a young talent 18 years old, winner of the Busoni competition. We had heard him a few years ago in an unhappy performance of Brahms’s very difficult second concert where, in addition to obvious memory problems, there were no minor interpretive inadequacies. In this concert the great technical skills of the ukrainian pianist (now italian) have emerged, to the good surprise of a refinement of the interpretive skills emphasized in the mazurkas and in the nocturnes. The performance of the études was almost impeccable (some slight errors fall within the inevitable musical statistical uncertainties) in which certainly prevailed the most virtuosistic aspect but without neglecting the more musical sides identifiable in the two more lyrical études and in some parts present in some of them.  Good interpretation of the nocturnes in which the themes most dear to the Chopin’s poetic have been underlined by the sensitivity of Romanovsky, although with the fault of decompensating the left and right hands (a practice in my opinion of very  bad taste). Perhaps less successful  the performance of the mazurkas, a very difficult test for any pianist, even the greatest, in which the most specifically popular Polish aspect (and therefore in many ways musically simpler) has been at times overtaken and partially undone by an excess of expression. Three encores: a nocturne, the second ballade and the “campanella” of Liszt (what has the Hungarian composer to do in a program dedicated to Chopin if not to unnecessarily emphasize a virtuosistic ability already abundantly highlighted in the études?). (Giovanni Neri)

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Una risposta a "Alexander Romanovsky -Musica insieme 13 Ottobre 2019"

  1. ITALO BICCHIERRI ha detto:

    PIANISTA CARATTERIZZATO DA UN SUONO NON BELLO, A MIO PARERE, POCO MORBIDO ,O CHE NON HO SAPUTO APPREZZARE. DI CERTO NON HO APPREZZATO IL TERZO BIS “CIRCENSE” ASSOLUTAMENTE NON NECESSARIO.

    "Mi piace"

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