Cameristica

Maria Joao Pires – Bologna Festival 19 Giugno 2019


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Non posso negare  … I can’t deny   ..
….. di essermi ricordato, ascoltando il primo tempo della sonata op. 111, di un terribile CD della 111 di Michelangeli dopo l’ictus infarcito di strafalcioni (MIchelangeli!) che mai avrebbe dovuto essere pubblicato. Gli errori commessi dalla Pires nel primo tempo  (brano tecnicamente tutt’altro che trascendentale) sono stati infatti eccessivi (ancorché non rilevati dal pubblico in estatica attesa di Chopin) e hanno dato un quadro triste di una grande interprete che inevitabilmente soffre del passare del tempo.  Mi sono comunque rinfrancato nel secondo tempo (arietta con variazioni – il terzo tempo non esiste e pare che  Beethoven alla domanda della ragione abbia risposto che non aveva avuto tempo di scriverlo! ) nel quale ho ritrovato la maestria interpretativa della  pianista portoghese.  Un fraseggio consapevole, misurato e intenso sottolineato da un tocco straordinario e nel contesto di un rispetto rigoroso dello stile della sonata. Lo stesso può dirsi della seconda parte del concerto, tutta dedicata al compositore polacco, con una selezione di notturni  e valzer  (qualche incertezza tecnica in questi ultimi) ancora una volta di grande interpretazione. Unicamente discutibile la parte arpeggiata del valzer in do diesis minore troppo affrettata, legata a una prassi esecutiva tradizionale che però non riflette assolutamente lo spirito della composizione e che non trova nessuna indicazione specifica del compositore se non un vago “più mosso” che indica una moderata accelerazione. Grande successo di pubblico e due bis chopiniani: un valzer e una mazurka. (Giovanni Neri)
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   .. ihat listening to the first half of the sonata op. 111, it came to my mind a terrible CD of the 111 of Michelangeli after the stroke stuffed with mistakes (MIchelangeli!) that should never have been published. The mistakes made by Pires in the first half (a piece technically far from transcendental) were in fact excessive (although not detected by the audience in ecstatic wait for Chopin) and gave a sad picture of a great interpreter who inevitably suffers from the passage of time.  However, I was heartened in the second half (arietta with variations – the third part of the sonata does not exist and it seems that Beethoven to the question of its reason replied that he had not had time to write it! ) in which I found the interpretive mastery of the portuguese pianist.  A conscious, measured and intense phrasing underlined by an extraordinary sound in the context of a strict respect for the style of the sonata. The same can be said of the second part of the concert, all dedicated to the Polish composer, with a selection of nocturnes and waltz (some technical uncertainty in the latter) once again of great interpretation. The fast arpeggios part of the waltz in c sharp minor  is only questionable, linked to a traditional executive practice that does not reflect the spirit of the composition and that does not find any specific indication of the composer (he indicates only “più mosso” which means a moderate acceleration. Great success and two chopinian encores: a waltz and a mazurka.  (Giovanni Neri)
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Programma
Ludwig van Beethoven  Sonata n.32 in do minore op.111
Fryderyk Chopin  Tre Notturni op.9 , Due Notturni op.27 , Notturno op. post.72 – Due Valzer op.69
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