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Filarmonica again – 9 GIugno 2019


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Per l’ennesima volta….

…il bubbone della filarmonica riaffiora come un fiume carsico. E non è un caso: una gestione stupidamente dilettantesca e furbesca del problema, che almeno dal punto di vista del nome ha richiesto l’intervento del sindaco (!), ora dovrebbe  trovare soluzione reincamerando il bubbone dentro il teatro. Ma qualcuno potrebbe una volta per tutte, in nome di una trasparenza che mai, ripeto mai, è stata rispettata, dire quali sono stati nel tempo i rapporti economici fra la “filarmonica” e il teatro?  I bilanci e le sponsorizzazioni? E dal punto di vista  normativo sono stati rispettati i contratti delle categorie?  E i pagamenti degli emolumenti? E risponde a verità l’uso di maestranze del teatro per le attività della filarmonica, una istituzione teoricamente del tutto separata dal teatro?  E la gestione economica del Manzoni?  Per non parlare della zona grigia degli orchestrali, come Arlecchino servi (mi si scusi il termine Goldoniano) di due padroni. Potrei proseguire a lungo nelle richieste che ancora una volta non avranno risposta perché richiederebbero un atteggiamento ben diverso da quello carbonaro –  ma la parola esatta sarebbe diversa – da quello finora tenuto. Insomma può ben essere che il problema richieda una soluzione ma PRIMA di impostare il futuro bisognerebbe rimuovere la polvere del passato sempre nascosta sotto il tappeto e ricominciare su basi di trasparenza, onestà, legalità e professionalità.  Quattro parole che in nessun modo caratterizzano la gestione della filarmonica sia da parte della sua dirigenza che da parte di quella del teatro. Insomma un reset, reale e non un colpo di spugna. Come invece si profila all’italiana nel senso peggior della parola.

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7 risposte a "Filarmonica again – 9 GIugno 2019"

  1. Comunicato Stampa
    Sulla FILARMONICA si faccia finalmente chiarezza

    Abbiamo letto con profondo rammarico la notizia della vertenza promossa da un ex
    dipendente del Teatro Comunale nei confronti della Filarmonica di Bologna.
    Il lavoratore, oggi pensionato, seguirà il percorso per il riconoscimento dei suoi diritti; è però ora più che mai fondamentale che si faccia finalmente completa chiarezza sulla tipologia dei rapporti di lavoro e sulle modalità retributive applicate all’interno della Filarmonica di Bologna.
    Dalla stampa abbiamo appreso che l’ex lavoratore del Teatro Comunale avrebbe percepito dei “rimborsi spesa”, ma non si capisce bene se a titolo di effettivo rimborso per spese sostenute (ovviamente debitamente documentate), o per mascherare, attraverso questo sistema, il pagamento della prestazione lavorativa effettuata, con conseguente evasione fiscale e contributiva.
    La Filarmonica (anche attraverso una convenzione attiva fino al 2017) è stata utilizzata dal Teatro Comunale in quanto riusciva a garantire la produzione di spettacoli a costi più contenuti rispetto allo stesso Teatro Comunale anche se, come noto, la maggior parte dei professori dell’orchestra che operano nella Filarmonica siano dipendenti del Teatro Comunale.
    A questo punto sorge il sospetto che questa modalità di pagamento delle prestazioni
    possa essere stata applicata non solo all’attuale pensionato, ma anche alle decine di
    persone utilizzate nella realizzazione degli spettacoli a pagamento prodotti dalla
    Filarmonica.
    Auspichiamo che gli Enti preposti (Ispettorato del Lavoro, INPS e Guardia di Finanza)
    facciano piena luce sulla vicenda e che nessuno degli attuali dipendenti del Teatro risulti coinvolto; sarebbe infatti fortemente imbarazzante scoprire che lavoratori, regolarmente retribuiti dal Teatro, abbiano prestato la loro opera attraverso il meccanismo del “rimborso spese”.
    In attesa che si faccia piena luce su questa vicenda, riteniamo assolutamente inopportuna la firma di una nuova convenzione tra il Teatro Comunale e la Filarmonica, convenzione che, come dichiarato dal Sovrintendente nel corso dell’udienza conoscitiva del Consiglio Comunale di Bologna del 9 maggio u.s,, sarebbe in fase di sviluppo

    FISTel CISL Emilia Romagna
    Bologna, 1 giugno 2019

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    • Perfetto comunicato da decrittare. Kurvenal non si è certo occupato della vertenza ma solo della assoluta mancanza di chiarezza nei rapporti fra filarmonica e teatro. Questa nebulosità è palese e comprovata dal fatto che si nega l’accesso agli atti, che il nome della compagine (e gli strumenti a chi appartengono? e gli spazi? sono stati pagati corrispettivi adeguati? etc.?) sono stati e sono un esempio di confusione e commistione (io faccio come le tre scimmiette e tu non mi crei problemi…). Insomma una gestione all’ “italiana” nel senso peggiore della parola. Purtroppo chi è a capo dell’organo di controllo (una compagine la cui composizione è al limite del ridicolo) è sempre in altre faccende affacendato e non delega le funzioni a qualcuno competente che invece potrebbe occuparsi del teatro a fondo obbligando il management a una gestione trasparente e degna di un teatro di grandi tradizioni, oggi ridotto a mendicare abbonamenti parlando sempre alla pancia degli spettatori, salvo pagare profumatamente registi guitti che fanno piovere sul bagnato. Quanto al caso specifico Kurvenal non ha nulla da dire se non che auspica ancora una volta trasparenza e correttezza, due virtù che sono distanti anni luce dalla realtà attuale.

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