Sinfonica

Pappano Jansen – Bologna Festival 30 Maggio 2019


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Pappano, un direttore .. Pappano, a conductor. ..
   .. giustamente acclamato anche se il gesto è piuttosto ripetitivo,  trova la sua cifra migliore nei brani più rutilanti come nelle – certamente non eccezionali dal punto di vista musicale –  Danze slave di Dvořák, un pezzo nazional-popolare ben lontano dalle sinfonie e dalle altre composizioni del compositore ceco. Inutile dire che hanno riscosso un successo assai maggiore del raffinato Sigfrid Idylle di Wagner, dedicato alla amica Mathilde Wesendonck  e che presenta molte delle armonie alla base del Tristan und Isolde che proprio durante il soggiorno zurighese di Wagner presso i Wesendock prendeva forma. Una composizione rarefatta e distillata, molto lontana dalle architetture complesse delle opere e che costituisce per molti aspetti un unicum nel repertorio del compositore tedesco, l’unico brano orchestra ancora nel repertorio dei concerti moderni. Anche perché è l’unica composizione del periodo maturo di Wagner. Una esecuzione di buona qualità che però al confronto con quella storica di Toscanini lascia piuttosto a desiderare. Quanto al concerto per violino e orchestra di Szymanowski bisogna subito stabilire – come spesso accade con molti compositori del XX secolo – che si tratta di un concerto per orchestra con l’aggiunta del violino. Non siamo di fronte un tipico concerto solistico ma ad un brano in cui le parti specifiche del violino sono rarefatte. In questo contesto ben si inquadra il violinismo di Janine Jansen che mentre da un lato sfoggia un’eccellente tecnica dall’altro ha un approccio piuttosto glaciale (come sempre nelle sue esecuzioni)  nel confronto della partitura che non rende appieno il suo significato. Interessante il bis che anziché solistico l’ha vista accompagnata da Pappano al piano. Folto pubblico e grande successo coronato da un bis orchestrale di una delle danze di Dvořák. (Giovanni Neri)
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…. rightly acclaimed although his gesture is rather repetitive, provides his best performance in the most rutilant scores as in the – certainly not exceptional from the musical point of view – Slavic dances of Dvořák, a national-popular partiture well away from the symphonies and other compositions of the Czech composer. Needless to say they were much more successfull than the elegant Wagner’s Sigfrid Idylle, dedicated to his friend Mathilde Wesendonck and presenting many of the harmonies of the Tristan und Isolde that just during the Wagner’s Zurich period with the Wesendock took shape. A purified and distilled score, very far from the complex architectures of the operas and which is in many respects an “unicum” in the repertoire of the German composer, the only orchestra piece still performed in modern concerts. Probably because it is the only score of the mature period of Wagner. A performance of good quality that however cannot be compared with the historical one of Toscanini. As for the concert for violin and orchestra of Szymanowski it must be said – as it is often the case with many composers of the twenthiest century – that it is a concert for orchestra with the addition of the violin. We are not confronted with a typical solo concert but a score in which the specific parts of the violin are fairly rare. In this context, the violinism of Janine Jansen must be judged that while on the one hand shows an excellent technique on the other has a rather glacial approach (as always in her performances) which doesn’t fully underline the meaning of the score. Interesting the encore that instead of a solo saw her accompanied by Pappano at the piano. Large audience and great success crowned by an orchestral encore of one of the dances of Dvořák. (Giovanni Neri)
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Programma
Richard Wagner Sigfrid Idylle
Karol Szymanowski Concerto n.1 op.35 per violino e orchestra
Antonín Dvořák Danze slave op.72
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Una risposta a "Pappano Jansen – Bologna Festival 30 Maggio 2019"

  1. Cesare ha detto:

    sono perfettamente d’accordo sulle straordinarie capacità tecniche della Jansen, meno sulla sua “glacialità”. Quel violino ha vibrato con grande passione e con alcune sonorità che non si sentono quasi mai.
    un caro saluto e ringraziamento al Blogger…

    Mi piace

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