Cameristica

Seong-Jin Cho – Milano Quartetto 21 Maggio 2019


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A parte qualche… Apart from a few  ..
……caso raro (ad esempio nel 2010) non si vince il concorso Chopin se non si è grandi artisti. É certamente il caso del giovane pianista coreano che ha confermato nel recital al quartetto di Milano le sue doti eccezionali. Grande tecnica (sempre al servizio dell‘interpretazione), sensibilità musicale, rispetto degli stili e repertorio ampio e differenziato. A riprova di tutto questo il programma del concerto non ha previsto alcun brano di Chopin, anche nei bis. Per i quali va sottolineato la grande consapevolezza delle proprie capacità evitando accuratamente brani virtuosistici e affrontando il repertorio dell‘ultimo Brahms. Forse in questo repertorio è ancora necessaria una maturazione per rappresentare appieno l‘universo malinconico e crepuscolare del compositore amburghese così come il Debussy presentato che non ha sempre trovato le sonorità equoree richieste. Ma sempre nell‘ambito di una grande sensibilità e  capacità di trovare le pause giuste e il respiro musicale che è così  necessario per una corretta interpretazione di qualsiasi brano. Perfette invece le esecuzioni della Wanderer di Schubert e dei Quadri di Musorskij: tecnica brillante e sensibilità musicale che hanno potuto valorizzare appieno il significato dei brani eseguiti. A mio personale giudizio il top del concerto è stata certamente la Wanderer dove soprattutto nella fuga finale i temi schubertiani hanno trovato piena interpretazione. Un concerto quindi di grande valore e un interprete che giustifica la sua vittoria al concorso e che promette una carriera da grande concertista, apprezzato da un pubblico che ha gremito la sala Verdi del conservatorio, turbato solo dalle grida da concerto rock della nutrita rappresentanza coreana. Un piccolo neo in una grande manifestazione.

 

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   ..rare cases (for example in 2010) nobody wins the Chopin competition without being a  great artist. It is certainly the case of the young Korean pianist who confirmed his exceptional talent in the recital at the Quartetto in Milan. Great technique (always at the service of interpretation), musical sensibility, respect of styles and wide and differentiated repertoire. In confirmation of all this, the program of the concert has not included any piece by Chopin, even in the encores, for which It should be emphasized the great awareness of his ability of carefully avoiding virtuosistic pieces and choosing the repertoire of the last Brahms. Perhaps in this repertoire it is still necessary an improvement to fully represent the melancholic and twilight universe of the Hamburg composer as well as is the case for the Debussy where he has not always found the equorean  required sounds. But always in a context of a great sensibility and ability with the right pauses and the musical breathes that are so necessary for a correct interpretation of any musical piece. Perfect instead the executions of the Wanderer of Schubert and the Bilder of Musorskij : brilliant technique and musical sensibility that have allowed to fully exploit the meaning of the performed pieces. In my personal opinion the top of the concert was certainly the Wanderer where especially in the final fugue the Schubert’ themes have found full interpretation. A concert therefore of great value and an interpreter that justifies his victory in the competition and that promises a career as a great concert performer, appreciated by an audience that has packed the Verdi hall of the conservatory, troubled only by the rock concert cries of the korean people. A little fault in a great concert.
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Programma
Schubert – Wanderer Fantasie in do maggiore op. 15 D 760
Debussy – “Images”, Libro I
– “Le vent dans la plaine” da Preludi, Libro I n. 3
– “La fille aux cheveux de lin” da Preludi, Libro I n. 8
– “Des pas sur la neige” da Preludi, Libro I n. 6
– “Ce qu’a vu le vent d’Ouest” da Preludi, Libro I n. 7
Musorgskij – Quadri di un’esposizione
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