Operistica

Ariadne auf Naxos – La scala 2 Maggio 2019


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Ariadne auf Naxos ..  Ariadne auf Naxos ..
….  é un capolavoro assoluto nato dalla penna di Hugo von Hofmanstahl e di Richard Strauss ed è un fantastico esercizio di equiibrio narrativo in cui si intrecciano due vicende assolutamente incompatibili ma che debbono convivere. Un’opera leggera che è un vero gioiellino grazie al libretto e alla musica piena di ironia di Strauss di cui purtroppo molte delle opere non vengono mai rappresentate in Italia (ad esclusione di Salome e Elettra.). Chi si ricorda – ad esempio – dell’elegantissimo Capriccio?  Il libretto dell’Ariadne auf Naxos è un capolavoro pieno di umorismo anche se velato da una leggera malinconia. La storia si può riassumere nella stralunata richiesta di un signore del XVIII secolo che nel prologo chiede di rappresentare contemporaneamente nel suo castello la novità di un giovine compositore di un’opera seria e una pantomima della commedia dell’arte. La cosa naturalmente manda alla disperazione il compositore ma grazie al fascino della primadonna della commedia, Zerbinetta, che lo seduce, la cosa si risolve in una rappresentazione (l’unico atto) nella quale Arianna abbandonata da Teseo dapprima intende suicidarsi ma poi all’arrivo di Bacco che lei scambia prima per Teseo, poi per Mercurio e infine per Ade decide che la vita è assai più bella innamorandosi di Bacco e dotando la storia di un happy end nella quale la libera Zerbinetta può gioiosamente affermare che ogni nuovo amante sembra sempre all’inizio un dio!
La messa in scena dell’opera alla Scala non può essere annoverata fra i capolavori del teatro.  Il lato piú carente è dato dalla scelta del regista di separare in molte parti le due vicende che invece secondo il libretto dovrebbero sovrapporsi e intrecciarsi mentre qui sembrano appartenere a due mondi quasi non comunicanti. In altre parole le parti che appartengono a ciascuna vicenda (quella di Ariadne e quella di Zerbinetta per intenderci) non hanno durante il loro svolgersi l’intromissione dei personaggi dell’altra, ovviamente compito arduo del regista, ma che è il sale della stralunata vicenda teatrale. In buona parte quindi viene a perdersi la sottile ironia di von Hofmanstahl, perdita che trova la sua epitome nel finale pomposo e maestoso dell’opera che invece avrebbe meritato un’atmosfera più garbatamente sottile. E certamente sono fuori luogo le calze a rete stile cabaret di Zerbinetta che della sua maliziosa sensualità dovrebbe fare la cifra della sua personalità. Di certo non ha le phisique du rôle ma la frangetta anni ‘20 e i costumi che indossa ne fanno più una sciantosa che una seduttrice piena di talento. Ne risulta che la scena della seduzione del compositore è avvertita a malapena. Le maschere stesse sono fuori luogo: qui siamo chiaramente nel contesto della commedia dell’arte e vestirle con palandrane di stile novecentesco gangsteristico è scelta  quantomeno infelice. Sia chiaro: Ariadne pone complessi problemi di scenografia e regia per la sua strampalata impostazione ma sta al regista cogliere tutte le sfumature e l’ironia del drammaturgo viennese. Qui proprio non ci siamo e gli applausi piuttosto contenuti non si debbono solo a un pubblico di cultura incerta ma anche alla mancata provocazione della regia.

 

Musicalmente invece l’opera ha poco da rimproverarsi. Sopra tutti la strabiliante performance di Krassimira Stoyanova  che domina con naturalezza, perfetta intonazione e interpretazione superlativa la difficilissima parte di Ariadne, un ruolo da fare tremare i polsi. E molto brava è Sabine Devieilhe come Zerbinetta che soprattutto nei passaggi di agilità (che non mancano) mette in luce una tecnica di primissima qualità. Meno brillante il Bacco di Michael Koenig con una voce non particolarmente felice e una pomposità nella scena finale che si prende troppo sul serio mentre sarebbe richiesta una certa dose di ironia. Bravo nel suo  cammeo recitato il sovrintendente Pereira che sfoggia anche una buona pronuncia tedesca. Buone le prestazioni degli altri cantanti (forse con un eccesso di manierismo nel caso del compositore). Un’ottima direzione di Franz Welser-Möst. Per concludere: le opere di Strauss possono risultare di non facilissima accettazione da parte di un pubblico non avvezzo a questo repertorio e quindi necessitano di qualità eccelsa. Purtroppo registicamente questo non è stato il caso ed è veramente un’occasione perduta.
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   ..is an absolute masterpiece of the pen of Hugo von Hofmanstahl and Richard Strauss and it is a fantastic exercise of  narrative balance  in which two stories absolutely incompatible but that must be staged together are intertwined. A light work that is a real gem thanks to the libretto and thr music full of irony of Strauss, of which unfortunately many of the works are never staged in Italy (but for Salome and Elettra.). Who remembers – for example – the very elegant Capriccio? The libretto of Ariadne auf Naxos is a masterpiece full of humor even if veiled by a slight melancholy. The story can be summed up in the absurd request of a gentleman of the XVIIII century who in the prologue asks to represent at the same time in his castle the novelty of a young composer of a serious work and a pantomime of the commedia dell’arte. The thing of course sends to despair the composer but thanks to the fascination of the primadonna of comedy, Zerbinetta, which the composer falls in love with, the thing is resolved in a representation (the only act) in which Arianna abandoned by Theseus first intends to commit suicide but then upon the arrival of Bacchus, that she takes at first for Theseus, then for Mercury and finally for Hades decides that life is beautiful falling in love with Bacchus and leading the story to a happy end where the free Zerbinetta can joyfully affirm that every new lover always seems in the beginning a God! The staging of the opera at La Scala cannot be counted among the masterpieces of the theatre.  The most unsufficient aspect is the choice of the director to separate mostly the two stories that on the contrary, according to the libretto, should overlap. In other words, the parts that belong to each story (that of Ariadne and that of Zerbinetta)) do not have during their unfolding the intromission of the characters of the other, obviously an arduous task for the Director, but that is the core of the unusual plot.. Therefore the subtle irony of von Hofmanstahl is missed and this finds its epitome in the pompous and majestic opera final.  Misplaced are the fishnets stockings cabaret-style of Zerbinetta that of her sensuality makes the sense of his personality. She certainly does not have the phisique of rôle but the 20’s costumes that he wears make her more a “sciantosa” than a seductress full of talent. It turns out that the scene of the composer’s seduction is barely understandable. The masks themselves are misplaced: here we are clearly in the context of the commedia dell’arte and to dress them up with outfits of twentieth-century gangsteristic style is at least a very unfortunate choice. Let’be clear: Ariadne has very complex scenography and direction problems  for his wacky setting but it is up to the director to interpret all the nuances and irony of the libretto. So the rather reduced applause is not only because of a public of uncertain culture but also because of the the lack of provocation of the  direction. Musically, instead, the performance has little to demand. Above all the amazing performance of Krassimira Stoyanova that dominates with naturalness, perfect intonation and superb interpretation the very difficult role of Ariadne, a role which makes all singers to tremble. And very good is Sabine Devieilhe as Zerbinetta that especially in the agility parts (many!) sports a technique of the highest quality. Less brilliant is the Bacchus of Michael Koenig with a voice not particularly good and a pomposity in the final scene that it is too serious while a certain amount of irony is required. Bravo in his “cameo” the superintendent Pereira who also sports a good German pronunciation. Good performances of the other singers (perhaps with an excess of mannerism in the case of the composer). A great performance of the conductor Franz Welser-Möst. To conclude: Strauss’s operas may not be very easy accepted by a public not accustomed to this repertoire and therefore require excellent stagings. Unfortunately this was not the case and it is really a missed opportunity.
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Cast
Direttore
Franz Welser-Möst
Regia
Frederic Wake-Walker
Scene e costumi
Jamie Vartan
Luci
Marco Filibeck
Video
Sylwester Łuczak
Der Haushofmeister
Alexander Pereira
Ein Musiklehrer
Markus Werba
Der Komponist
Daniela Sindram
Der Tenor
Michael Koenig
Ein Offizier
Riccardo Della Sciucca*
Ein Tanzmeister
Joshua Whitener
Ein  Peruckermmacher
Ramiro Maturana*
Ein Lokai
Hwan An*
Zerbinetta
Sabine Devieilhe
Ariadne
Krassimira Stoyanova
Harlekin
Thomas Tatzl
Scaramuccio
Kresimir Spicer
Truffaldin
Tobias Kehrer
Brighella
Pavel Kolgatin
Bacchus
Michael Koenig
Najade
Christina Gansch
Dryade
Anna-Doris Capitelli*
Echo
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Una risposta a "Ariadne auf Naxos – La scala 2 Maggio 2019"

  1. Carlo A. Borghi ha detto:

    Copmunque a me Zerbinetta-Devieilhe non ha convinto (cioè è meglio dica “non mi è piaciuta tanto”) seppur lei abbia saputo seguire con bravura il ritmo e le colorature della sua difficile parte nell'”Opera” dell’Ariadne. Sono d’accordo sulla carentissima regia. Forse il regista non ha avuto il tempo di leggere il libretto ed ascoltarne la musica.

    Mi piace

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