Sinfonica

Šlekytė Zhu- Teatro comunale 10 Aprile 2019

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Del violinista…. Of the violinist ..
   ..  Zhu si potrebbe dire che è “bello (mica tanto poi) senz’anima”. Scherzi a parte è inevitabile che da un paese di oltre un miliardo di abitanti e finanziamenti galattici alla cultura musicale (chissà se il nostro ministro dell’istruzione sa di cosa si tratta) emergano talenti come Zu (che per molti aspetti ricorda Lang Lang). Una tecnica strabiliante e funambolica che naturalmente manda in visibilio una platea di bocca buona e che – onestamente – è trascendentale. Ma… un musicista NON è un robot cui si può impostare la velocità di esecuzione e qui si evidenziano i limiti. Ho seri dubbi che di fronte a partiture più impegnative musicalmente (non tecnicamente, sia chiaro) il risultato non sia più discutibile.  Che il nostro sia una macchina oliatissima può anche desumersi dalla scelta dei due bis concessi ovvero due capricci di Paganini, a scopo ulteriormente funambolico. E magari ipotizzare un brano bachiano, un tempo di una sonata di Isaye o… ? Sia chiaro: una tecnica eccezionale (la giovane età aiuta in questo senso) è la condizione necessaria ma non sufficiente per costruire un percorso musicale da grande artista. Ma come è già successo si può anche assistere a limiti insuperabili. Insomma un giudizio sospeso in attesa di prove più significative. (Forse qualcuno dovrebbe anche insegnargli un po’ di galateo: non si lascia alla prima uscita il direttore – in particolare una signora poi! – in secondo piano perché un successo di un concerto per violino e orchestra è dovuto a due attori e non unicamente al solista).  Per la seconda volta il teatro presenta un direttore (o una direttrice? si sbaglia sempre) di sesso femminile e questo è un buon segno. Ed è tale poi se la qualità è alta.  Non è ancora adl altissimi livelli ma ha saputo condurre l’orchestra a una buona esecuzione di una sinfonia difficile come la “patetica”. Ci sono stati anche momenti discutibili (ad esempio il primo tempo ha staccato un ritmo troppo blando e alcuni passaggi sono risultati troppo “languidi”) ma poi il piglio direttoriale ha avuto il sopravvento. E gli ultimi due movimenti sono risultati eccellenti. Un ottimo successo complessivo di pubblico.
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   .. Zu you could say that it is inevitable that from a country of over a billion inhabitants and galactic funding to the musical culture (who knows if our minister of education knows what it is) talents as Zu emerge (who in many respects reminds me of Lang Lang). An amazing and funambolic technique that naturally sends into raptures a not too sophisticated  audience and that – honestly – is transcendental. But… a musician is NOT a robot whom you can set the speed of execution to, and in this light the limits emerge. I have serious doubts that facing more challenging musically (not technically) scores  the result couldn’t be questionable.  That Zu is a only perfect machine can also be inferred from the choice of the two  granted encores: two capricci of Paganini. Why not a piece of Bach,  of Isaye or…? Let’s be clear: an exceptional technique (the young age helps in this respesct) is a necessary condition but not sufficient to build a musical path to a great artist. But as it has already happened you can also witness unsurmountable limits. In short, a suspended judgement awaiting more significant evidence. (Maybe someone should also teach him a little etiquette: nobody should let behind at the first exit the director – especially a lady then! – because a success of a concerto for violin and orchestra is due to two actors and not only to the soloist).  For the second time the theatre has presented a female director and that’s a good sign. And It is such if the quality is high. She hasn’t  attained exceptionally high levels but has managed to lead the orchestra to a good performance of a symphony as difficult as the “pathetic”. There were questionable moments (for example, the first was directed to a too bland pace and some passages were too “bloodless”) but then the directorial leadership had the upper hand. And the last two movements were excellent. A great overall success of audience.
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Programma
PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ Concerto per violino e orchestra op. 35 in Re maggiore
PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ Sinfonia n. 6 op. 74 in Si minore Patetica
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2 risposte a "Šlekytė Zhu- Teatro comunale 10 Aprile 2019"

  1. Col nome che ha: “Kevin”, pensavo che Zhu (sul programma di sala è scritto con la “h”) fosse statunitense e negli USA abitano solo circa 320 milioni di persone e non “oltre un miliardo”. Mi sbaglio?

    Grazie
    Alfredo Liverani

    "Mi piace"

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