Operistica

Khovanshchina – La Scala 28 Marzo 2019


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Con lo sfondo .. With the backdrop…
…. di una città che avrebbe potuto essere quella di Gotham city o di Blade runner (volano droni e aerei) sia apre la storia (saga – meglio la malefatte – dei Chovanskij in russo) di Modest Musorgskij,Opera di difficile interpretazione vuoi per il fatto che l’autore di fatto ne compose solo la parte per pianoforte e alcuni abbozzi di orchestrazione (completata da vari autori in modo non uniforme), vuoi per l’assenza di un filo conduttore univoco, vuoi per la mancanza di una unitarietà temporale. Si tratta di una serie di quadri operistici che anziché seguire sviluppo unitario vengono giustapposti come a dare l’impressione di quello che poteva essere il clima politico a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo.
Vi si rappresentano tre distinti elementi politici: la tradizione sopraffattiva boiara che rifiuta di abbandonare i propri privilegi rappresentata da Ivan Chovanskij e dalla sua milizia privata (i suoi strel’ky ), il potere politico degli zar con le sue pulsioni innovative e i conservatori ortodossi che si oppongono alle riforme e che alla fine soccombono in un auto da-fé purificatore.  Opera quindi diseguale sia dal punto d vista della narrazione (Musorgskij è anche l’autore del libretto ma non è certo Wagner) sia dal punto di vista musicale che risulta molto spesso frammentato.  Anche i personaggi non riempiono la scena ma sono parte non necessariamente primaria del contesto (a parte forse il personaggio della veggente Marfa – sorta di “moderna” Cassandra che però si riscatta per l’infelice amore verso il fedifrago Aleksej Chovanskij).

Opera pertanto di difficilissima messa in scena che solo a un grande regista come Martone poteva riuscire (come si rimpiangono a Bologna le sue “Nozze di Figaro”, forse l’ultima grande regia del teatro bolognese!). Le scene sono caratterizzate da una scenografia moderna (con il grande ausilio degli effetti speciali – bellissimo il rogo finale che si sviluppa da un sole che riempie il fondale e che via via ingigantisce fino ad avvolgere gli ortodossi). SI vedono anche strutture industriali con neon ma soprattutto i personaggi sono avvolti in un’atmosfera atemporale in cui si fondono elementi storici (ad esempio i costumi) ed elementi attuali come i cellulari che per i messaggi rimpiazzano i messaggeri, oppure come la troupe televisiva che riprende la strage degli strel’ky. Forse l’unico elemento leggermente discutibile è il ballo seduttivo e volgare delle schiave persiane per Ivan Chovanskij) che di certo fa il verso alle “cene eleganti”…   Uno spettacolo grandioso che ha trovato il suo interprete musicale perfetto in Valerij Gergiev giustamente acclamato dal pubblico scaligero. Non mette conto valutare le singole individualità vocali: è tutto l’insieme che fa dell’attuale versione scaligera un vero capolavoro. Grande successo di pubblico
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   .. of a city that might have been that of Gotham city or of Blade runner (flying drones and planes) starts  the Chovanskij’s saga ( better the wrongdoings in russian language!) by Modest Mussorgskij. An opera difficult to interpret because the author composed only the part for piano and some sketches of orchestration (completed by various authors in a non-uniform way), because of the absence of a unique fil rouge and because the lack of a temporal unitarity. It is a series of operatic scenes that instead of following an unitary development are juxtaposed as to give the impression of what could be the political climate between the XVII and XVIII centuries. There are three distinct political elements: the violence of the Boyar who refuses to abandon his privileges represented by Ivan Chovansky and his private militia (his strel ‘ kys), the political power of the tsar with his innovation thrust and the orthodox conservatives who oppose the reforms and ultimately subdue themeselvs willingly to a purifying auto da-fé. It is therefore unequal from the point of view of the narration (Mussorgskij is also the author of the libretto but he is certainly not Wagner) and from the musical point of view which is very often fragmented. Even the characters do not fill the scene and  are not necessarily the primary part of the context (apart perhaps the character of the seer Marfa – sort of “modern” Cassandra saved by her unhappy love for the unfaithful Aleksej Chovanskij). It is therefore and opera very difficult to stage andt only a great director like Martone could succeed. The scenes are characterized by a modern scenography (with the great help of the special effects – beautiful the final burning that develops from a sun that fills the backstage and which gradually magnifies to envelop the orthodoxes). There are also  industrial structures with neon but above all the characters are enveloped in a timeless atmosphere in which historical elements (for example the costumes) are blended with modern elements such as mobiles that replace the messengers for messages, or the television crew which films the  massacre of the of the strel’kys. Perhaps the only slightly questionable element is the seductive and vulgar dance of the Persian slaves for Ivan Chovanskij that reminds the “elegant dinners” of Berlusconi… A grandiose spectacle that founds its perfect musical interpreter in Valerij Gergiev rightly acclaimed by the public of La Scala. To consider the individual vocal would be meaningless: it is the whole that makes this version a real masterpiece. Great public success.
 
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Cast
Conductor Valery Gergiev
Staging Mario Martone
Sets Margherita Palli
Costumes Ursula Patzak
Lights Pasquale Mari
Video designer Umberto Saraceni for Italvideo Service
Choreography Daniela Schiavone

CAST

Ivan Chovanskij Mikhail Petrenko
Andrej Chovanskij Sergey Skorokhodov
Vasilij Golicyn Evgeny Akimov
Šaklovityj Alexey Markov
Dosifej Stanislav Trofimov
Marfa Ekaterina Semenchuk
Susanna Irina Vashchenko
Scrivener Maxim Paster
Emma Evgenia Muraveva
Pastor Maharram Huseynov
Varsonof’ev Lasha Sesitashvili
Kuz’ka Sergej Ababkin
Strešnev Sergej Ababkin
First strelec Eugenio Di Lieto
Second strelec Giorgi Lomiseli
Man of trust of Prince Golitsynli Chuan Wang
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