Cameristica

Mitsuko Uchida – Milano Quartetto 5 Marzo 2019


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Dopo  …After
   .. il terribile concerto di Fazil Say a Bologna, questo di Mitsuko Uchida a Milano è stato come un balsamo sulle ferite. Un concerto estremamente classico che si inserisce perfettamente nella poetica musicale della pianista giapponese che trova nel mondo schubertiano il suo naturale terreno espressivo. Uno stile semplicemente perfetto che riflette compiutamente tutte le sfumature del compositore austriaco inserendosi nel filone interpretativo di stile brendeliano. Sonorità perfette, tecnica eccellente sempre al servizio dell’interpretazione, assoluto rifiuto di quelle tecniche oggi così disgraziatamente in voga di squilibrio delle due mani, pedale “tre corde” rarefatto. E’ oggi raro ascoltare esecuzioni così mature e affascinanti delle sonate schubertiane (le prime due meno eseguite e la terza invece cavallo di battaglia di molti pianisti) che hanno letteralmente incantato il numerosissimo pubblico della sala Verdi senza una sola poltrona libera.  Il pianismo di Uchida è il contrario assoluto di quello della folta schiera di giovani leoni (ammesso che così possano essere denominati) che di una tecnica aggressiva fanno l’unico punto di forza. Qui è la riflessione, l’analisi, il rispetto della partitura che la fanno da padroni. Poi naturalmente ci possono essere differenti sensibilità particolari, ad esempio un uso eccessivo – a parere di chi scrive – del pedale “una corda” o la lunghezza troppo protratta  di certi trilli nella D960 ma, ripeto, sono solo sfumature che nulla tolgono a un concerto giustamente applauditissimo concluso con un breve bis bachiano. Un viaggio a Milano che è assolutamente valso la pena.
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   ..the terrible concert of Fazil Say in Bologna, this of Mitsuko Uchida in Milan was like a balm on the wounds. An extremely classic concert that fits perfectly into the musical world of the Japanese pianist who finds in Schubert her natural expressive terrain. A simply perfect style that fully reflects all the nuances of the austrian composer following the interpretive vein of Brendel’s style. Perfect sound, excellent technique always at the service of the interpretation, absolute rejection of those techniques today so unfortunately in vogue of imbalance of the two hands, pedal “tre corde” rarefied. It is now rare to listen to such mature and fascinating executions of  Schubert’s sonatas (the first two less performed and the third instead the battle-horse of many pianists) who have literally enchanted the very large public of the fully booked Sala Verdi.  The pianism of Uchida is the opposite of that of the large group of “young lions”(assuming that they can be so called) that of an aggressive technique make the only point of strength. Here is the reflection, the analysis, the respect of the score that are the distintive characters . Then of course there may be different particular sensitivities, for example an excessive use – in my opinion – of the pedal “una corda” or the protracted length of certain trills in the D960 but, again, these are only nuances that by no mean negatively affect a concert rightly applauded, concluded with a short Bach’s encore. A trip to Milan that is absolutely worth it.
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Programma
F. SchubertSonata in la minore D 537, Sonata in do maggiore D 840,  Sonata in si bemolle maggiore D 960
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